ABITARE

Storia, tradizione e innovazione in un museo

Il Museo del Novecento M9 è la novità culturale di Mestre, che racconta la storia che ha segnato tre generazioni, abbracciando il progresso e la necessità di rigenerazione urbana.

Paola Savina

18 OTTOBRE 2019
venezia, rigenerazione urbana, innovazione, sostenibilità, progettazione, museo e digitale

Si trova a Mestre e si chiama M9: il museo Multimediale del Novecento, che dallo scorso dicembre ha reso protagonista la terraferma veneziana. Pioniere nel raccontare e testimoniare la storia del secolo che ha rivoluzionato il mondo, il Museo del Novecento è un dono della Fondazione di Venezia. L’istituzione ha voluto regalare all’umanità un luogo di raccolta di esposizioni multimediali e interattive che raccontano la storia della nazione durante il Novecento, il periodo del grande progresso e di grandi tragedie consumate nelle guerre più distruttive e indelebili di sempre e di importanti crisi economiche.

Non esisteva nessun simile, prima del suo avvento.

Il visitatore si immerge in un percorso cronologico, dove è possibile riattraversare passo dopo passo tutti i più significativi cambiamenti della cultura, stili di vita, paesaggi naturali e urbani della scienza e del lavoro che si sono susseguiti fino ai giorni nostri. Un’occasione unica per tornare indietro, al tempo dei nostri nonni e bisnonni, per riscoprire i dialetti di tutto il paese, per addentrarsi nelle abitazioni di una volta, nei paesaggi di campagna che gradualmente lasciano spazio alle città. Tutto questo grazie alla magia della multimedialità.

 

Raccontare il passato, attraverso l’architettura del futuro.
Parlare di storia e tradizione non è il solo obiettivo del Museo del Novecento. La struttura è composta da tre edifici, il principale adibito a funzioni museali, il secondo nasce dal recupero di un ex convento tardo cinquecentesco e il terzo dalla ristrutturazione di un edificio direzionale degli anni Settanta. Il nuovo centro multifunzione sorge nel cuore della città di Mestre e, oltre a ridare vita e voce al passato, riesce a congiungere parti della città che prima non erano in grado di dialogare: è nata una piccola Smart City a disposizione dei cittadini.

Progettato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton, la struttura è un esempio vincente di architettura sostenibile.

Il più grande elemento distintivo del museo consiste infatti nella scelta di soluzioni strutturali all’avanguardia che rendono possibile la riduzione del fabbisogno energetico e la produzione di CO2. 276 pannelli fotovoltaici assicurano la produzione di 86mila KW di energia solare e 63 sonde del campo geotermico a 110 metri di profondità garantiscono il 100% del riscaldamento invernale necessario e il 40% del raffreddamento estivo del museo.

La vocazione per l’ecosostenibilità si esprime anche con l’incoraggiamento della mobilità sostenibile: il museo M9 è infatti raggiungibile tramite piste ciclabile, tra cui quella che si collega direttamente a Venezia e grazie a percorsi pedonali e collegamenti pubblici che portano i visitatori dalla stazione e dall’aeroporto in centro.

I cittadini di Mestre possono inoltre usufruire di servizi estremamente innovativi presenti all’interno del distretto M9, come isole digitali composte da totem interattivi e multimediali informativi, sistemi di monitoraggio per la sicurezza e assistenza sanitaria, panchine dotate di porte di ricarica USB e hotspost wi-fi a larghissima banda gratuiti e biciclette elettriche.

La Fondazione di Venezia ha regalato all’umanità non soltanto una fonte di cultura, ma anche un’oasi del futuro, ispirata alle più innovative esperienze europee.

 

 

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