PROGETTAZIONE

Un sogno di rigenerazione urbana nato dalla cura dei luoghi

OPEN DREAM il progetto di Zanardo group che mette a sistema l’accessibilità infrastrutturale con le potenzialità degli spazi storici e le eccellenze del made in Italy

Damaso Zanardo

30 GENNAIO 2019
progettazione, edilizia, città, rigenerazione e architettura

È un sogno che parte da lontano quello che riguarda l’area ex-Pagnossin, alle porte di Treviso. Lo avvertiamo muovendoci nell’intensità degli spazi produttivi dismessi. Lo ascoltiamo nel suono ovattato dei nostri passi sulle pavimentazioni industriali. Lo seguiamo lungo le zigrinature e gli avvallamenti degli stampi in gesso, ordinatamente impilati negli scaffali di una delle tese.

Fondata nel 1919, la Pagnossin realizza mattoni e tegole in laterizio. Inizialmente lo stabilimento è formato da edifici semplici, disposti attorno al villino riservato agli uffici: ci sono il forno a fuoco continuo, i mulini per la macina delle materie prime e gli spazi per la modellazione degli impasti, la loro essiccazione e stoccaggio. Dal 1930 l’azienda comincia a produrre anche ceramica d’uso, per concentrarsi definitivamente su questo settore nel secondo dopoguerra, quando l’area è oggetto di un cospicuo ampliamento.

La Pagnossin si specializza così nella produzione di ceramica, porta il colore nelle nostre cucine, diventando con il tempo una manifattura rinomata, un marchio d’eccellenza che collabora con artisti e designer. Negli anni Ottanta le esportazioni raggiungono una settantina di stati esteri e alcuni pezzi trovano esposizione nelle collezioni del Victoria & Albert Museum di Londra. La necessità di nuovi spazi di lavoro, dovuta all’aumento della produzione ed all’uso di macchinari voluminosi, determina il progressivo ampliamento dell’area produttiva, che arriva a coprire la superficie attuale di 100.000 metri quadrati, di cui 42.000 occupati per circa l’80 % da edifici storici.

Nel 2007 la crisi globale costringe gli stabilimenti alla chiusura e a un destino di abbandono, che si protrae fino all’acquisto da parte della Zanardo group, impresa leader nella logistica. “La vita della ceramica si era fermata in un giorno qualunque – spiega Damaso Zanardo, il titolare - congelata in un attimo come Pompei. Qui però non era stata preservata da uno strato di cenere, ma ha vissuto tutte le vicissitudini di una procedura fallimentare e delle aste immobiliari.”  A stretto contatto con le opere di bonifica e rimozione delle macerie, la semplice idea di demolire e ricostruire il sito viene sostituita da un sogno più ambizioso: la sua rigenerazione urbana. “Una volta entrato – racconta Zanardo - ho affrontato la ristrutturazione che ha portato alla realizzazione della Log-Os. Seguire ogni giorno il cantiere mi ha portato a vivere il luogo ed immergermi nell’atmosfera. Si è creato così un rapporto quotidiano con questi edifici, sono venuto a contatto con i resti di un mondo fatto di attività, storie, e persone, che mi ha spinto ad acquisire maggiore consapevolezza dei luoghi.” È un bisogno di cura nato dall’intimo rapporto con il sito che orienta la Zanardo group verso una scelta di riuso del patrimonio esistente.

L’elaborazione di uno scenario di sviluppo e la sua attuazione sono però operazioni lunghe e complesse, che richiedono fin da subito una rete di competenze multidisciplinari e una stretta collaborazione tra pubblico e privato. Per questo motivo la società attiva un “tavolo delle idee” che include sia tecnici sia esponenti del mondo economico, amministrativo e accademico, chiamati ad analizzare insieme la situazione dell’area ex-Pagnossin per individuarne le possibilità di riuso. Grazie ad alcune borse di studio assegnate dall’Università IUAV di Venezia negli ambiti dell’architettura, comunicazione visiva e curatela espositiva, si elabora così un articolato studio di riconversione.

Nasce OpenDream, un progetto urbano che mette a sistema l’accessibilità infrastrutturale con le potenzialità degli spazi storici e le eccellenze del made in Italy, per dare forma ad un quartiere produttivo, commerciale, direzionale e turistico di eccellenza nell’ambito dell’enogastronomia e dell’arte.

La sua collocazione prossima all’areoporto Canova di Treviso e alle principali dorsali ciclabili rappresenta un enorme potenziale per ripensare l’area come uno snodo intermodale e un hub per la mobilità sostenibile e il turismo lento. Il progetto ridefinisce in particolare il tessuto connettivo e gli spazi di relazione tra i manufatti storici. Gli spazi esterni coprono circa 60.000 metri quadrati e includono cinque viali pedonali, tre piazze e due giardini. L’area di ingresso dalla Noalese sarà convertita ad uffici, foresteria e bike point, mentre un secondo accesso da ovest condurrà ad un’ampia zona parcheggio, collegata alla ciclabile Treviso-Ostiglia.

Il monumentale padiglione verniciatura, i nuovi mulini e le tese ospiteranno laboratori commerciali e spazi espositivi multifunzione. Nello specifico la monumentale aula voltata del padiglione verniciatura, libera da pilastri e avvolta dalla luce diffusa dei lucernari, è uno spazio ideale per le grandi manifestazioni congressuali o di intrattenimento. I nuovi mulini, due lunghi volumi paralleli serviti da una caratteristica spina servente in cemento armato, saranno riutilizzati invece per la progettazione ad alto contenuto di innovazione tecnologica, mentre le tese, una decina di padiglioni un tempo adibiti allo stoccaggio, ospiteranno laboratori artigianali e commerciali.Il settore orientale dell’area sarà dedicato all’enogastronomia. Il mercato coperto farà rivivere l’imponente edificio articolato in tre campate ad arco ribassato, un tempo utilizzato per la modellazione ed essicazione delle ceramiche. Nelle sue vicinanze sono previsti inoltre un ristorante con accademia di cucina ed un caffè con affaccio diretto sulla Noalese.

La storia della ex-Pagnossin, ora OpenDream, è emblematica nella sua eccellenza. Affrontando una condizione di incuria e abbandono, comune a gran parte del patrimonio costruito veneto, la vision imprenditoriale e l’intervento multidisciplinare in sinergia con il pubblico stanno innescando la rigenerazione urbana. Ad oggi la Zanardo group si è presa cura dei luoghi attraverso interventi di bonifica, di pulizia e attività di conservazione dei luoghi. Sono stati rimossi i rifiuti, messi in sicurezza gli edifici storici, riparate le recinzioni, migliorate le infrastrutture tecnologiche e ristrutturata la palazzina a uffici, ripristinando i “fatti minimi” che articolano lo spazio, ma anche all’interconnessione con il mondo, portando la fibra ottica all’interno dell’area. Accanto ad un reparto per la logistica sanitaria, insediatosi nel 2016, l’area OpenDream è già stata resa fruibile e utilizzata per alcuni eventi pilota. Nel contempo il Comune di Treviso ha inserito il sito tra le zone strategiche per la pianificazione urbana della città. Valorizzando le sue potenzialità logistiche e architettoniche si intende restituire alla comunità un luogo identitario e più salubre, un sogno ad occhi aperti chiamato “OpenDream”.

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