SCENARI

Un futuro per il Polesine tra rigenerazione e innovazione

Civiltà di Cantiere e ANCE Rovigo lanciano il progetto Polesine 2030 creando un gruppo di lavoro per una visone condivisa da proporre alle istituzioni territoriali

Beatrice Casella

17 DICEMBRE 2018
economia, rigenerazione, territorio, polesine e ance

“Esistono attualmente delle buoni condizioni per portare avanti una partita a favore del nostro territorio e vincerla. Purché ciò avvenga dobbiamo giocarla tutti insieme, con passione, profondendo il massimo impegno, superando divisioni e lavorando per un obiettivo comune”. Così Paolo Ghiotti, Presidente di ANCE Rovigo, ha lanciato il progetto “Un futuro per il Polesine”: un tavolo di riflessione da attivare con il supporto di Civiltà di Cantiere, per la costruzione di una visione condivisa finalizzata alla definizione di una proposta di piano strategico per il territorio al 2030. “Intendiamo promuovere e costituire presso di noi un gruppo di lavoro, aperto a professionisti interessati a mettere al servizio del territorio le proprie competenze, da cui scaturisca una visione di medio-lungo periodo di quello che vogliamo diventino la nostra città e il nostro territorio.” 


Il progetto nasce dalla consapevolezza che per restituire crescita al Polesine si debba partire da una riflessione in grado di acquisire i contributi della parte più propositiva della società civile e professionale così come mettendo a valore il tessuto imprenditoriale partendo dalla filiera delle costruzioni. Come sottolinea il direttore Alfredo Martini “l’apporto di Civiltà di Cantiere consentirà di collocare idee e progetti all’interno di un contesto metodologico e di confronto con modelli mutuati da esperienze di successo europee, facendo emergere le criticità del sistema italiano. Il progetto diventa così un’esperienza concreta di sviluppo delle riflessioni proposte in occasione della Construction Conference tenutasi a Padova ad ottobre scorso. In particolare il tavolo al quale verranno invitate a partecipare persone competenti e di buona volontà dovrà confrontarsi con la mancanza di una visione strategica pubblica, con modelli inadeguati di governo del territorio, per arrivare a superare e ridefinire strumenti urbanistici rigidi, puntando a una forte cooperazione tra pubblico e privato”. 


Il progetto nasce dalla convinzione che il tema della rigenerazione urbana e territoriale costituisca un ambito strategico per lo sviluppo del Polesine, chiamato a valorizzare la sua collocazione geografica tra Veneto ed Emilia Romagna dotata di un sistema infrastrutturale efficiente che lo collega con i maggiori centri economici nazionali e internazionali. L’analisi che sarà alla base del progetto lanciato da ANCE Rovigo potrà contare su un certo dinamismo  economico confermato nel 2017 dal 1,4 miliardi di euro di esportazioni e un saldo commerciale di 394 milioni di euro. In crescita anche il settore manifatturiero mentre resta rilevante il peso dell’agricoltura (6,6% del PIL provinciale contro una media regionale del 2,7%) e si rafforza l’industria della trasformazione ad essa collegata. Viceversa i segni di maggiore debolezza continuano ad essere legati ad un costante invecchiamento della popolazione e a una diminuzione di imprese giovanili pari al -5,2% e un calo del numero di sedi d’impresa artigiane del -1,9%, a dimostrazione di una fragilità del sistema che va superata. 


Una sfida nella sfida è rappresentata dalla riqualificazione dei molti contenitori edilizi abbandonati e degradati, sia in provincia che soprattutto a Rovigo, tra cui spiccano  l’ex Ospedale Maddalena e la Caserma Silvestri. Si tratta di un patrimonio che, se rigenerato nell’ambito di una visione prospettica e sinergica con la scelta delle priorità economiche su cui puntare, potrebbe costituire un fattore importante anche per la filiera delle costruzioni. Come sottolinea il direttore di Civiltà di Cantiere, per raggiungere l’obiettivo: “risulta essenziale cambiare approccio definendo e condividendo una visione del futuro, abbandonando una visione politica e amministrativa monolitica e puntando, fondamentalmente, su innovazione, competenze e ricambio generazionale.” 


Il progetto si avvarrà di un dialogo costante e costruttivo con le istituzioni territoriali di riferimento destinate a diventare in una fase successiva partner strategici. In particolare la Provincia guidata oggi da Ivan Dall’Ara e il Consorzio per lo sviluppo del Polesine con il nuovo presidente Guido Pizzamano costituiranno un riferimento costante del progetto lanciato da ANCE Rovigo. Ciò anche considerata la collaborazione già attivata da parte delle due istituzioni per una piattaforma condivisa sugli ambiti economici prioritari a cui collegare opportunità e azioni nell’intercettazione delle risorse necessarie a sostenere nuovo sviluppo. 


In questo modo viene avviata un’interlocuzione virtuosa tra il sistema imprenditoriale privato e le istituzioni, un percorso attraverso il quale si pone altresì l’obiettivo di restituire al capoluogo quel ruolo di fulcro e polo di servizi che i territori richiedono, contribuendo a superare l’impasse amministrativo evidenziato dal vicesindaco del Comune di Rovigo Andrea Bimbatti che auspica un patto tra politica ed imprenditorialità per superare le difficoltà di progettualità delle amministrazioni locali. Difficoltà che si concretizzano anche nell’incapacità di utilizzare le risorse disponibili con forti contrazioni sul piano della spesa. Tra il 2008 e il 2017 si è assistito a una contrazione del 42% della spesa per investimenti che è passata da 61,6 milioni a 35,7 milioni.

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