MERCATO

Opportunità di sviluppo e innovazione per il Friuli Venezia Giulia

Piero Petrucco nominato nuovo Vice Presidente di ANCE

Beatrice Casella

06 FEBBRAIO 2019
ance, imprese, edilizia, mercato e innovazione

Buone notizie per l’imprenditoria edile friulana che ha assistito all’importante nomina di Piero Petrucco, già partner di Civiltà di Cantiere, come Vice Presidente di Ance, componente effettivo del Consiglio di Presidenza e membro del Consiglio Generale.  

Piero Petrucco è anche Amministratore Delegato della I.CO.P. SPA di Basilia, fondata nel 1920, a partire dal 1991 ha introdotto in Italia le tecnologie del microtunnel proseguendo nello sviluppo di tecniche innovative nel campo delle fondazioni e di altri sistemi costruttivi innovativi. Civiltà di Cantiere ha avuto l'onore e il piacere di averlo tra gli ospiti della Construction Conference 2017 PROGETTARE IL FUTURO NELL'ERA DELLA RI-GLOBALIZZAZIONE durante la quale è intervenuto a favore del tema parlando di “innovazione non solo tecnologica ma anche economica e finanziaria”. L'ingegnere ha sottolineato anche l'importanza di una formazione costante per creare delle professionalità "al passo con i tempi e in continuo aggiornamento", questo perché "l'Italia continua a subire carenze culturali a tutti i livelli, dalle maestranze a quelli imprenditoriali". Era e continua ad essere importante secondo Petrucco, fare un grande e concreto salto di qualità seguendo l'evoluzione tecnica e applicando una nuova cultura d'impresa. "Se aumenta la qualificazione del sistema, si innalza un coinvolgimento maggiormente rilevante all'interno dell'azienda", ha concluso Petrucco.

Grazie all’elezione dell’ingegner Petrucco, l’imprenditoria friulana viene rappresentata ai massimi livelli nell’organizzazione centrale dell’Ance e potrà contribuire all’auspicabile rilancio del settore da molti anni ormai afflitto da una gravissima crisi economica e finanziaria la quale, tuttavia, sembra essere in ripresa. Il terzo trimestre del 2018 infatti, ha  ottenuto risultati positivi soprattuo per l’industria manifatturiera della Provincia.

Secondo alcune indagini dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine la produzione industriale, nel trimestre luglio-settembre 2018, ha registrato un aumento del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“Sono doppiamente soddisfatto - commenta Piero Petrucco – perché questa nomina rappresenta un riconoscimento importante a quella parte del mondo associativo molto specializzata, che si distingue per gli investimenti in tecnologie, risorse umane e organizzazione. Caratteristiche imprescindibili per essere competitivi, soprattutto sui mercati esteri”.

Riguardo le vendite estere delle imprese del Friuli Venezia Giulia infatti, secondo alcuni dati Istat, nel primo semestre del 2018 sono state pari a 8,3 miliardi di euro, facendo registrare un notevole incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+17,5%, ossia 1,2 miliardi in più).

In merito alle destinazioni geografiche dell’export delle imprese regionali, si registra un aumento più accentuato dei flussi rivolti al mercato extracomunitario (+23,8%) rispetto a quelli destinati all’interno dell’Unione Europea (+13%). Tali andamenti risentono dei buoni risultati ottenuti in Svizzera (+602,6%) dovuti principalmente alle vendite della cantieristica navale, mentre è solo leggermente aumentato il valore dell’export negli Stati Uniti (+2,3%). Anche nei confronti dei principali Paesi partner dell’Unione Europea il Friuli Venezia Giulia mostra sensibili incrementi dell’export, come in Germania (+13%), Francia (+10,1%) e Austria (+12,2%). Tra i principali mercati di sbocco dell’export regionale sono in moderato calo le esportazioni verso il Regno Unito (-1,8%) e la Russia (-4,8%).

Nell’ambito delle attività manifatturiere invece, rispetto all’anno precedente, risultano in crescita le localizzazioni dei comparti alimentare (+2%), fabbricazione di prodotti chimici (+2,9%) e fabbricazione di apparecchiature elettroniche (+3,9%). In calo le localizzazioni nei comparti della fabbricazione di articoli in pelle (-1,4%), carta (-5,7%), gomma e materie plastiche (-1,7%), computer (-4,5%), macchinari (-1,5%) e mobili (-1,6%).

Una regione, quella del Friuli Venezia Giulia, che sta facendo notevoli passi in avanti e che crede in una rinascita dell’economia e soprattutto dell’occupazione giovanile (a novembre 2018 è stato registrato un numero pari a 40 milioni di giovani disoccupati), attraverso il progresso tecnologico e progetti di riqualificazione urbana.  

 

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