PROGETTAZIONE

Una nuova torre per il quartiere La Défense di Parigi

La Tour Alto promette nuovi uffici per i clienti inglesi in fuga da Brexit nel famoso quartiere voluto da Mitterrand

Asia Ruffo di Calabria

09 AGOSTO 2019
finanza, progettazione, parigi, torre, architettura, innovazione e vetro

Il quartiere della Défense non è solo il centro affari più grande d’Europa, ma un’area dove sperimentazioni di arte e architettura si contendono un ruolo primario nella definizione di uno nuovo spazio urbano. Situato al di fuori dell’anello viario, il périférique di Parigi, a ovest, ospita le sedi delle più importanti società finanziarie francesi. Il progetto di costruzione inizia nel 1956 con il Centre National des Industries et Techniques, ma la svolta architettonica dell’area avviene con il presidente Mitterrand nel 1982. Il concorso di architettura proclama la nascita della pièce maitresse, il Grande Arco di Johan Otto von Speckelsen, un cubo svuotato all’interno che si inserisce in asse con l’Arco di Trionfo e il Louvre. L’Arco ospita uffici di ministeri con una bellissima terrazza e ristorante in cima. Per permettere lo sviluppo della futuristica Défense, nel 1992 la linea 1 della metro parigina viene prolungata fin qui con 2 fermate supplementari. Nel 1997 sorgono le tre torri, cuore del quartiere, che danno inizio alla costruzione di altre come la Torre T1 di ENGIE alta 185 metri e completata nel 2008 e la Tour First, il più alto grattacielo in Francia con i suoi 231 metri.

La Défense si distingue per la sua architettura peculiare, che circonda un’area centrale totalmente pedonale di 31 ettari, con la circolazione automobilistica situata nel perimetro (il boulevard circolare) o sottoterra. La tramvia, il treno RER e la metro sono organizzati sottoterra su più livelli, trasformando il quartiere in un “millefoglie” infrastrutturale. Oltre al Grande Arche numerose opere d’arte sono disseminate nelle piazze e nelle aree a verde come il Ragno rosso di Calder che guarda i personaggi fantasiosi di Mirò oppure una scultura del francese César.

La Défense è tornata sulle prime pagine dell’attualità urbanistica francese in quanto sta per essere completato un nuovo grattacielo, la torre Alto. Iniziata nel luglio 2016, si distingue dalle torri vicine per le sue squame di vetro uniche nel loro genere, come sottolinea Arnauld Doiteau dello studio IF Architectes. Le squame sono state installate dalla società italiana Permasteelisa e creeranno sicuramente stupore tra gli abitanti del quartiere. Una scelta tecnologica dovuta principalmente non a ragioni estetiche, ma ai limiti imposti dall’area.  La mancanza di spazio al suolo costringe la torre ad allargarsi in altezza (38 piani): 1900 metri quadri all’ultimo piano contro i 600 del piano terra.

La torre si sviluppa su 3700 blocchi che comprendono una squama esterna e una pelle interna. Molti di questi blocchi sono diversi tra di loro per adattarsi alle varie superfici, mano a mano che si cresce in altezza. La “pelle” interna è fabbricata in Italia mentre i vetri sono stati realizzati in Spagna, il tutto poi è stato assemblato in cantiere con un peso per blocco di 700 kg con diversi spessori per sostenere questa forma allargata verso l’alto. Il blocco permette la costituzione di una facciata ventilata e delle grandi vetrate per una apertura di 11 centimetri con un piccolo passaggio di aria senza inquinamento acustico.

La torre Alto, i cui committenti sono i sovrani di Abou Dabi, permette quindi una ventilazione naturale la cui tecnologia è nascosta nella pelle interna. 210 milioni di euro per un nuovo indirizzo che potrà interessare le banche che intendono delocalizzare parte dei loro gruppi da Londra a Parigi per via della Brexit.

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