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Lo studio Di Gregorio ripensa il villino “all’italiana” nelle terre emiliane

Gli architetti, famosi per il Padiglione Cibus per l’Expo 2015, disegnano con il cemento una villa in campagna

Asia Ruffo di Calabria

04 SETTEMBRE 2019
architettura, parma, abitare, casa e materiali

In una bellissima vallata emiliana, lo  studio di Francesco Di Gregorio ha firmato  un villino su due piani di 220 metri quadri.

Alle porte di Parma, la campagna di Monticello ospita numerosi casali, spesso oggetto di eleganti ristrutturazioni. Immersa nei famosi vigneti della regione, la struttura originaria era un edificio rurale ed è stata lasciata quasi del tutto intatta per una lussuosa abitazione contemporanea.

L’architetto Di Gregorio ha voluto avvolgere tre lati dell’architettura esistente con un doppio anello di tralicci in cemento armato, la cui semplicità e il colore neutro contrasta con i mattoni “antichi”. Una scelta certamente forte, ma molto minimalista quella di utilizzare il cemento armato per dei pergolati dal gusto classico. I tralicci formano degli spazi rettangolari, dei patii scoperti che hanno la funzione di filtro tra il casale e lo spazio verde. I reticoli sono stati assemblati in situ e “imbottiti” con pannelli in legno e vetro creando cornici da cui ammirare la natura. L’uso di ceramiche e quarzite proveniente dal fiume Val Taro rende più preziosa la sua architettura minimalista.  Per legare le diverse componenti di questa architettura quasi “trilitica”, elementi in ottone e acciaio costituiscono una raffinata finitura.

Non solo i volumi pieni, ma anche vuoti profondi hanno lo stesso peso nella realizzazione di una villa “italiana” del XXI secolo. Il vuoto si trova tra la struttura in mattoni e il nuovo reticolo in cemento, una distanza tra il passato agricolo e il presente di uno stile di vita agiato.

Il piano terra ospita il soggiorno, la cucina e le scale che portano al primo piano. Il blocco scale è completato sull’altro lato da un bagno, permettendo alla zona giorno di essere completamente indipendente dalla zona notte del piano superiore. Le camere da letto sono raggiungibili anche da una seconda scala situata nel lato ovest dell’abitazione.

Lo studio Di Gregorio ha lavorato su progetti molto diversi in Emilia Romagna: come non ricordare il padiglione del 2016 per le Fiere di Parma, edificio di 4.000 metri quadri inizialmente installato per l’Expo 2015 di Milano chiamato Cibus e dedicato alla tradizione culinaria italiana? Sulle facciate esterne lo studio ha proposto una creazione di murales e video art in tredici lavori ispirati al cibo e al pianeta, i cui colori contrastano con la purezza delle linee semplici del reticolo bianco. Il principio è quello di combattere gli sprechi (non solo alimentari!) in quanto  l’opera è destinata ad essere trasportata a Parma, nel distretto Fiere di Parma. Una nuova infrastruttura pubblica, flessibile e smontabile, completata nel 2016.

Sebbene il Padiglione delle Fiere di Parma abbia dimensioni e funzioni totalmente diverse dal casale di Monticello, non si può non riconoscere la presenza dello stesso motivo della struttura reticolare cava che costeggia tutto il perimetro dell’edificio. Ancora una volta un pergolato aperto che si interpone tra spazio verde e interno dell’edificio, creando giochi di luci e ombre inaspettate.

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