ABITARE

Non solo virus

Gli ambienti chiusi come ricettacolo di batteri e agenti nocivi. Ma c’è chi sta lavorando a delle soluzioni.

Mimosa Martini

17 APRILE 2020
virus, ambiente, aria, inquinamento, anidride carbonica e vernici anti inquinamento

Inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici impattano sicuramente sulla salute dell’ambiente, ma, come ampiamente dimostrato anche dall’OMS, sono probabilmente anche all’origine della rapidissima diffusione di alcune malattie. Ogni anno, l’aumento di agenti inquinanti, uniti al riscaldamento globale e all’effetto serra, causano morti e malanni di tipo cronico.

L’allarme è già stato lanciato: «Tra il 2030 e il 2050 - prevede l’OMS – i cambiamenti climatici causeranno 250.000 ulteriori decessi all’anno», aumentando i casi di malnutrizione, malaria e altre malattie.

Il nostro Paese non solo non è immune, ma anzi, è uno di quelli che maggiormente soffre questo fenomeno. Secondo i dati di Ispra il 7% dei casi di morte per cause naturali in Italia sono da imputare alla questione del forte inquinamento dell’aria e degli ambienti, in particolare al primo posto troviamo il traffico dei veicoli/trasporti e la climatizzazione degli edifici.

Mentre sui veicoli siamo ancora lontani dal trovare una soluzione, sul fronte della salubrità degli ambienti c’è chi si sta muovendo.

La vernice anti inquinamento

Un’azienda che ha fatto suo l’obiettivo di trovare il modo per eliminare o per lo meno contrastare l’inquinamento degli ambienti è Advanced Materials, nata nel 2013 come start up dall’incontro di Massimo Bernardoni, Antonio Cianci e Arun Jayadev e attualmente presente in tre continenti.

Il punto di forza dell’azienda è il prodotto brevettato Airlite, una vernice capace di catturare ed eliminare gli agenti nocivi presenti nell’aria depurandola dall’88,8% dell’inquinamento presente, contribuendo così ad ottenere ambienti salubri e igienici.

Uno dei maggiori benefici di questa pittura innovative è quello di eliminare il 99,9% di batteri e virus, anche quelli resistenti agli antibiotici, come lo Staphylococcus Aureus. Il prodotto è efficace anche su altri batteri molto pericolosi: come ad esempio l’Escherechia Coli, o quelli capaci di portare alla peritonite, meningite e su molti agenti causa di allergie, tosse, asma e altri disturbi. Inoltre lo strato di pittura protegge le pareti e le isola da sporco, polvere e odori.

Per questo si tratta di un prodotto molto utile per la manutenzione igienica di ambienti in cui la salute va particolarmente salvaguardata, come ospedali o scuole. A Milano, infatti è stata utilizzata nell’ambito di un progetto sperimentale di riqualificazione chiamato “bosco invisibile” che prevede l’igienizzazione di alcune scuole della città grazie ad Airlite.

Il brevetto inoltre garantisce anche un abbattimento dei costi energetici degli edifici grazie alla sua capacità di riflettere gran parte delle radiazioni solari infrarosse. Il fenomeno si chiama fotocatalisi: una volta attivata dalla luce, la vernice è in grado di liberare molecole ossidanti che attaccano le sostanze nocive e le rendono innocue. Non solo meno inquinamento, zero odori e sporcizia, ma anche bollette meno care, con un risparmio di energia elettrica tra il 15 e il 50%.

Un monitoraggio costante per avere ambienti sani

Nuvap, azienda pioniera nella gestione dell’inquinamento indoor che propone soluzioni tecnologiche di rilevazione e analisi dei dati ambientali, ha intercettato il legame esistente fra gli spazi chiusi, la salute e il benessere delle persone. Porta avanti da sempre, grazie a partner del mondo accademico, studi e ricerche sul miglioramento della salubrità dell’aria all’interno degli edifici. Una ricerca, recentemente conclusa, riguarda in particolare gli effetti delle piante sull’inquinamento indoor e dimostra in maniera scientifica l’esistenza di una relazione positiva fra la presenza di piante e la riduzione di alcuni inquinanti, soprattutto VOC (volatile organic compounds) composti chimici di vario genere caratterizzati dalla volatilità.

"La ricerca – afferma Antonella Santoro, CEO di Nuvap - si è basata sul monitoraggio della qualità ambientale di un ufficio in cui sono state cambiate le condizioni nel tempo, in maniera controllata. L’ambiente preso ad esame era un ufficio open-space di circa 50mq, con 12 postazioni dotate di PC, occupato dalle 8 alle 19, con picchi di presenze dalle 9 alle 17,30. L’intento era quello di comprendere quale fosse l’impatto delle piante sull’inquinamento presente all’interno dei vari ambienti".

La sperimentazione è consistita nel monitoraggio dello spazio nel corso di dieci settimane, in cui sono state poi inserite prima tre piante (circa una ogni 15mq) e poi sei. I risultati hanno dimostrato come fra la prima settimana di monitoraggio e l’ultima si sia ottenuta una differenza del 13% nel valore della concentrazione di VOC. Il trend è risultato in evidente calo, nonostante il 15 ottobre fosse stato anche acceso l’impianto di riscaldamento, peggiorando notevolmente la qualità dell’aria.

Il 4 ottobre sono state introdotte le prime 3 piante e il 16 novembre ne sono state aggiunte altre 3 (raddoppiando il numero di ciascun tipo di pianta presente). In entrambi i casi si osserva una riduzione evidente della concentrazione di VOC.

"Durante le dieci settimane – tende a precisare Antonella Santoro - è anche stato calcolato il Nuvap Index, indice di salubrità ambientale, che ha un valore compreso fra 1 e 10 e tiene conto di una serie di dati come la concentrazione media e la dinamica di ogni singolo inquinante, oltre che il peso di ciascun inquinante, rispetto agli effetti sulla salute umana. Nell’ufficio monitorato, il Nuvap Index ha presentato nel periodo di osservazione un valore compreso fra 6,7 e 8,7, collocando questo ambiente fra quelli mediamente più virtuosi".

Gli uffici, ma anche le scuole, e le stesse abitazioni sono ambienti in cui le persone passano gran parte del loro tempo, per questo dovrebbero essere garanzia di salubrità. Purtroppo non è così. Perfino gli ospedali, ambienti asettici per definizione, spesso hanno impianti di condizionamento altamente inquinanti.

Nuvap ha ideato una soluzione IoT per il monitoraggio continuo di inquinanti chimici e fisici degli ambienti indoor presentata anche al Klimahouse Startup Award 2019. Un sistema in grado di definire, prendendo ad esame 26 parametri di salubrità degli ambienti, le condizioni prestazionali degli immobili nel corso del loro ciclo di vita.

La tecnologia innovativa ha portato anche a una partnership con Generali Italia nell’ambito del progetto di open innovation promosso da Cariplo Factory dedicato ai temi dell’Health & Wellness. Dalla collaborazione è nata Jeniot Home | AirSafe, una smart light che contiene un sensore multifunzionale che consente di monitorare la qualità dell’aria negli ambienti domestici.  AirSafe è particolarmente sensibile al monossido di carbonio, così come è in grado di rilevare le polveri sottili PM 1, PM 2.5 e PM 10. L'anidride carbonica è inodore ed è causa di calo delle prestazioni, difficoltà di concentrazione e malessere in generale già a una concentrazione del 0,08% (800 ppm). Essa diventa tossica a una concentrazione del 2,5%. AirSafe misura con precisione la concentrazione di CO2, avvisando quando è il momento di cambiare aria, inviando una notifica all’utente attraverso un’APP.

Il dispositivo è stato progettato anche per allertare l’utente in caso di potenziale pericolo, come ad esempio fughe di gas, incendi, attraverso allarmi acustici e visivi e notifiche push. Il sistema è inoltre collegato a un servizio di assistenza proattiva disponibile tramite centrale operativa attiva 24 ore su 24 e sette giorni su sette.

Si tratta di soluzioni che, se integrate, potrebbero garantire ambienti più sani, controllati e sicuri. Non sarà la ricetta perfetta, ma sicuramente si tratta di percorsi distinti in grado di ricongiungersi verso la strada del benessere abitativo.

 

 

 

t

o

p