FORMAZIONE

Una ricostruzione a misura di territorio valorizzando l’innovazione

FormiAmo il territorio è un progetto nuovo con cui il Sistema Bilaterale delle costruzioni intende dare supporto a livello formativo e professionale per la ricostruzione delle aree colpite da terremoto

e Francesco Sannino

31 AGOSTO 2017
occupazione, formazione, educazione, sicurezza, antisismica, territorio e terremoto

La fragilità geologica e fisica del nostro territorio è un dato di fatto, eppure ogni volta che un’alluvione, un sisma o un’altra calamità naturale lo colpisce se ne evidenzia la scarsa consapevolezza. Troppo spesso finisce per prevalere la risposta di breve periodo con soluzioni parziali e poco efficaci in termini di prevenzione e di trasformazione, in grado di assicurare livelli diversi di sicurezza e di salvaguardia di persone e beni. 


Così anche nel caso del drammatico terremoto che ha colpito le regioni dell’Appennino centrale tra l’estate e l’autunno dello scorso anno alle dichiarazioni di impegno e di rassicurazione non ha fatto seguito il risultato atteso. In particolare ciò ha riguardato quella fase delicata che consente di trasformare l’emergenza in una prima ricostruzione, ovvero in cui all’urgenza di assicurare una sistemazione agli sfollati e una minima ripresa dell’economia locale si dovrebbe accompagnare un progetto forte di ricostruzione. Un progetto condiviso e solidamente fondato su una visione di rigenerazione economica e sociale, in cui inserire piani specifici di ricostruzione edilizia e infrastrutturale. 


L’esperienza a dieci mesi dalla prima terribile scossa che ha distrutto interi paesi del Lazio e delle Marche è decisamente fallimentare. Si è perso molto tempo sottomettendo emergenza e ricostruzione a logiche burocratiche, sacrificando l’economia locale a principi astratti volti a privilegiare una concorrenzialità teorica e nel terrore di comportamenti corruttivi. Ciò nella errata presunzione che questi fenomeni si combattano con regole oggettive e non con la competenza, il senso di responsabilità delle pubbliche amministrazioni e degli attori privati. L’aver privilegiato la formalità burocratica ha di fatto paralizzato la prima fase della ricostruzione. Così che oggi oltre il 90% delle macerie è ancora presente all'interno dei borghi colpiti dal sisma, le casette di legno consegnate sono meno del 10% di quelle necessarie e promesse, le gare per il ripristino delle infrastrutture stradali sono ferme. 


Di fronte a questo scenario così critico il Formedil e il Sistema Bilaterale delle Costruzioni hanno deciso di dare un contributo di riflessione finalizzato ad evidenziare le criticità del metodo e delle scelte fatte e a costruire un percorso virtuoso in grado di mettere insieme una visione strategica di rigenerazione economica e sociale in grado di trasformarsi in un piano di ricostruzione fortemente integrato con e tra i territori colpiti e le aree di sviluppo ad esse collegate. Un progetto in cui coinvolgere chi ha studiato i territori ed è depositario di conoscenze e di esperienze consolidate, da operatori e intellettuali locali agli istituti universitari e agli enti di ricerca, ai rappresentanti del tessuto produttivo e del mondo del lavoro e della società civile. Intorno a questa esigenza fondamentale si è deciso di lanciare un progetto in quattro tappe dove scenari di prospettiva si leghino al tema delle regole e delle risorse e dove i temi delle infrastrutture sociali e di mobilità e della valorizzazione del patrimonio storico monumentale trovino pieno riconoscimento della loro centralità in termini di sicurezza e in quanto riferimenti fondamentali di qualunque progetto di sviluppo. 


Il progetto, che abbiamo chiamato formiAmo il territorio, si basa su alcuni punti fermi. Il primo è quello di rispettare e ridare vita alle vocazioni locali salvaguardandone identità e storia ma proiettandone i valori intrinsechi in una prospettiva futura di crescita e di rivitalizzazione, attraverso una visione spaziale ampia e dove l’innovazione e le competenze ne costituiscono gli elementi fattuali principali. Del resto la competenza, insieme alla sicurezza dl lavoro, sono il core business dell’attività del Formedil ed è la ragione per cui esiste e opera coordinando l’azione delle oltre 100 scuole edili oggi integrate quasi per la totalità con i Comitati paritetici per la sicurezza (Cpt). 


Il secondo elemento che ha ispirato e che trova nel nostro progetto ampio spazio e attenzione riguarda il ruolo dell’innovazione tecnologica, in cui si ritrovano molti dei capisaldi della quarta rivoluzione industriale: dalla digitalizzazione alla robotica, dai nuovi materiali ai processi di sempre più accentuata industrializzazione. 


Se la ricostruzione non può prescindere da una visione strategica di rigenerazione economica e sociale delle aree colpite dal sisma, essa si basa su progetti di ripristino e di ridefinizione degli spazi di vita e di lavoro chiamando in causa con forza il ruolo dell’edilizia e dell’industria delle costruzioni. Garantire progetti innovativi e in linea con modelli in grado di assicurare la massima trasparenza in termini di qualità e di costi, così come la possibilità di applicare l’ampia gamma di soluzioni costruttive che si sono andate affermando in questi anni in alternativa all’edilizia tradizionale sono un valore aggiunto che attiene direttamente al “mestiere” del costruire. E sui quali il Formedil deve avere un ruolo da protagonista. 


Sotto questo punto di vista le partnership con associazioni nazionali di produttori e aziende leader nell'applicazione delle nuove soluzioni costruttive assicura alla nostra attività di alta formazione, che attiveremo subito dopo la pausa estiva, il massimo livello di aggiornamento. 


Così come il metodo di abbinare ai quattro seminari di riflessione/conoscenza un catalogo di seminari tecnici da mettere a disposizione di tutte le scuole edili del nostro Paese colloca il progetto nel più generale impegno del Formedil e del Sistema Bilaterale delle Costruzioni per una crescita della conoscenza tecnica delle maestranze e dell’intera filiera operativa dell’edilizia.

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