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Poesia architettonica: House in the Hills

Un progetto australiano che riprende la tipologia della casa romana riadattandola al paesaggio della surf coast

Asia Ruffo di Calabria

06 NOVEMBRE 2020
progettazione, australia, architettura e paesaggio

L’architetto Sean Godsell è conosciuto in Australia per un’architettura minimalista, diventando un importante influencer sulla scena architettonica mondiale. Ha progettato la House in the Hills considerando la direzione del vento prevalente nella contea di Surf Coast, area appartenente allo Stato di Victoria.  L’abitazione privata ha un patio che ricorda la tipologia della casa romana e un soggiorno luminoso protetto da un “ombrellone” di 30 x 30 m che crea una serie di giochi di luce e ombra durante il giorno. La copertura localizza l’edificio e costruisce un recinto, trasmettendo un sentimento di riparo, protezione e sicurezza, le stesse funzioni alla base della domus romana. La pianta al di sotto della piastra-ombrellone ha uno sviluppo ad L, non occupa tutto lo spazio coperto. La terrazza,  inserita nel nodo tra la parte dedicata all’ufficio e la zona giorno e notte, affaccia sul patio e ne costituisce il filtro tra interno e seminterno. L’edificio occupa una orografia particolare, un leggero pendio sul quale è disposta la seconda ala del corpo ad L. Il tetto ha una superficie di 900 metri quadrati e la sua funzione principale è quella di dirigere il forte vento che caratterizza l’Australia e che attira ogni anno tantissimi appassionati di surf. Il tetto è costituito da una serie di listelli in legno equidistanti, costituendo un elemento ripetitivo a sviluppo longitudinale. Il tetto ha una sua indipendenza dall’abitazione che si trova al di sotto, ritmata da pilastri e travi che permettono l’apertura di grandi vetrate sul paesaggio della contea di Surf Coast.

L’aspetto dell’edificio potrebbe sembrare severo, ma allo stesso tempo trasmette un senso di pace con il paesaggio attorno, pur avendo una struttura in acciaio totalmente diversa dalla cromia del terreno brullo giallo ocra. Tanti fienili sono sparsi attorno alla campagna ed è proprio da questi che l’architetto Sean Godsell ha ripreso il concetto di rifugio. La stessa tematica del rifugio è stata riscoperta da un’altra abitazione privata “Two Sheds” dello studio DREAMER realizzata nelle colline dello stato di Victoria, sempre in Australia. In questo progetto è il materiale più utilizzato è il legno utilizzato per due blocchi disposti come la House in the Hills sulla pendenza di una collina. Il sito di House in the Hills è quello di un allevamento di pecore in attività nella regione Victoria e consiste di 25 ettari di paddock sgomberati e poco lavorati. Pende dal suo punto più alto verso nord e sud ed entrambi i pendii hanno una vista spettacolare. Un frangivento di pini ciprioti fiancheggia il confine ovest e fornisce  protezione dai venti prevalenti da sud-ovest che colpiscono il versante sud. In questa parte dell'Australia, i venti meridionali sono freddi e il design è stato dettato fondamentalmente da questi.

Questa casa è stata completamente "architettata". E’ stata studiata, incrociata e applicata l'intera gamma di strumenti architettonici: Proporzione, Ordine, Struttura, Spazio, Luce, Materiali e Carattere. Tutti questi aspetti sono chiaramente in evidenza e la loro presenza rende questa un'opera di architettura totale, come non si vede più nelle realizzazioni di oggi. Si percepisce che questa casa sa cosa vuole fare e perché lo sta facendo. Questo ordine, questa regolarità riguarda la vita, il luogo, la società e l'ambiente. Dimostra le possibilità di  creare un dialogo con il contesto ma di imporre comunque una propria identità.

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