RIGENERAZIONE

Partenariati virtuosi fra pubblico e privato

Continua sulla nostra rivista il confronto fra il presidente dei Giovani di Ance Lazio Fabrizio DELL’UOMO e Michele CIVITA, assessore alle Politiche del territorio e mobilità della regione Lazio, iniziato in occasione del convegno sulla rigenerazione urbana che si è tenuto lo scorso novembre a Frosinone.

Fabrizio Dell'Uomo e Michele Civita

16 DICEMBRE 2016
consumo

“Creare condizioni di convenienza per l’investimento privato”
Consumo di suolo zero, sostituzione edilizia sono le nuove frontiere di un mercato che ormai coincide per oltre l’80 per cento con la riqualificazione, anche se non mancano esempi di demolizione e ricostruzione. Un mercato destinato a spostarsi nella direzione della Deep Regeneration, grazie a un cambiamento di prospettiva sul piano delle politiche e della normativa, anche in materia di incentivi. Egualmente, modalità nuove di relazione tra pubblico e privato in una logica di partenariato – penso ad esempio al contratto di disponibilità –, previste dalla nuova legge sui contratti pubblici, potrebbero costituire la strada per un grande piano di rigenerazione. Uno scenario di cui tenere conto e in cui inserirsi in maniera attiva a livello di legislazione e di politiche regionali.
Rigenerare vuol dire trasformare un territorio o un insieme di edifici e spazi per migliorare la qualità della vita, creando nuove condizioni di crescita economica. Se perdiamo di vista questo obiettivo e ci limitiamo a considerarla soltanto una questione di contenitori da risistemare non andremo molto lontano. Ma per rigenerare edifici e pezzi di città dobbiamo confrontarci con una struttura della proprietà frammentaria che costituisce un ostacolo non indifferente. È essenziale trovare soluzioni innovative e meccanismi di garanzia, anche mutuandoli da altri paesi, che sono alla base di una fattibile rigenerazione urbana – quali ad esempio la costruzione e demolizione – e che chiamano in causa livelli di progettazione e di pianificazione complessi e un’elevata capacità di gestione.
Parlare di rigenerazione urbana significa anche e forse soprattutto parlare di strumenti di pianificazione, sciogliendo i nodi che impediscono di agire con tempestività. Così come è essenziale rivedere il rapporto tra urbanistica, paesaggio e ambiente rimuovendo l’attuale stratificazione degli strumenti di pianificazione. Fondamentale è poi garantire alle imprese certezza di tempi e risultati, il che vuol dire puntare su un’automatizzazione dei meccanismi decisionali e sulla semplificazione delle procedure. Vuol dire accelerare il processo di riforma della pubblica amministrazione mettendo al centro il fattore “risultato”, ovvero la realizzazione degli interventi, invertendo la prassi prevalente presso dirigenti e funzionari di considerarlo irrilevante rispetto alla propria attività amministrativa.
Sono tutti aspetti che è necessario tenere presenti nel momento in cui si stanno definendo sia l’impianto che le regole della nuova legge regionale sulla rigenerazione urbana. Regole che debbono consentire di vitalizzare un processo reale di rigenerazione, creando le condizioni di convenienza per l’investimento privato. Perché sarebbe veramente inutile confrontarci su un tema così complesso e allo stesso tempo necessario se non saremo capaci di eliminare alla radice regole e comportamenti, mentalità, pratiche e procedure che di fatto rendono la rigenerazione urbana assolutamente irrealizzabile.

“Puntare sulla pianificazione pubblica, semplificandone regole e procedure”
Il processo legislativo attivato a livello regionale punta a dotare il Lazio di una nuova legge sull’urbanistica, dopo 16 anni di attesa. L’obiettivo della nuova legge è creare una relazione virtuosa tra edilizia e paesaggio e dietro vi è un’idea di sviluppo basato sul rispetto del territorio, sulla capacità di produrre lavoro ed economie puntando su innovazione e sostenibilità. Credo che ormai esista un’ampia e condivisa consapevolezza che si debba operare su una trasformazione virtuosa del territorio ed è nostra intenzione procedere a una riorganizzazione di tutta la materia urbanistica.
Abbiamo già recepito le norme sul permesso di costruire convenzionato e abbiamo già riscritto tutta la parte relativa al patrimonio destinato all’agricoltura. Con questa legge intendiamo, infatti, lanciare una grande sfida sulla valorizzazione delle aree naturali e agricole. Non in un’ottica di conservazione, ma di sviluppo. Siamo convinti che l’obiettivo di limitare o annullare il consumo di suolo e difendere il territorio agricolo vada perseguito favorendo una tutela attiva dello sviluppo locale di tutti i comparti, non soltanto in una logica di vincolo. Con un lavoro di ascolto e di confronto che si sta concretizzando in un testo ampiamente condiviso stiamo ponendo le premesse migliori per anticipare le norme sulla rigenerazione contenute nel Testo unico. Allo stato attuale molte proposte sono ancora all’esame dei comuni. Alcune sono suscettibili di discrezionalità, come ad esempio quelle che riguardano le altezze delle edificazioni, ma stiamo procedendo rapidamente verso una convergenza e contiamo di arrivare presto a un quadro uniforme.
Per quanto riguarda gli standard urbanistici abbiamo improntato la legge a una cultura nuova rispetto alle precedenti norme. Siamo convinti che si debba ragionare su nuovi standard edilizi, anche con il contributo di ricerca che ci può provenire dalle università. Assumere come riferimento la logica del consumo zero vuol dire accettare il fatto che l’edilizia di espansione non è più sostenibile in quanto comporterebbe un allargamento delle città senza le adeguate infrastrutture e i servizi per i cittadini. In alternativa dovremmo richiedere extra oneri che in questa fase non sarebbero sostenibili per le imprese. Dobbiamo puntare sulla pianificazione pubblica, semplificandone regole e procedure. Perché sappiamo che uno dei volani è il recupero del patrimonio immobiliare pubblico. Così come siamo consapevoli che è egualmente importante recepire gli elementi positivi presenti nella legge sul Piano casa per quanto riguarda le condizioni per favorire l’iniziativa privata. Rilanciare modalità di partenariato pubblico privato deve essere un obiettivo della nuova legge sulla rigenerazione urbana.

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