INNOVAZIONE

Rigenerazione e qualità della vita urbana

La complessità delle città richiede modelli di intervento attenti alle identità dei luoghi, nuove competenze e imprese in cui la cultura è fattore di successo.

Redazione CIVILTA' di CANTIERE

29 APRILE 2016
scuole e territorio

Verso la fine del 2014 Anna Hidalgo, sindaco di Parigi, ha lanciato un appello per progetti urbani innovativi sul tema Paris doit se réinventer à chaque instant così da poter affrontare le sfide del futuro. Reinventare Parigi dunque per modellare la metropoli del futuro: e se avverte questa necessità la Ville Lumiere - la Parigi intellettualmente e fisicamente illuminata - certamente si fa pressante ovunque la necessità di pensare a un modello universale di intervento per le città affinché imparino a rigenerare se stesse rielaborando l’uso degli spazi, inventando modalità per nuovi utilizzi sostenibili degli edifici dismessi, affrontando con rinnovate concezioni operative il degrado fisico e la conseguente emarginazione sociale generalmente presente nelle periferie. Il che significa immaginare un cambiamento epocale della filosofia con cui viene affrontata la “questione urbana” - un rinnovamento che interessi tutti i protagonisti e ogni mezzo a disposizione: cittadini, amministratori, imprenditori, metodi e processi di intervento – elementi, questi, fra loro interconnessi da relazioni esplicite e potenziali, reali e nascoste. Ricercare e portare in evidenza, quindi, le hidden connections per esplicitare la rete da rendere virtuosa così che gli auspicati interventi di modifica sul territorio abbiano un effetto sinergico sostenibile tale da produrre effettivamente un  miglioramento della qualità della vita urbana.  
Occorre quindi educare i cittadini a un migliore e più attento utilizzo dei luoghi dove vivono, mentre le amministrazioni pubbliche devono imparare a programmare gli interventi urbani allo scopo di assicurare con continuità un’accettabile condizione ambientale. Per questo devono modificare le domande saltuarie di interventi di recupero e di rigenerazione trasformandole in una stabile richiesta che consenta alle imprese di adeguare la loro offerta attraverso una revisione soprattutto culturale delle loro strutture, per permettere l’applicazione di nuovi processi e metodi di intervento sul recupero del degrado delle città e sulla rigenerazione della complessità che oggi caratterizza i territori urbani.    
 
Scuole per manager urbani  
Le istanze generali che emergono nel settore edilizio urbano propongono ora di gestire la risorsa territorio valorizzando l’esistente per rilanciare l’economia attraverso una sfida alla sussidiarietà che imponga di ben ragionare sul concetto di riutilizzo così da evitare ulteriori inconsulte espansioni territoriali. Pertanto, occorre intervenire sul degrado fisico presente, avviando una riqualificazione del territorio anche con finalità più generali e complementari, per esempio agevolando e sostenendo lo sviluppo del turismo locale. Il settore edile presenta dunque nuovi problemi ma nel contempo esprime anche innovative sollecitazioni legislative in favore di nuovi progetti di intervento sulla rigenerazione urbana, progetti che devono essere legati alle particolari situazioni locali. Le nuove frontiere impongono dunque di attivare innovativi progetti imprenditoriali al fine di aprire e consolidare nel settore edilizio nuovi mercati per la riabilitazione delle periferie degradate e per concorrere al recupero urbano anche con l’ausilio di nuovi metodi organizzativi di governo delle città complesse (fra le quali anche e soprattutto le città metropolitane di recente istituzione), promuovendo la nascita e la diffusione di una nuova “scienza del governo della città complessa” da insegnare in apposite city school dove vengano formate figure professionali di funzionari manager urbani, orientando in particolare i giovani verso una nuova education, ovvero verso una formazione di stampo innovativo basata su una cultura imprenditoriale che li abitui a meglio governare il costante turbolento cambiamento apportatore di complessità.    
 
Recupero attento e sostenibile I nuovi processi di intervento sul territorio urbano devono peraltro scaturire dalle trascorse importanti esperienze di cui proprio l’Italia è stata sempre grande maestra. In particolare, riguardo al degrado fisico e sociale delle periferie, si devono attivare processi innovativi del tipo “Laboratorio di restauro nuovo sostenibile” (cfr. G. Dioguardi, Nuove alleanze per il terzo millennio. Città metropolitane e periferie recuperate, FrancoAngeli, Milano 2015 (ora pubblicato anche in Francia come Nouvelle Alliance pour le Troisième Millénnaire, edito da Herrmann, Paris 2016), processi effettuati con il ricorso a nuovi interventi sociali ed educativi attraverso una cultura imprenditoriale resa strategica. L’intervento sul territorio, sulla periferia o sull’edificio dismesso, deve avvenire con una rinnovata attenzione culturale che porti a considerarli “oggetti” da restaurare adattando la medesima cura che si attribuisce al restauro di un importante oggetto antico per riscoprirne le più recondite preziosità. Per questo, il processo di intervento va corredato con studi storici, sociologici, artistici, psicologici per ricostruire un’identità spesso perduta delle situazioni su cui intervenire, in modo da generare una nuova “storia” che riesca a esprimere una dignità forse mai esistita ma che adesso deve essere immaginata per caratterizzare il concetto stesso di rigenerazione nell’ottica di una qualità della vita cui mirare per proiettare ogni singolo intervento verso un auspicabile migliore futuro. A questo scopo è necessario anche pensare a un’impresa di nuova concezione, basata sull’idea di “impresa enciclopedia” (Cfr. Nuove alleanze cit.) nella quale predomini la cultura come elemento strategico di successo. Condizioni di carattere generale, queste, che devono connotare i singoli progetti e le capacità immaginative di chi governa le città anche con riferimento a possibili presentazioni in sede Ue al fine di sollecitare finanziamenti europei finalmente volti a sviluppare realtà che coinvolgano tutti i cittadini e che non privilegino soltanto proposte spesso del tutto insignificanti e inutili.

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