PROGETTAZIONE

Scheggia di vetro: lo skyline Milanese si tinge di verde

Un grattacielo dal design singolare sarà in grado di contribuire alla riduzione di CO2 della città meneghina

Iva Mece

23 MARZO 2020
progettazione, architettura, sostenibilità, milano, scheggia di vetro, gioia 22 e gregg jones

Nel cuore di Porta Nuova, a Milano, sorge un nuovo grattacielo alto 120 metri, costituito da 30 piani di cui 4 interrati e 26 in superficie. Il nuovo grattacielo denominato Gioia 22 non solo contribuirà ad arricchire ulteriormente lo skyline della città meneghina ma ha come obiettivo principale il rispetto dell’ambiente. Il sito che si trova in Via Melchiorre Gioia 22 era occupato fino all’estate del 2018, anno in cui sono iniziati i lavori, da un vecchio edificio sede dell’Inps in disuso dal 2012. Per demolire l’edificio ci è voluta un’opera di bonifica volta a rimuovere oltre 200 tonnellate di amianto. Il vecchio che lascia il posto al nuovo, materiali nocivi che lasciano spazio a un edificio progettato con elevati standard tecnologici e di sostenibilità ambientale.

Progettato dall’architetto Gregg Jones dello studio di Pelli Clarke Pelli, per conto della società committente COIMA Sgr, Gioia 22 rappresenta infatti uno dei primi edifici più tecnologici e eco sostenibili mai costruiti prima in italia.

Il nuovo grattacielo che occupa una superficie lorda di 68.432 metri, ha già tutte le carte in regola per rientrare negli standard Nzeb  (Nearly Zero Energy Consumption Building) come edificio ad alta efficienza energetica i cui consumi sono pari a zero. Come? 225.000 moduli fotovoltaici sono stati installati su un’area di 6000 mq che permetteranno una riduzione del 75% del fabbisogno energetico e i livelli di energia prodotta potrebbero soddisfare il fabbisogno di 306 abitazioni.

Oltre ai pannelli fotovoltaici Gioia 22, denominata Scheggia di Vetro per via del suo design, sarà avvolta da facciate in triplo vetro che permetteranno di ridurre ulteriormente i consumi. Inoltre riscaldamento e raffrescamento saranno alimentati da un sistema ad acqua di falda. Il raffrescamento avverrà in maniera diretta quindi senza l’adozione di un gruppo frigorifero ma sfruttando la differenza di temperatura con l’ambiente esterno attraverso il metodo di free cooling.

Mentre per quanto riguarda l’illuminazione sono previsti degli impianti a Led che verranno controllato da sensori di luce diurna e di dispositivi esterni di schermatura solare.

L’edificio grazie alle sue  elevate prestazioni di sostenibilità ambientale sarà in grado di ridurre nettamente la produzione di anidride carbonica rispetto all’edificio precedente. Si stima che la riduzione annua di anidride carbonica sarà di -2.260 tonnellate. Tale quantità di CO2 viene assorbita in media da circa 10 ettari di bosco che corrispondono a 4.500 alberi. Tornando al nostro grattacielo possiamo affermare che sebbene non sia un edificio  mangia smog per lo meno contribuirà a non crearne altro. L’approccio adottato dai progettisti rispecchia a pieno la propensione della struttura alla sostenibilità ambientale. Si tratta infatti dell’approccio Cradle to Cradle (dalla culla alla culla), ossia un protocollo di progettazione che prevede i criteri di economia circolare nella scelta dei materiali e nell’implementazione dei processi. Di qui l’utilizzo di materiali sicuri e sostenibili per l’ambiente,  riutilizzo responsabile dell’acqua e impiego di energie rinnovabili.

L’edificio potrà ospitare fino a 2700 persone, dispone di 12 ascensori e offrirà grandi spazi di lavoro dotati di grandi vetrate permettendo il massimo utilizzo della luce naturale. Il design di Scheggia di Vetro “Rappresenta il risultato della confluenza di due tessuti urbani e al tempo stesso la risposta all’esigenza di ottimizzazione della luce e dell’energia solare. La combinazione di questi due fattori ha determinato la singolarità di una forma dinamica in grado di esprimere in modo autentico la sua particolare collocazione nello skyline milanese», ha commentato l’architetto Gregg Jones.

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