PROGETTAZIONE

Lindower 22: un polo culturale dalle ceneri di una ex fabbrica

Nel quartiere berlinese di Wedding 10000 mq sono stati restituiti alla vita culurale della capitale tedesca

26 AGOSTO 2019
berlino, architettura, rigenerazione, germania, progettazione, urbanistica e innovazione

A Berlino, nella parte nord del distretto di Mitte, si trova Wedding, uno dei quartieri più multietnici della capitale tedesca. L’area ha vissuto un periodo di declino a seguito dalla crisi industriale e politica che ha colpito Berlino negli anni post bellici. Successivamente, una comunità appartenente alla classe operaia composta principalmente di immigrati di diverse nazionalità, ha preso a ripopolare il quartiere trasformandolo in un vero meltingpot.

Mentre nel resto della città la corsa alla trasformazione e allo sviluppo urbanistico si faceva sempre piu insistente già dopo la caduta del muro, a Wedding i primi approcci con la rigenerazione urbana risalgono soltanto a pochi anni fa. A partire dai primi anni del nuovo millenio, il quartiere è diventato la culla della vita creativa della Berlino contemporanea, merito della sua posizione strategica, degli ampi spazi postindustriali disponibili e del basso costo degli affitti.

Grazie all’intervento delle istituzioni locali è stato avviato un graduale processo di trasformazione attraverso programmi che prevedevano una rigenerazione dell’area lenta e progressiva avendo come fine ultimo quello di perservare il tessuto urbano esistente che costituisce senza dubbio il punto focale attorno al quale lavorare.

Il progetto Lindower 22 nasce proprio in questo contesto con l’obiettivo di riconversione degli spazi abbandonati di Lindowerstrasse 22. Ideato da Heim Balp Architekten e Asastudio, il progetto prevede la trasformazione della ex Max Hasse Machinen Fabrik, un complesso industriale abbandonato in mattoni rossi del primo novecento, in un edificio interamente dedicato all’arte e alla cultura. L'intervento riguarderà oltre 6000 mq di edifici esistenti, e circa 5000 mq di edifici nuovi a destinazione mista. Attività creative e artistiche, lavorative e commerciali e 27 unità abitative coabiteranno all’interno della struttura.

Tutti gli edifici che compongono l’area saranno oggetto di trasformazione: le residenze Konolin D (edifici fronte strada) saranno recuperate e ampliate; le due unità di maggior pregio ovvero la cattedrale e Kondo avranno vita nuova grazie a differenti tecniche rigenerative mentre quelle meno pregiate saranno abattute e ricostruite. Il risultato è dunque una completa riqualificazione del complesso sposando l’idea degli architetti Pietro Balp e Michael Heim di creare un’architettura nuda e chiara senza alcuna velleità iconica.

Il Lindower 22 nasce con l’idea di rappresentare una sorta di filo conduttore tra la città e il potenziale sociale degli spazi che la compongono. La struttura è composta da quattro edifici: un primo (HOUS A) che si sviluppa su due piani con un tetto rivestito di pannelli in metallo riflettente; il secondo (HOUS B) è ancora in costruzione e ospiterà un teatro e altre realtà dal sapore artistico; la HOUS C è dominata da grandi finestre che si affacciano sugli spazi di lavoro al piano terra; l’ultima, la HOUS D, vede un graduale passaggio dal volto industriale del nucleo alla strada attraverso strutture di nuova realizzazione.

"Ogni elemento che era ancora in grado di operare, è stato rimesso in funzione, aggiunto e aggiornato solo dove strettamente necessario. Le conseguenze di questo approccio etico, è un'estetica apparentemente incompiuta, che ben permette di capire la storia dell'edificio conservando la sua aura”  hanno specificato gli architetti, autori del nuovo urban think tank della capitale tedesca.

 

 

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