PROGETTAZIONE

Tra quattro anni Parigi inaugurerà i Giochi Olimpici

La capitale francese fa il punto sui cantieri iniziati e su quelli in via di apertura per il prossimo evento mondiale

Asia Ruffo di Calabria

20 GENNAIO 2020
sport, progettazione, architettura, olimpiadi, francia, parigi e innovazione

Solidéo è l’acronomo più impiegato in questo momento nell’attualità francese. Dietro i prossimi giochi olimpici a Parigi c’è proprio questo ente pubblico, acronimo per Société de Livraison des Ouvrages Olympiques. Come per tutte le altre istituzioni che l’hanno preceduta, il suo compito è quello di gestire il budget e supervisionare i lavori e le operazioni  per la costruzione del villaggio olimpico. I Giochi Olimpici a Parigi porteranno però anche l’inaugurazione di un’area dedicata alla stampa, un nuovo centro acquatico e la ristrutturazione dello Stade de France. Parigi è molto attenta allo sviluppo sostenibile, non solo per il fatto di essere stata la madrina della COP21, la conferenza internazionale sul clima nel 2015. Il senso di responsabilità e l’impegno del governo francese contro i cambiamenti climatici, l’inquinamento e il dispendio di energie non rinnovabili giustifica la sua scelta progettuale per i Giochi olimpici del 2024: 95% dei siti investiti dalla manifestazione sono già esistenti. Alcuni dei tanti progetti dislocati in tutta la capitale francese non sono però ancora cominciati. Il village des médias è il secondo progetto per vastità dopo il villaggio olimpico e investirà i comuni di Dugny, Le Bourget e La Courneuve che si trovano fuori Parigi, a nord nel dipartimento di Seine-Saint-Denis, parte dell’ Île-de-France.

Dugny ospiterà 1300 appartamenti per complessivi 90.000 metri quadri di nuova edilizia per ospitare i giornalisti venuti da tutto il mondo che lavoreranno nella futura area press o centre des médias, il cui nome riprende l’aeroporto che si trova nello stesso dipartimento (Le Bourget). A Le Courneuve ci saranno le gare di tiro mentre a Le Bourget si giocherà a pallavolo.

Una volta terminati i Giochi, le unità abitative che destino avranno? Assolutamente nessuno spreco, risponderanno all’emergenza abitativa dell’ Île-de-France, bacino di lavoratori di Parigi che per via del costo esorbitante dell’immobiliare nella capitale cercano  stabilità nel suo interland. Il direttore generale del famoso acronimo che pilota i JO (altra abbreviazione francese per Jeux Olympiques) fa un paragone ambizioso: il nuovo progetto è una reinvenzione della città-giardino teorizzata nel XXI secolo. Si chiama Nicolas Ferrand e a ottobre ha aperto la vendita dei terreni ai promotori. Gli appartamenti non saranno isolati ma il treno Grand Paris Express e il tramway T11 permetterà un collegamento rapido ed efficace con la capitale. A queste si dovrebbe aggiungere la linea della metro 17, ma molti dubitano che sarà terminata per il 2024. I promotori dovrebbero essere selezionati entro la fine di maggio del 2020, con avvio dei cantieri nel 2021. Ancora più spettacolare sarà il Centro acquatico olimpico, vicino allo Stade de France. I due poli saranno collegati da una passerella pedonale sospesa sopra l’autostrada A1. Una stima dei costi con la passerella inclusa è di 113 milioni di euro per mano di Solidéo, quindi finanziamenti totalmente pubblici. Le imprese di costruzione consultate, come la Bouygues che ha realizzato la Philharmonie di Jean Nouvel, progetto di cui ho trattato[1] in un mio precedente articolo, ritengono insufficiente questa cifra per tenere in piedi un Centro acquatico del genere. Se si prende a confronto la piscina per i Giochi londinesi, è noto che il suo costo è esploso nel corso dei lavori, arrivando a 300 milioni. L’ottimismo di Solidéo si concretizzerà nel rispetto del budget imposto? Infine, concludo con l’operazione di riammodernamento dello Stade de France, di cui mi ha stupito leggere i 50 milioni di euro per la semplice pulizia di tutta l’arena. Lo Stato preferisce a una ristrutturazione profonda una pulizia dell’esistente con un ammodernamento delle logge, della sala stampa e l’istallazione di un sistema d’illuminazione più efficace.

Tutte queste grandi strutture si trovano nella periferia nord di Parigi, che si impegna ad investire anche il suo centro: molti aspettano le gare di scherma proprio nella bellissima Place de la Concorde dove Luigi XVI venne ghigliottinato.  

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