INFRASTRUTTURE

Parchi eolici sostenibili nel Mezzogiorno d’Italia

E2i è tra i leader in Italia del settore eolico. Ha deciso di puntare sul protocollo Envision per implementare il proprio quadro di sviluppo valorizzando il territorio.

Alberto Musso

30 MAGGIO 2019
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Un eolico sempre più sostenibile: è questo l’obiettivo di e2i energie speciali che ha visto nel protocollo Envision uno strumento concreto per misurare le proprie performance ambientali, di salute e sicurezza, sociali ed economiche. Obiettivo per il prossimo futuro è di implementare con l’aiuto del protocollo il proprio quadro di sviluppo coerentemente con i principi di sostenibilità, prestando particolare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio ove opera.

Nata nel 2014 dal progetto comune di tre partner -F2i Fondi Italiani per le Infrastrutture, Edison ed EDF Renewables- e2i è oggi in forte crescita, ha una potenza installata di oltre 700 MW e impianti in 10 regioni italiane. La società ha intrapreso da diversi anni un percorso di rafforzamento del proprio profilo di sostenibilità attraverso alcune iniziative, di cui la Carta del Rinnovamento Eolico Sostenibile è l’elemento principale. Tale documento, di cui e2i è promotrice, è stato redatto e sottoscritto insieme ad altri operatori del settore, ed evidenzia come, per lo sviluppo del nostro Paese, le integrali ricostruzioni degli impianti eolici siano un’opportunità da non perdere. La Carta descrive anche come rendere i progetti di repowering un esempio di attenzione all’ambiente e al paesaggio, nonché un’occasione di valorizzazione del contesto sociale.

Sempre con l’obiettivo di migliorare le proprie performance ambientali, nel corso del 2018 e2i ha avviato l’analisi di un Parco Eolico in Sicilia nel Comune di Mazara attraverso la metodologia del Life Cycle Assessment. L’analisi svolta ha permesso di valutare gli impatti dei carichi energetici ed ambientali relativi alle varie fasi di costruzione, esercizio e dismissione dell’impianto attraverso la contabilizzazione dell’energia e dei materiali usati, dei rifiuti rilasciati e delle emissioni equivalenti di CO2. Questa applicazione dell’LCA, tra le prime in Italia nel comparto eolico, è servita per misurare gli impatti dei progetti da un punto di vista complessivo sull’intero ciclo di vita.

Sulla strada intrapresa, all’inizio del 2019, e2i ha sottoposto a preliminary assessment due impianti eolici appena entrati in esercizio e localizzati in Basilicata e Sicilia, con lo scopo di valutare le caratteristiche dei due progetti rispetto ai requisiti del Protocollo Envision. Queste due infrastrutture fanno parte di un imponente contingente di nuovi megawatt che e2i ha iniziato a costruire nel 2017: 8 cantieri aperti, per un totale di 165 MW installati, principalmente nel mezzogiorno: in Abruzzo, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia.

La scelta degli impianti a cui applicare l’analisi di prefattibilità del protocollo Envision è ricaduta su due impianti di tipologie diverse: un greenfield, cioè un impianto di nuova costruzione, quello di Mazara del Vallo, al quale era stata applicata precedentemente l’analisi del LCA, e un impianto di Integrale Ricostruzione sito in Basilicata, nel Comune di Vaglio. L’analisi è stata svolta parallelamente per le due tipologie di impianto proprio per evidenziarne differenze e comprenderne punti di forza e debolezza.

La prima delle infrastrutture analizzate è stata il Parco eolico di Mazara del Vallo in Sicilia, costituito da 6 turbine eoliche di potenza pari a 2,5MW, per una potenza complessiva installata di 15MW, la produzione elettrica attesa è di 46 GWh/anno equivalenti al fabbisogno energetico di 17.000 famiglie. La produzione elettrica permetterà di evitare l’emissione in atmosfera di 15.000 tonnellate di CO2 ogni anno. Il secondo Parco sottoposto a valutazione, quello di Vaglio in Basilicata, è frutto di una integrale ricostruzione di un impianto esistente dal 2003. Le 20 turbine da 0,6 MW del vecchio impianto sono state sostituite con 8 aerogeneratori tripala di potenza unitaria pari a 2,5 MW ciascuno, per una nuova potenza complessiva installata di 20 MW. La produzione annua attesa per il nuovo impianto supera di circa 2,7 volte quella dell’impianto dismesso e sarà pari a 65 GWh/anno, equivalenti al fabbisogno energetico di 24.000 famiglie. La produzione elettrica permetterà di evitare l’emissione in atmosfera di 21.000 tonnellate di CO2. Entrambe le infrastrutture hanno una vita utile prevista di 25 anni.

 

Quality of life

L’applicazione del primo pilastro del protocollo, quello del “Quality of Life” ha evidenziato come alcuni processi di sostenibilità relativi alla comunicazione con gli stakeholders siano già insiti nel processo autorizzativo. Dal protocollo emergono spunti di miglioramento per rendere più accettabile l’opera fin dalla fase di progettazione, con notevoli vantaggi economici e sociali. Alcuni crediti sono già gestiti dall’azienda per esempio il “QL1.4: Minimize noise and vibration” relativo alla minimizzazione del rumore prodotto dagli impianti in fase di esercizio. L’analisi svolta rileva come l’esperienza maturata dall’azienda nel corso degli anni abbia permesso di creare un sistema virtuoso regolato da procedure aziendali ben definite attraverso analisi di prevalutazione. Il punteggio raggiunto in questo pilastro per entrambi i progetti è buono, con un vantaggio per l’ Integrale Ricostruzione dovuto a rapporti con il territorio e gli stakeholders consolidati dagli anni di permanenza del vecchio impianto. Altri crediti invece non sono applicabili alle infrastrutture eoliche come quelli relativi alla mobilità.

Leadership

Relativamente al secondo pilastro “Leadership” si è evidenziato come la struttura stessa di governance di e2i possa implementare al meglio i crediti relativi alla “collaboration” e “team working”. Essendo e2i un asset company che gestisce attraverso contratti di servizio il proprio business, la promozione della collaborazione nel team di lavoro, dalla fase di progettazione alla realizzazione ed esercizio dell’impianto, risulta essere un elemento importante intorno a cui ruota l’organizzazione societaria. Anche in questo caso la valutazione è stata soddisfacente e l’impianto di integrale ricostruzione ha dimostrato di beneficiare di punteggi maggiori grazie alla scelta di dismissione conservativa degli aerogeneratori esistenti e la conseguente rivendita nell’ottica di riutilizzo. Importante è anche evidenziare la consapevolezza maturata, anche grazie all’analisi di LCA svolta, dell’importanza di valutare ed avere sin dalla progettazione un Piano di Dismissione dell’impianto. Il credito “LD2.3: Plan for Long-Term Monitoring and Maintenance”, ha permesso di valorizzare dal punto di vista della sostenibilità anche iniziative di innovazione relative all’applicazione di uno SCADA di secondo livello agli impianti. Questo sistema di controllo remoto permette infatti di raccogliere una grande quantità di dati direttamente dalle turbine lungo tutta la vita utile dell’impianto e di utilizzare questi dati per analisi, valutazioni predittive e di sicurezza del sistema.

Resource Allocation

Risultati positivi sono stati raggiunti nel pilastro “Resource Allocation” relativo agli approvvigionamenti di materiali, attività e al risparmio di energia e acqua nelle diverse fasi. Questo è dovuto all’applicazione del protocollo ad una fase di post realizzazione. Tuttavia, i processi relativi alla riduzione dei materiali di costruzione, al consumo di acqua ed energia sono già ottimizzati. Per quanto attiene, invece, al processo di approvvigionamento, la procedura di qualifica delle aziende integra oggi un questionario su aspetti di sostenibilità, oltre alla richiesta delle diverse certificazioni; risulta più difficile al momento ipotizzare scelte in fase di aggiudicazione che includano dei criteri di sostenibilità a causa di fornitori, spesso di dimensione medio – piccola. Le turbine eoliche utilizzate per i due impianti sono caratterizzate da Environmental Product Declaration (EPD). In questo caso non ci sono state variazioni significative nel punteggio raggiunto dal Green Field rispetto alla Integrale Ricostruzione evidenziando come, elemento già emerso durante l’analisi LCA, il processo costruttivo dell’impianto e le risorse che si movimentano durante il cantiere, abbiano ovviamente degli impatti e delle caratteristiche che prescindono dalla preesistenza di un altro impianto.

Natural Word e Climate and Resilient

Il quarto pilastro “Natural Word”, relativo al agli aspetti ambientali di posizionamento dei progetti, ha premiato, soprattutto nella prima serie di crediti, relativi al “siting” il progetto di Integrale Ricostruzione che ha permesso di riutilizzare e sfruttare al meglio un sito preesistente. I crediti relativi alla “conservation” ed “ecology” hanno confermato l’attenzione costante di e2i verso l’ambiente e la tutela della biodiversità.

Gli aspetti della sostenibilità trattati nell’ultimo pilastro “Climate and Resilient” sono quelli che hanno generato meno punti e che saranno quindi oggetto di analisi future. I progetti eolici, prioritari nell’ambito della mission di e2i, consentono in generale per loro intrinseca natura di ridurre le emissioni di gas climalternanti (CO2) a livello nazionale. Considerando il mix energetico ad inizio 2018 (fonte Ispra), le emissioni evitate di CO2 equivalente sono pari a circa 15.000 tonnellate/anno per l’impianto di Mazara e di circa 21.000 tonnellate/anno per l’impianto di Vaglio.

In conclusione, l’analisi di pre-fattibilità è servita alla società per quantificare, attraverso i singoli crediti del protocollo, i vari aspetti sociali, ambientali ed economici. Punto di forza del protocollo è proprio quello di permettere di oggettivare la performance di sostenibilità delle infrastrutture. Questa possibilità di misurare con i vari crediti i livelli di sostenibilità ha evidenziato differenze ed elementi positivi delle due diverse tipologie di progetto analizzate. Tali confronti saranno spunto di valutazione ed analisi anche per progetti futuri. Infatti, l’impostazione del protocollo, che comprende tutto il ciclo di vita dell’infrastruttura, permette di incidere fin dalla fase autorizzativa e di progettazione dell’opera, individuando e mettendo in opera strategie per migliorare l’accettazione dell’infrastruttura fin dalle prime fasi.

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