INNOVAZIONE

Veneto: edilizia a impatto (quasi) zero, i progetti che lanciano la sfida al futuro

RIR VeGBC: la rete veneta per la sostenibilità nelle costruzioni organizza un evento il 20 febbraio al Centro Congressi di Verona Fiere nell’ambito di EcoHouse

Redazione CIVILTA' di CANTIERE

20 FEBBRAIO 2020
innovazione, energia, sostenibilità, imprese e veneto

Riqualificare gli edifici esistenti e trasformarli in “net zero energy buildings” entro il 2050 per accelerare la lotta ai cambiamenti climatici e contribuire ad una svolta green nella filiera dell’edilizia. E’ uno degli obiettivi della RIR VeGBC (Venetian Green Building Cluster), la rete regionale veneta che riunisce le aziende del settore delle costruzioni particolarmente attente all’innovazione e ella sostenibilità ambientale, insieme agli Atenei del Veneto e alle Associazioni di categoria.

Per rafforzare l’obiettivo e condividere progetti e strategie,  la RIR VeGBC ha organizzato  il convegno “Nuove opportunità per la filiera delle costruzioni nel segno della sostenibilità e dell’innovazione” nell’ambito di EcoHouse, la manifestazione dedicata ai materiali e alle tecnologie per l’efficientamento energetico. Un evento per ribadire l’urgenza di promuovere una filiera sensibile ai processi di ricerca e di sviluppo orientanti alla sostenibilità. Priorità riconosciute anche a livello istituzionale come dimostra l’approvazione della delibera della regione Veneto "Progetti di promozione dell'export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale" con la quale si sostengono proprio le Reti innovative regionali; o come si evidenzia dallo stanziamento di 25.000.000,00 euro per il secondo bando regionale sull’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico.

“Vogliamo condividere con gli esperti del settore, con le aziende, le associazioni di categorie e i soggetti deputati alla ricerca e alla formazione il nostro modello di rete e i progetti che meglio interpretano la nostra mission”, dichiara il presidente RIR VeGBC Giovanni Salmistrari che aprirà i lavori della giornata. “Quello che ci preme è far conoscere le opportunità di un modello di sviluppo alternativo che punta sull’innovazione e che vuole affrontare senza tentennamenti la sfida ai cambiamenti climatici ma anche la possibilità di fare impresa nel rispetto dell’ambiente e delle persone per promuovere un miglioramento delle condizioni di vita dei singoli nelle rispettive comunità”.

Un miglioramento che, secondo la Rete, passa anche attraverso la lettura delle esigenze dei territori nella regione Veneto dove sta crescendo la domanda abitativa grazie alle opportunità di lavoro di importanti aziende multinazionali che investono in quest’area soprattutto nel campo della logistica e dei servizi. Il fabbisogno di unità abitative riguarda anche il settore dell’ housing sociale per le famiglie in difficoltà. “La Rete RIR VeGBC intende essere protagonista di un percorso che intercetta questa esigenza della popolazione, gli interessi degli operatori pubblici e privati e l’obiettivo di un’edilizia residenziale sostenibile a impatto quasi zero basata principalmente sulla riqualificazione del patrimonio esistente”. annuncia il presidente Salmistrari.

Un percorso sostanziato da alcuni provvedimenti che riguardano anche la riqualificazione del patrimonio pubblico come il “Piano Piccoli Cantieri” finanziato nei giorni scorsi con la legge di Bilancio del Governo nazionale che prevede uno stanziamento di oltre 38 milioni per i 563 comuni del Veneto al fine di realizzare interventi di efficientamento energetico di edifici pubblici, di installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili, di sviluppo territoriale sostenibile, di messa in sicurezza delle scuole e del patrimonio comunale oltre che per l’ abbattimento delle barriere architettoniche. Le risorse sono state così suddivise: 7, 6 milioni sono andati alla provincia di Vicenza; 3, 4 milioni sono stati destinati a Belluno; 7 milioni a Padova; 2, 9 milioni a Rovigo; 6, 6 milioni a Treviso;  3, 92 milioni a Venezia, 6, 68 milioni a Verona. Per i piccoli comuni sono stati destinati da 50 a 90 mila euro.

Rigenerazione urbana, edilizia sostenibile, città intelligenti, innovazione tecnologica e sicurezza sono tutti temi al centro dell’iniziativa e che vedranno protagoniste anche alcune aziende della filiera edile, tra le quali Fablab Venezia, Seingim Global Service, Ennova Research, Kieback&Peter in prima linea nel proporre al mercato prodotti e soluzioni in grado di alzare l’asticella della sostenibilità nella  rigenerazione del patrimonio edilizio. Ad esempio Fablab Venezia ha ideato un laboratorio di innovazione digitale incentrato sulla stampa tridimensionale di ambienti architettonici abitabili con l’obiettivo di pensare case a impatto quasi zero con materiali locali, sostenibili e di scarto. Seingim Global Service sta seguendo un progetto per la realizzazione di pareti perimetrali o divisori per le abitazioni dotati di funzionalità impiantistiche tecnologicamente avanzate. Ennova Research svolge ricerche e sperimentazioni di tecnologie per il rilievo dell’esistente e per favorire l’ottimizzazione del bilanciamento e dell’efficienza delle reti energetiche e idriche.

 

 

 

 

 

 

 

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