PROGETTAZIONE

Marco Zito + Made Associati progettano un asilo per futuri manager

Una struttura innovativa, immersa in un pioppeto, dove l'apprendimento nasce dalla natura

19 AGOSTO 2019
architettura, paesaggio, progettazione, scuola, educazione, asilo e privati

Immaginate di lavorare per una multinazionale, in Friuli-Venezia Giulia, più precisamente a Buttrio(PD). Immaginate che la multinazionale in questione sia italiana nonché leader mondiale nella produzione di impianti siderurgici e che decida di investire su un programma che incentivi la cultura del benessere aziendale attraverso l’ampliamento e il miglioramento dello spazio e dei servizi a disposizione dei dipendenti. E se questi servizi includono anche spazi destinati all’istruzione dei vostri figli a pochi passi dalla sede di lavoro ecco che la serenità dei genitori viene appagata.

L’idea nasce dalla volontà di Giampietro Benedetti, presidente di Danieli&C Officine meccaniche Spa, di omaggiare i propri dipendenti e gli abitanti del territorio circostante con un progetto educativo strutturato su metodi didattici innovativi. La filosofia di fondo che accompagna questo progetto è quella di offrire una formazione valida e stimolante alle future generazioni che vorranno avvicinarsi alle figure professionali di cui l’azienda necessita. Il progetto, oggetto di valutazione durante un concorso a inviti, è stato affidato a Marco Zito + Made Associati (Michela De Poli e Adriano Marangon), che ha cercato di mantenere quanto più saldo possibile il legame tra natura e bambini.

Il parco, con i suoi alberi di pioppo, è stata l’ispirazione attorno al quale si è sviluppato l’intero progetto. La connessione con la natura circostante e le esigenze dei piccoli fruitori hanno dato vita a una struttura fluida che sembra essere la naturale conseguenza degli spazi esterni. Il design innovativo dell’asilo nido Cecilia Danieli, ha ricollegato gli ospiti di tutte le età all'aria aperta attraverso esperienze interattive che rivelano i benefici fisici, emotivi e di sviluppo che comporta il coinvolgimento con gli ambienti esterni.

La struttura è avvolta da un portico esterno delimitato da una striscia che riproduce delle sagome di alberi che sembrano smaterializzare l'edificio scolastico.  Gli "alberi" in acciaio verniciato bianco, che abbracciano la struttura, sono la reinterpretazione dell'usanza dei bambini di piegare un pezzo di carta più volte e quindi di tagliarlo lungo le linee di una forma disegnata in anticipo, riproducendo così una fila di bambini di carta che si tengono per mano. Le aule e gli spazi dedicati alle attività didattiche o ricreative si affacciano su un grande spazio centrale dell’edificio che ne permette il dialogo. La fruibilità dell’esterno è frutto dell’organizzazione interna; essa infatti prevede degli spazi strutturati in modo tale che il parco sia sempre visibile grazie a una fluidità naturale dei locali e alla presenza delle pareti in vetro che permettono una continua fruizione della luce solare. Il cortile della scuola elementare, già presente in origine, è caratterizzato da una forma a C che, eliminando le spigolature, garantisce una integrazione morbida con il paesaggio. Interessante inoltre la presenza di un portico coperto che si alterna ad un orto didattico e a un’aerea giochi.

L’idea, come spiegato da Michela De Poli, è di spingersi verso una continua “ricerca di un equilibrio tra natura e artificio”.

 

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