ABITARE

Nella Promenade House si passeggia in 2 metri e 70

Una casa unifamiliare a Shiga, in Giappone, sublima un lotto stretto e lungo tra architettura minimalista e riferimenti lecourbusiani

Asia Ruffo di Calabria

25 OTTOBRE 2019
giappone, abitare, casa, arredo, design, innovazione, zen e progettazione

Gli architetti giapponesi, chiamati sempre di più a progettare piccole abitazioni in grandi città, sono abituati a confrontarsi con lotti dalle dimensioni particolari.

È successo allo studio nipponico FORM/Kouichi Kimura Architects che, optando per una soluzione di edificio a forma di corridoio, ha sublimato un terreno dallo spazio angusto.

Una giovane coppia della città di Shiga gli aveva commissionato una villa unifamiliare in una delle isole più belle giapponesi, che vanta la presenza del più grande lago del paese, e che attrae molti turisti per le sue bellezze naturali e storiche come il castello di Ōtsu.

La casa non poteva essere più larga di 2,7 metri (un lato di una stanza da letto singola per essere sufficientemente vivibile deve essere almeno di 2,4 metri). Una dimensione così ridotta è stata “bilanciata” dai 27 metri di estensione che, secondo lo studio FORM, fa riflettere la forma del terreno nell’ingombro interno della nuova abitazione.

Non è la prima committenza per l’architetto Kouichi Kimura, che ha scelto dal 1991 la città di Shiga come teatro dei suoi progetti di abitazioni dal taglio piccolo/medio, interessandosi esclusivamente ai futuri abitanti, come ha dichiarato nell’intervista al giornale Mark numero #47 (giornale di architettura internazionale) “I make architecture for my clients, not for myself”. Come non citare la bellissima House for a photographer del 2017 dove l’architetto aggiunge al cemento armato in facciata una cortina splendente in acciaio.

Il nome Promenade house anticipa il concept dell’edificio costruito nel 2003: al piano terra, come al primo piano, bisogna attraversare degli spazi che si succedono uno dopo l’altro in una continua “passeggiata” all’interno della casa per arrivare alla stanza cercata (ingresso, sala da pranzo, soggiorno e in fondo sull’altra facciata lo studio).

Si è formato in questo modo un corridoio visivo che doveva essere animato: delle feritoie in basso sulle pareti hanno i lati interni intonacati di giallo, colore che permette di riflettere sul pavimento dei “spicchi” vivaci che contrastano con gli interni grigi.

La stanza adibita a studio, stazione finale del canale visivo, ha una doppia altezza giustificata dall’importanza che la cultura giapponese accorda a questo spazio in una casa.

Il suo affaccio su un giardino riprende le planimetrie delle abitazioni tradizionali giapponesi, famose per il loro continuo rapporto con l’esterno. Il tipico pavimento di pannelli in legno rivestiti di paglia intrecciata e pressata diventa nella Promenade house un parquet griglio chiaro che forma un’unità cromatica con la parete in pietra e cemento.

Da questa stanza parte una scala che conduce al primo piano, accessibile anche dall’esterno tramite una seconda scala che segna la facciata principale.

Il corridoio del piano superiore è diviso in due aree: stanze da letto e armadi contro bagni dai muri turchesi che danno una sensazione di pulizia e chiarezza. Linee pure, angoli precisi tramettono un’idea di geometria rigorosa pensata in ogni dettaglio e animata da una luce magistralmente direzionata, in un gioco di luci e ombre che non appesantisce lo spazio.

È stata la luminosità a dare un senso di libertà e vivibilità all’abitazione e a un lotto difficile da progettare a causa della sua forma oblunga. La posizione era favorita dall’assenza di un contatto diretto con edifici precedenti, con una capacità di captazione della luce maggiore.

La facciata è rettangolare, con una tettoia bianca, una citazione dello studio FORM a Le Corbusier che nella Villa Stein utilizzò una pensilina in cemento armato per “segnalare” la porta d’ingresso.

Nel 2003 la giovane coppia giapponese prese possesso della villa corredata di arredi progettati su misura a conferma della volontà del progettista di realizzare un’abitazione minimalista, dove ogni elemento risponde al tipico minimalismo nipponico dovuto all’influenza della filosofia zen.

t

o

p