SOSTENIBILITÁ

Le strade di plastica in Italia e nel mondo

Riciclo ed economia circolare applicati alle infrastrutture: alcuni casi emblematici

Beatrice Casella

08 APRILE 2019
sostenibilità, economiacircolare, progettazione, mercato, infrastruttture, strade, riciclo, plastica, rifiuti e ambiente

A settembre scorso i Paesi Bassi hanno inaugurato i trenta metri di pista ciclabile realizzati con moduli prefabbricati costituiti al 70% da plastica riciclata. Il soggetto interessato è Zwolle, una città medievale di 118.943 abitanti, capoluogo della provincia di Overijssel, sulla destra dell'IJssel, al punto di incrocio di numerosi canali.

Anche l’India ha cominciato ad adottare questa tecnica ma già da molto prima. Il governo indiano, infatti, stanziò nel 2002 una cospicua cifra di dollari per costruire la Jambulingam Street, a Chennai utilizzando plastica scartata che viene triturata ed aggiunta al bitume riscaldato. L’idea nacque a Rajagopalan Vasudevan, professore di chimica presso il Thiagarajar College of Engineering, nella città meridionale di Madurai. Ad oggi, la grande nazione dell’Asia Meridionale vanta di oltre 33.000 km di tragitti interamente creati con la colla polimerica ricavata da plastica triturata.

In Scozia, l’azienda MacRebur sta cercando di realizzare ultimamente a Edimburgo un asfalto con plastica proveniente da rifiuti domestici, agricoli e commerciali, riducendola in piccoli pallet da sostituire nell’amalgama all’inquinante bitume. L’idea sta piacendo al governo che vorrà sperimentarlo in altre vie della città.

Sono esempi importanti che segnano dei traguardi significativi per la messa in pratica di tematiche risolutive quali: l’approvvigionamento sostenibile delle materie prime, i processi produttivi e la progettazione ecologica, l’adozione di modelli di distribuzione e consumo più sostenibili, lo sviluppo dei mercati delle materie prime secondarie. Tutti elementi chiave del concetto di economia circolare, ormai sempre più indispensabile negli ultimi anni.

E l’Italia? Ci sta provando a Capànnori, un comune di 46.177 abitanti della provincia di Lucca dove la plastica riciclata dai cittadini capannoresi potrebbe essere presto utilizzata per generare uno speciale asfalto ecologico, più resistente di quello tradizionale, da utilizzarsi su tutte le strade del territorio.

Si tratta di un progetto pilota portato avanti dal comune di Capannori insieme alle università di Reggio Calabria, Tripoli ed Alessandria d’Egitto, alla Spagna ed al Comune di Motta San Giovanni. Denominato Source-separated Collection For Climate change adaptation & mitigation through intelligent recycling «C4C», è giunto alla fase finale della selezione per essere finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera ENI – CBC  “Mediterranean Sea Basin” (2014-2020) dell’Unione Europea.

Nel caso di esito positivo, la sperimentazione potrebbe essere avviata in maniera definitiva e concreta tra qualche mese, e riguarderà un tratto di strada molto frequentato dagli automobilisti poichè collega i dintorni con diverse attività produttive. Il consorzio Ecopneus, invece, si è prefissato il compito di raccogliere i penumatici usati e trasformarli in parquet per i campi di basket, asfalti anti-rumore e materiali di isolamento.

Avendo un sistema di riciclo dei rifiuti particolarmente avanzato, con l’83 per cento della plastica immessa al consumo che torna al riciclo, progetti di questo tipo sono essenziali nel nostro paese e soprattutto nelle città più grandi come Roma o Milano. I rifiuti  continuano ad essere, infatti, una delle più grandi minacce per le metropoli di tutto il mondo.

I benefici di una cosiddetta “plastic road”, sono molteplici: la produzione prefabbricata, la leggerezza e il design modulare rendono la costruzione e la manutenzione più veloce, semplice ed efficiente rispetto alle strutture stradali tradizionali. La cavità interna può essere utilizzata per immagazzinare temporaneamente l'acqua, evitando così inondazioni durante precipitazioni estreme. Ha un'impronta di carbonio significativamente inferiore rispetto alle strutture stradali tradizionali grazie alla maggiore durata e alla riduzione del traffico prodotto durante la  costruzione.

Grazie ad una maggiore sensibilizzazione nei confronti dei temi ambientali e anti-inquinamento, le istituzioni stanno portando avanti numerose campagne “plastic free”. Il Ministero dell’ambiente, ad esempio, grazie alla spinta di associazioni ambientaliste come Marevivo, ha lanciato un appello contro il monouso delle plastiche al quale hanno aderito diversi comuni e alcune università tra cui il politecnico di Torino e la Sapienza Università di Roma.

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