DIGITALE

Scuole innovative per l'Italia

Stanziati ulteriori finanziamenti per il progetto "Scuola digitale" da parte del MIUR

Beatrice Casella

27 FEBBRAIO 2019
istruzione, miur, digitalizzazione, sostenibilità, innovazione e finanziamenti

Negli ultimi anni sono stati approvati numerosi interventi ministeriali di spinta all’innovazione didattica e alla digitalizzazione delle scuole. Si tratta di azioni formative da attuare concretamente all'interno del sistema scolastico italiano per rispondere alla complessità dell’attuale società digitale il cui intento primario deve essere quello di educare tutti gli studenti a vivere in un contesto dai caratteri più disparati, acquisendo continuamente nuove competenze e ristrutturando quelle già possedute.

Sono azioni necessarie per gli istituti scolastici che generano degli impatti positivi sul miglioramento dei processi di insegnamento e apprendimento.

 “Il presente e il futuro della scuola sono spazi di apprendimento interdisciplinare, flessibile, multifunzionale e connesso all’utilizzo della tecnologia e di risorse digitali basate sulla realtà virtuale e aumentata”, ha sottolineato Marco Bussetti, ministro dell’istruzione, il quale ha firmato a novembre scorso un decreto riguardante il pacchetto “Scuola digitale” che prevede un finanziamento di 35 milioni di euro per la progettazione di ambienti didattici tecnologicamente all’avanguardia.

Perché è questo ciò di cui gli studenti italiani hanno bisogno, di scuole innovative che incitino i ragazzi ad apprendere tematiche di cui loro stessi ne saranno i completi promotori negli anni a venire. Tra queste, vi sono la sostenibilità, l’economia circolare e l’utilizzo di sostanze non nocive per l’ambiente.

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) ha pubblicato verso la fine dell’anno 2018, la graduatoria dei migliori progetti presentati da oltre 5.000 istituzioni scolastiche.

Le proposte progettuali sono state valutate attentamente dal Miur in base ad alcuni criteri, tra cui la qualità della proposta progettuale complessiva, l’ampiezza e la corrispondenza degli spazi dell’ambiente di apprendimento alle caratteristiche del bando, il coinvolgimento di soggetti pubblici e la presenza di quote di cofinanziamento per la realizzazione del progetto.

Le Regioni con il maggior numero di piani approvati sono stati la Campania (152) e la Lombardia (130), seguite dal Piemonte (119), dal Lazio (88), dal Veneto e dalla Puglia (entrambe queste ultime con 78 progetti ciascuna approvati).

Un bando ministeriale che può essere tradotto come una grande ed importante sfida che permetterà di diffondere in tutte le scuole un nuovo modo di concepire l’aula, attrezzandola con arredi e dispositivi che favoriscano metodologie didattiche innovative tra cui la robotica educativa, il pensiero computazionale e la stampa 3D.

Un grande passo in avanti per l’Italia che porta dietro di sé varie lacune in ambito scolastico e che, con queste modalità, si avvicina al sistema norvegese che ha applicato, già dal 2006, la digital literacy nelle scuole. La Norvegia infatti, ha evidenziato quanto sia importante che gli studenti siano capaci di usare le ICT in modo corretto al fine di accedere, gestire, integrare e valutare informazioni, sviluppare nuove conoscenze e comunicare con il mondo esterno per una un’integrazione più costante, duratura ed efficace nelle società.

Ad esempio, secondo il monitoraggio nazionale  sull’uso educativo delle ICT che si esegue ogni due anni, in Norvegia esiste un computer ogni due studenti nella scuola media superiore e uno ogni sei nella scuola media inferiore ed elementare.

Anche il nostro Paese, finalmente, può vantare delle strutture che possono definirsi all’avanguardia in quanto ecologiche, accoglienti ed innovative. Bisogna, quindi, continuare in questa direzione, pensare ad una scuola innovativa dove l’architettura sposa le necessità della didattica.

Le scuole digitali diventeranno del tutto civic center, ovvero spazi aperti al territorio, veri e propri punti di riferimento per il quartiere in cui sorgono.  Istituti in cui spazi flessibili possano accogliere esperienze della nuova didattica ma anche momenti di incontro e relazioni tra gli alunni. Vuol dire assistere ad una “ricucitura del tessuto urbano ”, come cita più volte l’architetto Renzo Piano, esempi di architettura piacevole, innovativa, ecosostenibile, a impatto zero sull’ambiente, antisismica e domotica.

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