RIQUALIFICAZIONE

Nuovi quartieri per Portland

Dalla didattica alla pratica: l’Università dell’Oregon dà il via a un progetto sperimentale che mette in moto giovani cervelli per creare idee innovative di riqualificazione urbana a Portland.

Paola Savina

02 SETTEMBRE 2020
città, progettazione, sostenibilità, portland e rigenerazione urbana

Dall’Università dell’Oregon arriva un progetto giovane e innovativo: in un contesto in cui le disuguaglianze sociali, le crisi economiche e il degrado delle condizioni ecologiche del nostro pianeta dividono e allontanano sempre più le persone, il ridisegno degli assetti urbani può venire incontro per risanare un contesto urbano danneggiato.

Il concorso organizzato dall’università, ha previsto la collaborazione dei suoi studenti, che hanno frequentato il corso di “Inclusive Architecture and Urban Design” dove sono stati definiti gli obiettivi, suddiviso il lavoro in gruppi e dichiarate le regole del gioco: ridare dignità, utilità e bellezza ad un’area urbana di Portland ormai lasciata all’abbandono.

I gruppi di lavoro hanno consegnato un macro-piano in cui sono stati ridisegnati veri e propri “blocchi” dei nuovi quartieri di un’area di Portland ad oggi in forte degrado. In seguito, ciascuno studenti si è impegnato a immaginarsi e a delineare u nuovo “Centro per la Democrazia e Giustizia Ambientale”, come struttura mediatrice e regolatrice in un contesto fatto di quartieri abitati da una popolazione varia.

 

Le cinque proposte selezionate

Il “Albina Water Research Centre” è la struttura che propone una studentessa. Situato nella zona nord-est di Portland, è formato da una un ampio bacino artificiale di raccolta, filtraggio e recupero di acqua piovana e acqua grigie che collega la zona centrale e la zona nord, mentre tange nella zona sud un cortile che accoglie diversi luoghi di ritrovo della comunità, come il “Moda Centre” di Portland.

La seconda proposta prevede la costruzione di un edificio chiamato Cascadia Environmental Courts, affacciato sulla riva nord-est di Portland, in grado di immagazzinare acqua piovana, riutilizzare acque grigie e depurare acque nere. La costruzione risponderebbe ai bisogni richiesti dal Centre for Democracy and Environmental Justice in quanto ospiterebbe e fornirebbe una serie di servizi sociali, incontri tra decisori politici e giudici, sostenitori ambientali e attività educative.

C’è chi ha pensato anche a dedicare spazi culturali ed educativi per i più piccoli: un’altra brillante studentessa nel suo progetto idealizza il suo “Albinia Community Centre”, che sensibilizzi i bambini a una forma educativa a 360 gradi. Per loro prevede non solo l’apprendimento di classiche materie scolastiche, ma anche di norme di comportamento all’interno di una comunità civile, come l’utilizzo di sistemi di energia pulita e lo sfruttamento degli spazi aperti per attività di educazione collettiva.

Altre idee emerse dalla ricerca si basano sempre sul concetto di condivisione, di comunità e di uguaglianza. Si propone un “Albina Centre for Community Engagement and Environmental Justice” e un “Albina Community Hub” come luoghi di incontro e partecipazione collettiva per attività sportive, collaborazioni lavorative, condivisione di risorse e partnership. L’Hub fungerebbe da struttura di accesso a spazi verdi, mezzi di trasporto intermodale e ambienti ispirazionali per network e condivisione di conoscenze ed esperienze.

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