MATERIALI

Tra sostenibilità e riqualificazione: l’iniziativa immobiliare della Buzzi Unicem di Piacenza

Costruzioni innovative in grado di riqualificare un’area industriale ormai dismessa e restituire alla città una zona residenziale “amica dell’ambiente”.

Beatrice Casella

10 DICEMBRE 2018
cemento, calcestruzzo, riqualificazione, territorio, progettazione e edilizia

La nuova area residenziale di Piacenza, un tempo destinata a funzioni produttive e fisicamente isolata dal contesto urbano, si è aperta ora completamente alla città grazie a un ampio parco e a nuove funzioni, sia residenziali che commerciali e di servizio, collegate alla trama urbana esistente. L’antico cementificio Buzzi Unicem ha lasciato il posto a un nuovo quartiere caratterizzato da strade, piazze, condomìni e giardini, con un disegno fortemente rappresentato dalla presenza di verde pubblico e privato e dall’utilizzo di materiali e metodologie costruttive a minore impatto ambientale. Giuseppe Ferrittu, Responsabile dell’Ufficio Immobiliare Buzzi Unicem S.p.A., è a capo di un lungo percorso che riguarda il ripristino di una zona ormai dismessa dell’azienda, ma resa di nuovo “viva” attraverso un’importante operazione di rigenerazione e sviluppo urbano. Abbiamo approfondito alcuni aspetti del progetto attraverso la sua voce. 
 
L’iniziativa immobiliare di Buzzi Unicem nel Comune di Piacenza risulta essere il risultato di una lunga fase di riconversione dell’area industriale dell’ex Cementificio in un nuovo quartiere. Quali sono stati i punti principali su cui si è articolato il piano? 
Il progetto si intreccia con una matrice principalmente ecologica che si articola su diversi punti principali tra cui la valorizzazione del verde pubblico e, nello stesso tempo, l’integrazione con il verde privato, la differenziazione delle tipologie e della densità delle abitazioni, la realizzazione di nuovi luoghi urbani. Il cuore del progetto, oltre al parco, è rappresentato da una piazza urbana concentrica quale luogo naturale di aggregazione e in cui si colloca una palazzina in stile liberty, già sede degli uffici amministrativi della fabbrica, che è stata mantenuta al centro della piazza per ricordare la lunga attività del cementificio. Un ruolo di primaria importanza è assunto dalla valorizzazione e riqualificazione degli elementi naturali esistenti, integrandoli in un disegno complessivo coerente con il nuovo assetto urbanistico che comprende il parco e il viale dei tigli. In questo contesto sono state realizzate delle connessioni ciclo-pedonali lungo gli assi principali con l’intento che l’area verde, i suoi viali e la piazza siano luogo di aggregazione e attrazione anche per i cittadini che provengono da altri quartieri.   

Che ruolo hanno assunto le istituzioni locali e, in particolare, il comune di Piacenza?  
L’attività produttiva è terminata nel 1995. Fino ad allora non è stato possibile trovare degli accordi concreti per la riqualificazione dell’area anche per l’alternanza politica del Comune. Successivamente, nei primi anni del duemila, l’Amministrazione si è dimostrata molto attiva nel portare avanti il progetto, sia per l’effettivo interesse nei confronti dello sviluppo del quartiere che per le cospicue dotazioni territoriali pubbliche concordate che hanno comportato la cessione gratuita al comune di circa 105 mila metri quadri di area, pari a circa il 50% della sua estensione totale. Di questi, circa 61 mila sono stati utilizzati per la valorizzazione del parco centrale. Un particolare fondamentale, che tengo a precisare, riguarda l’azione costante del Comune di Piacenza nel valorizzare l’aspetto ambientale attraverso l’imposizione di regole in ambito ecologico. Ad esempio, tutte le costruzioni realizzate comprendono delle installazioni caratterizzate da vasche, fondamentali per il recupero dell’acqua piovana, e ogni lotto è caratterizzato da una forte presenza di verde privato e di parametri ambientali per il soddisfacimento dei requisiti imposti dal verde ecologico, come detto elementi volti a garantire per ogni intervento una notevole attenzione all’aspetto ambientale e di sostenibilità. Grazie alla disponibilità del Comune, si è anche sottoscritto un accordo con Enìa S.p.A., oggi divenuta Iren S.p.A., per dotare ogni edificio costruito nell’ambito della riqualificazione del servizio di Teleriscaldamento che ha consentito quindi la realizzazione di edifici ad emissione zero non essendo presente in tutta l’area alcuna altra fonte di produzione di calore. Enìa S.p.A., aveva investito molto per realizzare un’eco scuola con lo scopo di trasmettere, fin da subito, l’importanza e l’esigenza di attuare concretamente uno sviluppo sostenibile. In tale ambito, il Comune ci ha richiesto di realizzare nell’area un asilo infantile e all’interno della Palazzina Liberty esistente di offrire ospitalità gratuitamente ad una serie di associazioni operanti in ambito sociale e culturale per rendere più frequentato e sicuro, il sito. Quindi posso confermare la completa attenzione da parte dell’amministrazione e, in generale, di tutte le istituzioni locali, che hanno assunto un ruolo cruciale e hanno dato piena disponibilità al dialogo, al confronto e alla condivisione delle scelte fatte.  

I materiali scelti hanno contribuito a renderlo un progetto innovativo e sostenibile? 
Con le prime realizzazioni posso dire che a mio avviso non c’è stata un’attenzione particolare su tematiche innovative, in seguito si sono adottatesoluzioni più attente in questo senso, come ad esempio la dotazione di impianti fotovoltaici da parte degli edifici. Poi, con le ultime costruzioni che sono state eseguite, ancora in fase di commercializzazione, abbiamo selezionato e adottato una serie di prodotti più pregiati e attenti all’impatto ambientale. Ad esempio, abbiamo realizzato alcuni edifici con facciate ventilate o finiture a cappotto utilizzando materiali durevoli nel lungo periodo.  
 
Ci può indicare i dati demografici ed economici più significativi che caratterizzano il nuovo quartiere? 
Le attività di demolizione, bonifica e di costruzione delle opere di urbanizzazione, da un punto di vista economico, hanno avuto un’incidenza di costo pari a circa 12 milioni di euro. A livello demografico invece, l’area prevede l’ospitalità di circa 500 famiglie. Ad oggi, quasi 450 alloggi sono stati costruiti per una stima di circa 1400 residenti in tutta l’area. Si tratta, quindi, di un vero e proprio quartiere che è diventato molto importante per Piacenza ma non ancora densamente popolato. Inoltre, risulta opportuno sottolineare alcuni dati: la superficie territoriale complessiva del comparto è pari a circa 209.000 mq, della quale circa 19.000mq sono destinati alla viabilità principale che comprende anche una pista ciclabile e dei percorsi pedonali pubblici; circa 84.000 mq sono destinati al verde pubblico e parcheggi; circa 62.000 mq quelli indirizzati al verde privato ecologico; ed infine circa 44.000 mq riservati a superficie edificabile, ovvero solo il 21% circa dell’intera estensione dedicato a contenere le nuove costruzioni.  
 
In che modo progetti di riqualificazione come questi possono rappresentare, al giorno d’oggi, una soluzione attenta al rapporto tra la città e l’ambiente? 
Ogni progetto di riqualificazione di aree industriali dismesse dovrebbe garantire un forte e costante rapporto tra i cittadini e l’ambiente. Per fare ciò, il progetto deve valorizzare e prendere in considerazione alcuni aspetti essenziali: aumentare le aree verdi, costruendo in maniera consapevole e tenendo particolarmente conto della sostenibilità ambientale, individuare le reali necessità della comunità e garantire un riutilizzo e una riconversione degli edifici esistenti per quanto più possibile, dando loro nuova vita. Renderli nuovi luoghi d’incontro lasciando, allo stesso tempo, una memoria storica del passato e delle attività svolte in precedenza risulta essere un buon metodo di riqualificazione urbana. È importante lasciare il ricordo, non ricostruendo in toto ed evitando di demolire delle strutture che possono essere tranquillamente riutilizzate. In questa maniera le persone comprendono di appartenere al loro luogo di nascita e crescita personale o professionale; non si sentono degli estranei ma parte di qualcosa di importante, dal forte valore storico.  
 
 
  


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