ABITARE

Una casa per anziani a cinque stelle

Questa residenza sanitaria assistenziale, in Veneto, è progettata secondo principi di estetica, intesa come percezione attraverso la mediazione dei sensi. Un’attenzione verso l’utente che si sposa con la qualità dell’assistenza fornita.

Alfredo Martini

21 GIUGNO 2017
sociale e edifici

La Rsa Santa Maria dei Battuti si trova a Noale al confine tra la provincia di Padova e quella di Treviso ed è stata realizzata dalla società Relaxxi del gruppo Cazzaro costruzioni. Quando ci arrivi davanti pensi che sia un hotel a cinque stelle e non una casa per anziani. L’ampia struttura coniuga solidità e leggerezza e i vuoti di luce sono la sua caratteristica più evidente. E dietro i vetri si muovono gli ospiti sulle carrozzine. Un edificio progettato e realizzato da Mauro Cazzaro e dalla sua impresa familiare, coadiuvato da progettisti e tecnici che ne hanno fatto un’opera bella, funzionale, di elevata sostenibilità e soprattutto dove oggi si pratica un’assistenza e si offrono servizi a misura di anziano non autosufficiente. Tanto che ha avuto l’importante riconoscimento di entrare nella top ten delle case per anziani annualmente stilata dall’Università di Berkeley, il santuario americano dell’innovazione e della futurologia.

 

Cambiare profondamente l’idea di casa di riposo

Dietro la creazione di Relaxxi vi è una concezione precisa, un’idea del costruire che contrasta decisamente con la mentalità che ha prevalso sul mercato italiano. “La parola greca aesthetica significa percepire attraverso la mediazione del senso”, spiega Cazzaro. “Se dovessi definire qual è il paradigma al centro del progettare e costruire un edificio non avrei dubbi, direi l’estetica come la intendevano i greci. Abitare un ambiente dove passiamo la stragrande maggioranza del nostro tempo significa per ognuno di noi relazionarci con esso attraverso i sensi. E allora da qui dobbiamo partire. Del resto costruire non può che essere un processo mentale, non può che avere alla sua base una concezione dell’uomo con le sue esigenze, il suo modo di essere e di agire. Se non si ha una certa mentalità - fatta di attenzione a chi utilizzerà gli spazi che andiamo a realizzare, così come di una cultura del bello e del comfort – che metta questi valori al centro del progetto e del costruire, è impossibile raggiungere alti livelli qualitativi, ma anche di efficienza e di equilibrio economico. Da qui nasce la Rsa, un progetto che comporta non solo costruire un edificio secondo determinati canoni e obiettivi, ma accettare la sfida della gestione. Siamo entrati in questo mercato - dove l’utente era considerato e troppo spesso lo è ancora soltanto un numero all’interno di un progetto economico - con l’intenzione al tempo stesso di avviare un’iniziativa imprenditoriale in grado di darsi un equilibrio economico e finanziario e di cambiare profondamente l’idea dominante di una casa di riposo”.

La Rsa, costruita su un’area di 9.500 metri quadri di cui 2.400 edificati, è disposta su tre livelli e ha 160 posti letto. Dal punto di vista delle prestazioni è in classe energetica A, con riscaldamento e raffreddamento dell’aria con travi fredde attive, alimentati con fotovoltaico 100 kW e pompe di calore. Ed è dotata di Vmc (ventilazione meccanica controllata) canalizzata. Grande attenzione è stata posta all’isolamento acustico, tanto che risulta in classe 1a secondo la norma Uni En 11367. La caratteristica costruttiva più rilevante è data dalla struttura orizzontale in soletta piena ad armatura post tesa. L’edificio è stato costruito, arredato e reso funzionale in 640 giorni.

 

Un edificio costruito attorno a luce, colori, aria

“A guidare il progetto è stata l’attenzione alla qualità ambientale”, continua Cazzaro. “Le case di riposo sono spesso anguste, poco luminose. Si presta poca o nulla attenzione ai colori, alla dimensione degli spazi. A guidare sono logiche meramente economiche e l’idea che queste case siano l’anticamera della morte e non meritino investimenti e soluzioni per alti livelli di comfort.

Il nostro approccio è stato opposto: al centro abbiamo messo il tema della luce. E ciò ha voluto dire progettare in questa direzione fin dalla scelta delle strutture in cemento armato. La soluzione ad armatura post tesa ci ha consentito di raggiungere due obiettivi: maggior velocità di esecuzione e possibilità di avere più spazi vuoti e quindi più vetrate e luce. Possiamo dire che la casa è costruita intorno alla luce. Ed è l’effetto che dà sia a chi la vive, sia a chi la guarda dall’esterno. Questa attenzione alla luce ha richiesto una gestione sia di quella naturale che di quella artificiale ispirata a principi circadiani. Così che l’edificio è oggi dotato di un sistema di supervisione integrato e centralizzato, Desigo, che comprende la regolazione delle luci, così come delle tapparelle delle stanze. Eguale importanza abbiamo dato ai colori, tenui, pastello, riposanti, ma allo stesso tempo vivi. Queste persone hanno bisogno di vita. È poi fondamentale la qualità dell’aria. Spesso alle case di riposo si abbina l’odore stantio di cibo o quello ancora più fastidioso di urina. Un sistema di ricambio d’aria a elevata efficienza è essenziale e su questo abbiamo investito con risultati che i visitatori hanno spesso definito eccezionali: nelle aree pranzo dopo dieci minuti che gli ospiti hanno lasciato l’ambiente non vi è più alcun odore di cibo. Sono questi i risultati di una buona progettazione e di un adeguato utilizzo delle tecnologie. Alvar Aalto insegnava a considerare lo spazio non come un’astrazione pura, ma come atmosfera di luce, suoni e profumi: molte opere come Villa Mairea profumano di legno di pino e di betulla, alberi tipici dei boschi.

A questi principi ci ispiriamo nel progettare e realizzare i nostri edifici”.

 

Qualità ambientale e qualità dei servizi

Relaxxi non è solo qualità ambientale, bensì assistenza, servizi, attività per il recupero fisico e mentale. “L’investimento che abbiamo fatto nella costruzione”, conclude Cazzaro, “trova la sua piena valorizzazione nelle attività che svolgiamo quotidianamente con i nostri ospiti. L’esempio più evidente è rappresentato dalle attività di giardinaggio nel percorso giardino con orto a quota sedia a rotelle. Oltre alla fisioterapia vengono svolte attività ludiche e sensoriali, così che molti dei nostri ospiti migliorano sensibilmente le loro condizioni fisiche e mentali. Formazione, aggiornamento, disponibilità e attenzione sono fattori che debbono ispirare l’attività del costruire così come quella di assistenza”.

t

o

p