INNOVAZIONE

Nascerà in estate il primo villaggio al mondo stampato in 3D

Il progetto offrirà alloggi a popolazioni vulnerabili da pericoli ambientali e fisici

27 MAGGIO 2019
innovazione, architettura, progettazione e stampa3d

L’architettura moderna è sempre più protesa verso progettazioni di alto livello e dal carattere spesso scenografico. Molte città hanno accettato l’idea di trasformarsi progressivamente in metropoli moderne seguendo la strada avviata da realtà come New York o Dubai. Grandi grattacieli, quartieri lussuosi e futuristici sono sempre più presenti nei piani urbani di gran parte del mondo. L’altro lato della medaglia è rappresentato da una grossa fetta dell’umanità che non può permettersi l’acquisto di una casa. Se da un lato, infatti, la crescita demografica aumenta la domanda dall’altro le case non sono esattamente a buon merecato per tutti. Per far fronte a queste difficoltà il designer Yves Béhar di Fuseproject ha avviato un progetto rivoluzionario volto a creare il primo villaggio al mondo di case interamente stampate in 3D. Da anni assistiamo a incredibili e svariati utilizzi delle stampanti 3D e ci auspichiamo che questi macchinari possano diventare una possibile soluzione alla creazione di alloggi di buona qualità, a basso costo e che superino i livelli di resilienza raggiunti fino ad ora.

Fuseproject, la società di tecnologie per la costruzione di Austin, ICON, e la non-profit New Story hanno unito le proprie competenze per la realizzazione di un progetto che permetterà la nascita di un villaggio, il primo al mondo, stampato in 3D con oltre 50 case destinate a famiglie povere in America Latina.

L’ambizioso progetto è nato dalla missione di New Story di sfruttare le potenzialità di tecnologie sostenibili e all’avanguardia per porre fine al problema dei senzatetto a livello mondiale. ICON, aveva presentato in occasione di SXSW 2018, a Austin, un prototipo di edificio stampato in 3D realizzato con tecniche al tempo stesso economiche e rapide da implementare. Con l’aiuto di Fuseproject, ICON, ha aggiornato i suoi progetti per soddisfare meglio le esigenze della comunità e l’ambiente tropicale dove il villaggio verrà realizzato.

 Molteplici sono stati in questo periodo i workshop che Fuseproject ha effettuato insieme ai futuri abitanti del villaggio.

“Mentre parlavamo ai membri della comunità, ci siamo resi conto che il nostro progetto di casa non rispondeva ai bisogni e aspettative” spiega Bèhar, il cui team ha lavorato con la comunità su argomenti che vanno dalla selezione del territorio ai layout .“Il nostro processo di verifica e di brainstorming della community ha rilevato la necessità di progettare un sistema che consenta diversi programmi, si adatta ai fattori climatici e consente anche di continuare a costruire in un secondo momento mentre le famiglie crescono nel tempo”, osserva Bèhar in una sua dichiarazione “Ogni lotto sarà di 120 metri quadrati, mentre lo spazio interno di ogni casa sarà di circa 55 metri quadrati”.

Ogni casa specifica dell’area sarà dotata di una cucina all’aperto e di un’area esterna ampliata per allevare polli e colture. Le aree abitative interne a pianta aperta sono ottimizzate per la ventilazione naturale. La stampante 3D consentirà la realizzazione di elementi integrati che vanno dai controsoffitti in cucina e in bagno a posti a sedere e scaffalature. Le pareti e gli elementi strutturali per ogni casa possono essere stampati in sole 24 ore con uno spreco quasi zero.

ICON ha sviluppato una stampante portatile che creerà case durevoli realizzate con il cemento locale. Il dispositivo è progettato per funzionare in aree remote che potrebbero non avere accesso ad acqua, energia e infrastrutture di lavoro.

L’organizzazione no profit, New story, non ha ancora reso nota la posizione esatta dove verrà costruito il villaggio, ma ha rivelato che le famiglie a cui sono destinate le case sono composte principalmente da contadini e tessitori di palme di diverse età, che vivono spesso in case multigenerazionali e con un reddito inferiore ai $200 al mese. New Story crede che le case potrebbero essere una soluzione possibile alla povertà di questi nuclei familiari e potrebbero fornire benefici che cambieranno la vita alle generazioni a venire.

Secondo Fast Company, New Story finanzierà le case e i residenti li pagheranno con prestiti senza interessi a seconda del loro reddito. I ricavi verranno depositati in un fondo condiviso per pagare altre risorse della comunità.

“Riteniamo che sia nostra responsabilità sfidare i metodi tradizionali”, afferma il CEO di New Story Brett Hagler. “I metodi lineari non raggiungeranno mai le persone oltre il miliardo che hanno bisogno di case sicure: sfidare le nostre ipotesi, iterare sulla base di dati e assumere rischi calcolati su idee innovative ci consentiranno di raggiungere più famiglie con le migliori soluzioni possibili, in modo esponenzialmente più veloce.”

L’applicazione della stampa 3d all’architettura sostenibile può rappresentare un primo passo verso un futuro più vicino alle esigenze dei meno abbienti ponendo le basi per una crescita solidale in tutto il mondo.

 

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