PROGETTAZIONE

Parasite, dietro le quinte si svelano i segreti di un design di successo

Quando l’architettura entra nelle sceneggiature e trasforma un film in un capolavoro di dettagli: la costruzione del set e gli elementi di design sono tra i principali elementi di successo di Parasite.

Paola Savina

29 MAGGIO 2020
cinema, parasite, architettura, design, arredo e progettazione

L’architettura può essere protagonista in diversi campi. Nel cinema, la sua presenza e la sua forma studiata nei minimi dettagli spesso è ciò che rende le visioni nei grandi schermi uniche e coinvolgenti.

Non è solo un gioco estetico, è il tono, il sapore, la profondità con cui gli accorgimenti architettonici sanno dare anima a un film e sanno emozionare lo spettatore. Esistono svariati esempi di pellicole in cui l’architettura ha giocato un ruolo fondamentale e senza la quale, il risultato non sarebbe stato lo stesso. Tra i film recenti è degno di citazione il pluri premiato Parasite, vincitore di quattro oscar nell’ultima edizione del 2020.

I primati dell’opera di Bong Joo-ho sono diversi: per la prima volta è comparsa una pellicola coreana a competere agli oscar, è stata la seconda pellicola in lingua non inglese a conquistarsi il premio per miglior regia e la prima in assoluto a portarsi a casa la più importante, quella come miglior filmLa ragione principale del successo di questo capolavoro cinematografico si deve ricercare principalmente nell’universalità dei temi al cuore del racconto, che sanno parlare a tutti, indipendentemente dal paese di appartenza: le insormontabili barriere di classe, proprie non solo della società coreana ma presenti in tutto il mondo, le divergenze, le contraddizioni, le profonde iniquità e ingiustizie.

Un altro punto di forza è rappresentato dalla modalità comunicativa: un perfetto connubio tra commedia e tragedia, che si alternano, si mischiano e si sovrappongono spesso imprevedilmente e in un vero e proprio climax fatto di rivelazioni e colpi di scenaMa a che cosa si deve la profonda riuscita di questi effetti e di questi messaggi, perfettamente trasferiti a un pubblico che ha amato così tanto questo film? L’architettura con cui è stata costruita l’intera scenografica è una protagonista assoluta di Parasite.

 

Dietro le quinte di Parasite

Il risultato deriva dal lavoro congiunto tra le proposte artistiche del direttore Bong Joon-Ho e le interpretazioni, revisitazioni e creazioni del designer di produzione Lee Ha Jun. Per iniziare i lavori Lee è partito da una semplice bozza del piano terra della casa dei Park, la ricca famiglia coreana protagonista della storia. Ha cercato ispirazione da un amico architetto e incastrando i pezzi di Lego del figlio è riuscito a disegnare gli interni perfetti per ospitare le scene del film.

La prima regola seguita per delimitare nettamente le divergenze abissali tra la ricca casa Park e casa Kim, riguarda il volume degli elementi di arredo e i colori. Per l’abitazione di una famiglia abbiente il design doveva essere minimalista, pulito, di colori pastello e delicati. In totale contrapposizione è casa Kim, claustrofobica, annegata da oggetti e arredi di basso valore e colori più vistosi.

Un altro elemento rilevante, teatro dei momenti più importanti della storia, è l’imponente finestra della sala, affacciata sul magnifico giardino. La finestra doveva essere di grandi dimensioni e doveva ricreare un quadro adatto ad immortalare le immagini cruciali.

L’ambiente in cui viene intermanente girato il film è costituito da un unico enorme set. La cantina, il bunker, il passaggio segreto per arrivarci, le scale tra la cantina e la cucina sono parte di uno spazio unico, compatto. Ciò ha reso possibile raggiungere una elevatissima e toccante qualità nelle riprese: gli attori potevano essere filmati in una ripresa senza interruzioni dalla cucina ai sotterranei, per coglierne ogni singolo respiro nel loro percorso verso gli inferi, a tutti gli effetti, della storia. Inoltre, la struttura che si sviluppa per intero in verticale, è un dettaglio simbolico che vuole sottolineare la differenza sociale delle due famiglie. I componenti agiati della famiglia Park si muovono spesso verso i piani alti. Al contrario, la famiglia Kim è la sola a spingersi ai piani più bassi dell’abitazione.

L’architettura si prende sostanzialmente cura dei dettagli e i dettagli sono ciò che fanno la differenza e rendono le opere dei capolavori.

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