PROGETTAZIONE

Renzo Piano a Parigi: la Maison des avocats si aggiunge al Tribunale

L’architetto italiano ha completato la progettazione della nuova città giudiziaria

Asia Ruffo di Calabria

01 APRILE 2020
progettazione, architettura, renzo piano, parigi, francia, avvocati e mdoa

Gennaio 2020: è nato il secondogenito architettonico di Renzo Piano nella Zone d’aménagement concerté (Zona di progettazione concertata - Z.A.C.) di Clichy-Batignolle. Renzo Piano Building Workshop ha realizzato la Maison de l’Ordre des avocats (MdOA) a completamento degli edifici della città giudiziaria.

Nel 2017 era stato inaugurato il Tribunale e il progetto era valso il premio d’architettura francese Équerre d’argent.
Il nuovo nato è di superficie più contenuta (7.150 contro i 120.000 metri quadri del Tribunale) ma nonostante le diverse dimensioni la paternità è facilmente riconoscibile dall’uso sapiente del vetro, acciaio e cemento.

Il motivo ispiratore condiviso dalle due strutture è quello della trasparenza: l’architetto ha voluto alleggerire l’atmosfera spesso angosciosa delle costruzioni tradizionali dei luoghi dove si amministra la giustizia. Niente colonne greche, ma luce e aria.
La nuova città giudiziaria che si è completata con la Maison de l’Ordre des avocats integra e sostituisce in buona parte le funzioni della sede tradizionale nell’Île de la Cité, a pochi passi da Notre Dame. La vita dell’edificio e le attività generate da 30.000 avvocati sono chiaramente visibili all’interno della sua facciata in una delle aree della capitale che ha beneficiato di una progettazione partecipata tra cittadinanza, Comune e privati.

La complessità della situazione del luogo ha richiesto tutta la maestria dello studio RPBW. Qui passano due linee sotterranee della metropolitana che si aggiungono alla presenza delle fondazioni del Tribunale a rendere impegnativa la realizzazione dell’opera. Infatti per una superficie di 1.200 metri quadri erano disponibili solo 400 di terreno per le fondazioni della Maison. Per questo Renzo Piano ha optato per una struttura sospesa su cinque punti di appoggio sui quali si regge l’ossatura metallica dal terzo all’ottavo piano. Gli aggetti sono impressionanti: 27 metri davanti e 10 metri dietro.

La Maison des avocats è situata su un piano perpendicolare alla facciata principale del Tribunale e quindi messa in stretta relazione con il palazzo e il suo cortile, pur conservando la sua indipendenza. I tiranti che scandiscono la facciata in vetro e acciaio sono una chiara citazione del Centre Pompidou. All’interno la MdOA è un fiorire di audaci scelte strutturali. Al fine di sostenere bene le deformazioni ogni 4 metri dei giunti di dilatazione scandiscono le lastre di cemento. I soffitti sono tanto grezzi quanto sofisticati: il cemento a vista è funzionale all’estetica. Lo stesso vale per le strutture interne in legno, la cui altezza varia da 3,20 metri a 6.

L’edificio comprende un auditorium, una piazza, una biblioteca, una sala del consiglio, un business center come pure numerosi spazi per gli scambi tra i servizi dell’Ordine e gli avvocati del Foro di Parigi. La realizzazione è all’altezza dei costi che l’Ordine ha sostenuto per avere una sede di lusso raro: 86 milioni di euro il costo globale dell’operazione. Gli elevati costi sono stati oggetto di polemiche alle quali l’Ordine ha risposto sottolineando la qualità dei servizi erogati e la peculiarità dei limiti imposti dal luogo dove l’edificio è sorto.

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