PROGETTAZIONE

METI School, Bangladesh: la sostenibilità si impara a scuola

Imparare la sostenibilità, tra mura sostenibili: la buona tendenza in architettura che si rivela di successo. La METI School di Rudrapur in Bangladesh ce lo insegna.

Paola Savina

26 GIUGNO 2019
sostenibilità, formazione, scuola, architettura, educazione e progettazione

In tempi in cui la sostenibilità del territorio sta diventando una filosofia di vita, necessaria per la salvaguardia dell’ambiente, le “scuole sostenibili” rappresentano un approccio doppiamente vincente: sensibilizzare i piccoli cittadini su quali siano i problemi da affrontare nel loro futuro, trasmettendo questi insegnamenti e valori direttamente tra le mura di un edificio completamente sostenibile.

Tra i numerosi progetti che affrontano questa tematica e si propongono di darvi un volto e un nome, spicca la deliziosa METI School di un piccolo villaggio chiamato Rudrapur, tra i terreni tropicali del Bangladesh.

Il progetto è frutto del lavoro dell’architetto austriaco Anna Heringer e della collega tedesca Eike Roswag, premiate con l’Aga Khan Award for Architecture per questo progetto.

La scuola è un vero e proprio esempio di soluzioni concrete e adottabili per combinare lo sviluppo rurale e l’educazione infantile. Ed è la conformazione e organizzazione della struttura stessa a dimostrarlo.

La scelta dei materiali ha rispettato appieno la cultura del kilometro zeroargilla e bambù rappresentano basi e fondamenta utilizzati per dare vita rispettivamente ai muri portanti e agli orizzontamenti.

L’edificio è costruito su due livelli ed è pensato per soddisfare le ordinarie esigenze di una classica giornata di apprendimento a scuola. Il primo piano offre uno spazio ampio, che consente il movimento, che trasmette un senso di apertura; apertura verso l’esterno attraverso le pareti di bambù, apertura per ricircolo dell’aria tra interno ed esterno, apertura e libertà di movimento. Al marrone chiaro del bambù si alternano i colori vivaci dei tessuti che fungono da soffitto, come riparo dai raggi di sole e come filtro per creare giochi di luce e sfumature.

Il piano terra è dedicato invece a momenti riflessivi e di studio, individuali o collettivi, grazie alla presenza di cavità, di piccole grotte scavate nelle spesse mura di terra. Queste aree di raccoglimento in netta contrapposizione con gli spazi del piano superiore, morbide e accoglienti, sono luoghi dedicati alla concentrazione, alla ricerca dell'ispirazione e della serenità.

 

La chiave del successo: armonia tra terra e cultura

Sono passati 13 anni dalla realizzazione della METI School Handmade e la struttura ha richiesto nel tempo solo qualche piccolo lavoro di ordinaria manutenzione, ma è ancora in splendida forma e pronta ad accogliere ogni giorno i suoi studenti.

Un modello decisamente ammirevole.  Ma qual è il segreto di perseveranza, solidità ed efficacia di questa piccola meraviglia architettonica?

La risposta arriva come risultato di un percorso di studio e crescita personale e professionale dell'architetto Anna Heringer, “mamma” dell'opera.

Qualcosa è efficiente e sostenibile solamente quando si usano le risorse locali, senza diventare dipendenti dall’esterno”, sostiene Anna.

L'architettura sostenibile, quella che funziona e quella che rimane, non si basa sulla mera creazione di edifici, di strutture dozzinali figlie del capitalismo, ma di complessi che rispecchino e rispettino il luogo e la cultura locale.

La METI School nasce con un obiettivo innovativo, di portare e comunicare educazione in modo sostenibile, ma senza dimenticarsi dei valori e delle tradizioni che saranno sempre parte della terra che la accoglie.

 

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