ABITARE

UNI 17 - La nuova sfida di Copenhagen

Un nuovo modello di quartiere sostenibile che unisce qualità della vita, innovazione e rispetto dell'ambiente.

11 FEBBRAIO 2019
progettazione, sostenibilità, smart, città, danimarca, copenhagen, abitare e innovazione

Un progetto ambizioso quello presentato dallo studio di architettura danese Landanger Group: tradurre in azioni concrete i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Non è una novità che proposte simili arrivino dalla Danimarca che si conferma una dei leader mondiali nel settore dell’architettura ecosostenibile grazie alla combinazione di scelte orientate alla tutela dell’ambiente e alla qualità della vita dei propri abitanti.

Copenhagen, in particolar modo, ha investito molto nello sviluppo di queste tematiche; l’obiettivo dichiarato è di guadagnare il titolo di prima capitale con bilancio neutro di CO2 entro il 2025. In questa direzione va, ad esempio, lo sviluppo del quartiere di Ørestad orientato su un concetto di smart city. Ørestad è un giovane distretto di Copenhagen composto da quattro quartieri (Ørestad City, Ørestad Nord, Amager Fælled e Ørestad Sud).

La pianificazione del progetto territoriale del distretto è stata vinta da un team di architetti finlandesi(ARKKI) nel 1995. L’area è in continua evoluzione e può definirsi un laboratorio a cielo aperto capace di integrare allo stesso tempo progetti architettonici, infrastrutturali, tecnologici ed energetici, di carattere sociale, economico e partecipativo.

Lo spirito “Smart” ed ecosostenibile del distretto è facilmente riconoscibile in progetti come l’Ørestad Gymnasium: una scuola con ambienti polifunzionali dove gli studenti possono uscire dagli schemi tradizionali e diventare protagonisti della propria istruzione, usufruendo di spazi e attrezzature all’avanguardia. Una struttura che pone le basi per formare le nuove generazioni che saranno gli abitanti di questa isola green che promette di avere tutte le caratteristiche di un paradiso eco-sostenibile.

In questo contesto così fluido e innovativo nasce il progetto “UN17 Village”, il villaggio più sostenibile al mondo. Esso utilizzerà e svilupperà ulteriormente le qualità paesaggistiche uniche dell'area con particolare attenzione all'uso ricreativo di acqua, piantagioni, biodiversità e fauna selvatica, garantendo, al tempo stesso, una simbiosi naturale con i suoi dintorni. Il grande progetto UN17 avrà luce proprio ad Ørestad e si estenderà infatti su un’area di 35.000 metri quadrati dando vita a 400 nuove abitazioni. Esso verrà realizzato con materiali da costruzione riciclati, fonti di energia rinnovabile e altre strategie di risparmio energetico. I materiali saranno raccolti e lavorati localmente con l’intento di stimolare la crescita dell’economia locale.

La proposta comprende cinque blocchi abitativi costruiti con calcestruzzo di recupero e legno, oltre a conservare le finestre originali. Ognuna delle strutture sarà sormontata da un giardino sul tetto per incoraggiare la biodiversità e avrà inoltre funzionalità di raccolta delle acque piovane in grado di riciclare 1,5 milioni di litri d'acqua ogni anno.

Ci saranno 37 diverse tipologie abitative con un mix di abitazioni familiari, spazi di co-abitazione e alloggi dedicati ai senior. Una superficie di 3.000 metri quadrati sarà dedicata a spazi destinati all’utilizzo sia da parte dei residenti che degli abitanti di Ørestad. All’interno del villaggio sono previste aree comuni, alloggi per gli ospiti, uno stabilimento balneare, una lavanderia a gettoni alimentata con acqua piovana e un centro conferenze che ospiterà eventi focalizzati su temi della sostenibilità.

Il gruppo Landager ha commentato: “l’ambiente costruito è responsabile di oltre il 40% delle nostre emissioni globali. Eppure non dovrebbe essere così. In natura, i rifiuti non esistono: gli organismi si rigenerano e usano materiali organici morti come elementi fondamentali per la crescita futura. Il villaggio UN17 mostra come possiamo ridurre considerevolmente le emissioni nocive considerando i rifiuti come una risorsa, e abbracciando i principi di sostenibilità ambientale senza dover rinunciare allo sviluppo, all’estetica e alla qualità”.

Gli architetti sperano che questo schema rappresenti un precedente a cui ispirarsi per tutto il resto del mondo e che diventi un modello di villaggio sostenibile che possa essere replicato su scala internazionale.

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