DIGITALE

Le nuove frontiere della progettazione passano dal BIM

Questa è la quinta edizione della One Team Bim conference, l’evento firmato One Team dedicato al BIM. Abbiamo intervistato Riccardo Perego, AD di OneTeam.

04 MAGGIO 2017
bim e innovazione

 

I risultati delle indagini e i casi che avete presentato oggi cosa hanno fatto emergere? 

Come One Team abbiamo ottenuto buoni risultati. Se negli anni passati abbiamo parlato soprattutto dei vantaggi economici che l’utilizzo di questo strumento può portare, oggi vogliamo passare ad uno step successivo. Le nostre considerazioni verteranno su come il Bim possa supportare la società a livello informativo e di efficienza. Legheremo i risultati all’attualità, facendo esempi concreti. I danni derivati da terremoti e crolli infrastrutturali possono essere arginati grazie ad una progettazione che integri Bim e sistemi informativi georeferenziati. 


 A che punto siamo in Italia?

Dal punto di vista normativo stiamo cominciando a comprendere l’importanza del Bim, infatti quest’anno siamo riusciti a rendere ufficiale e aggiornata la norma UNI 11337 sui modelli digitali per la progettazione e il nuovo codice degli appalti dovrebbe prevedere dal 2019 l’utilizzo obbligatorio del sistema per tutte le grandi opere. Bisogna dire anche che i dati mostrano ogni anno un incremento: nel 2016 sono state appaltate gare che prevedevano l’uso del Bim per un miliardo di euro e lo trovo un buon risultato. Stiamo partendo, ma certamente non è sufficiente. Abbiamo bisogno di fare dei passi in avanti, soprattutto per quanto riguarda le grandi opere e la Pubblica amministrazione. 


Perché il Bim non viene ancora utilizzato? E’ un problema culturale o di competenze?

Sicuramente è un problema di natura organizzativa: in Italia parliamo di strutture piccole o micro, abbiamo tantissimi professionisti, ma il Bim richiede maggiore complessità per la gestione di progetti articolati, e spesso noi non abbiamo queste potenzialità, o non siamo in grado di crearle. Sarebbe opportuno provare a fare rete, a unirsi e ad affidarsi a professionisti per l’utilizzo degli strumenti. Le grandi società di ingegneria, quelle nell’ordine dei 30 dipendenti, già lo hanno capito e ormai tutti utilizzano il Bim. Anche i singoli progettisti si stanno aggiornando, per imparare tutti ad adoperarlo nel modo corretto, tenendo conto delle sue potenzialità e degli aggiornamenti. Bisogna migliorare soprattutto nei settori della pubblica amministrazione (in qualità di ente appaltante) e delle imprese di costruzione. 

 

Cosa significa innovazione per voi? 

Ci sono due piani diversi su cui stiamo lavorando. Il primo riguarda l’uso del Bim per le opere pubbliche: alcuni enti appaltanti già lo richiedono, ma c’è ancora molta strada da fare a livello informativo. Sarebbe importante rendere i dati disponibili e condivisibili per migliorare i livelli di gestione e manutenzione delle opere. Abbinando i sistemi Gis e i modelli Bim si potrebbero ottenere risultati ottimali per la prevenzione di danni, incidenti, crolli, ecc. 

La seconda novità riguarda l’applicazione del Bim nel settore del Manufacturing e del design. Oggi, durante la Convention abbiamo presentato un accordo con  ADI (associazione design industriale) per il miglior design tecnologico italiano, un progetto per portare il Bim all’interno delle aziende associate e migliorare il livello di progettazione dei prodotti. L’idea è quella di far dialogare il mondo dell’edilizia con quello del settore manifatturiero, spesso distanti e poco sinergici. 

 

Qual'è la nuova iniziativa Bim di cui avete parlato durante l’evento di Milano? 

Durante la nostra One Team Bim Conference abbiamo annunciato la nascita di un nuovo spazio web completamente dedicato al Bim. L'esigenza che ha portato alla nascita di questo nuovo portale è la sempre maggiore richiesta di informazioni e di opportunità di formazione professionale proveniente dal mercato della progettazione. Let it Bim, Il portale di informazione sul Bim si pone l'obiettivo di apportare valore tecnico aggiunto alle risorse e alle informazioni già presenti in rete.

Il portale si sviluppa essenzialmente in tre parti: la prima comprende al suo interno sezioni di E-Learning e altre risorse utili all’apprendimento e all’aggiornamento professionale; la seconda, denominata Community, dà la possibilità agli addetti ai lavori di iscriversi a un nuovo network digitale di professionisti Bim e di visualizzare e pubblicare annunci di offerte di lavoro Bim; la terza sezione è completamente dedicata ai servizi Web Bim come ad esempio il portale da cui poter scaricare oggetti Bim, un e-shop dove poter acquistare comodamente on-line gli strumenti preferiti e accedere facilmente tramite cloud di condivisione e collaborazione. La mission di Let it Bim è quella di favorire le 3 C del Bim: condivisione, collaborazione, comunicazione.

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