PROGETTAZIONE

Materiali innovativi, sostenibili e leggeri per la nuova Notre Dame

L’architetto Wilmotte conferma la fattibilità di un cantiere di restauro della Cattedrale di 5 anni. Il tema è al centro del dibattito in Francia

Asia Ruffo di Calabria

29 LUGLIO 2019
notredame, parigi, restauro, materiali, sostenibilità e wilmotte

Il cantiere di restauro eccezionale della Cattedrale di Notre Dame era cominciato nel mese di luglio 2018. Per via di una sigaretta non spenta o per un problema elettrico il 15 e 16 aprile scorso un incendio è divampato colpendo la guglia, i tetti della navata centrale, il transetto e la carpenteria.

Il tutto è cominciato dalla foresta di impalcature montate nel perimetro, costituite da circa 100.000 tubi di acciaio installati progressivamente a partire dall’estate scorsa. La guglia del 1859 era un vero gioiello dell’architetto Viollet-Le-Duc, la carpenteria era in legno con un rinforzo in piombo. Il penultimo restauro della guglia risale al 1935. L’architetto capo del restauro è Philippe Villeneuve, il quale dichiarava, una settimana prima dell’incendio, di sperare di non intervenire più sulla guglia per almeno ottant’anni.
Era un cantiere del tutto eccezionale che qualsiasi ditta edile avrebbe sognato, come ammetteva Julien Lebrun della ditta Charpantes Lebrun, specializzata in coperture e in strutture in legno per monumenti storici, vincitore della gara d’appalto. Il suo compito era quello di sostituire il piombo della struttura della guglia.

L’incendio è stato un momento drammatico per i parigini e per i turisti, accorsi in migliaia  attorno all’Île de la Cité , dimostrando un attaccamento enorme a questo monumento nazionale. E stato anche un momento di preghiera molto commovente al quale ho avuto l’occasione di assistere.

Il giorno dopo sono state ritirate dalla guglia 16 statue per essere  depositate al suolo. Attualmente in restauro, il loro ritorno a Parigi è previsto per la fine del 2022. Moltre altre opere d’arte presenti all’interno della Cattedrale sono state invece distrutte dall’incendio.
L’ architetto Jean-Michel Wilmotte è intervenuto nel dibattito nazionale riguardo al restauro e al ripristino delle parti danneggiate . L'agence Wilmotte & Associés è una agenzia francese molto nota, i cui progetti hanno interessato 21 paesi. L’agenzia ha una esperienza riconosciuta nel restauro di monumenti storici.

Il presidente della Repubblica francese ha stabilito un calendario di intervento: restituire Notre Dame nella sua integralità in cinque anni. Secondo l’architetto Wilmotte se la si vorrà ricostruire con dei sistemi tradizionali, le tempistiche saranno maggiori. Bisogna infatti considerare i tempi di essiccazione del legno appena tagliato e il lavoro di modellazione. Il restauro sarebbe possibile in 5 anni ricorrendo a soluzioni tecniche che non prevedono l’uso del legno.

L’architetto sottolinea che si costruiscono enormi stadi con 40.000 posti in 2 anni e mezzo e che quindi il lasso di tempo deciso da Emanuel Macron è realistico. Bisogna però considerare che il cantiere di Notre Dame ha una posizione difficile, con difficoltà di accesso (ricordiamoci che siamo nel centro di Parigi). D’altro canto la presenza della Senna potrebbe essere sfruttata per i rifornimenti del cantiere, ma tutto dipende dalla scelta di che tipo di tecnologia adottare per la ricostruzione. Il cemento sarebbe una soluzione da scartare in quanto è un materiale pesante, difficile per la struttura periferica della Cattedrale divenuta ancora più fragile a causa dell’incendio. Secondo l’architetto occorre una analisi accurata dello stato attuale della Cattedrale per individuare il tipo di materiale più adatto per la nuova struttura del tetto. Se sarà in metallo peserà 2 volte di meno rispetto al legno. Inoltre una struttura metallica puo essere pre-preparata in atelier e poi montata direttamente in sito. Per questi motivi Wilmotte sottolinea l’importanza di utilizzare dei materiali contemporanei : il titanio assicura  una leggerezza irragiungibile rispetto ad una « foresta » di legno e un’ottima resistenza al fuoco. La scelta di finire il cantiere in 5 anni è dovuta anche dal fatto che sarebbe nello stesso anno del Giochi Olimpici a Parigi (2024), due rendez-vous con la storia.  

Due sono le operazioni previste : la protezione della volta con la ricostruzione della guglia e poi numerosi restauri all’interno della chiesa (pitture, mobili, organi e i muri). Portare una nuova tecnologia e dei nuovi materiali coerenti con il periodo di cantiere previsto da Macron e con dei coefficienti di resistenza più elevati sarebbe un segno molto importante nella storia del restauro di oggi. L’utilizzo di materiali moderni, sostenibili e perenni non sarebbe affatto una profanazione dell’autenticità di un monumento internazionale come Notre Dame de Paris.

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