OPERE PUBBLICHE

La tecnologia al servizio della conservazione

Parte il progetto ADAMO di ENEA sulla sensoristica hi-tech da applicare ai siti archeologici in via sperimentale a Roma

Beatrice Casella

21 FEBBRAIO 2019
innovazione, tecnologia, cultura, arte, territorio, sviluppo, restauro e beni culturali

Con lo sviluppo delle nuove tecnologie è diventato molto più semplice godere dell’arte grazie alle nuove modalità di visite virtuali e allo sviluppo della realtà aumentata legata al turismo e alla conservazione storico-artistica. A volte, però l'uso della tecnologia per la valorizzazione dell’arte può togliere fascino a un' opera, ridurre ai minimi termini la sua unicità e l'irrepetibilità nel luogo in cui si trova. L’elevato sviluppo tecnologico pur rischiando di far perdere in toto il fascino dell’opera può però aumentarne completamente la sicurezza e tutela. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) sta cercando infatti portare avanti il progetto ADAMO per la conservazione e il restauro del patrimonio culturale italiano tramite l’utilizzo di sensori hi-tech. Si tratta di un’iniziativa finanziata dalla Regione Lazio che conta come partner il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'Università della Tuscia e le Università di Roma “La Sapienza”, Tor Vergata e Roma Tre.

Il piano è caratterizzato da una serie di attività di analisi, verifica e restauro da svolgere presso siti specifici, per i quali sono state già individuate le procedure e la strumentazione più idonea. Verrà per ora applicata a sei siti storici presenti all’interno dell’area metropolitana di Roma, come ad esempio le Mura Aureliane. I sensori hi-tech saranno impiegati per monitorare gli effetti prodotti sulla struttura dal traffico ed eventi naturali come i terremoti, ma anche da temperatura e umidità, per monitorare la risposta della struttura nel caso di eventi sismici, e condizioni climatiche particolari.

Il progetto prevede anche la ricostruzione del percorso costruttivo di Villa della Piscina, situata all'interno del Parco archeologico di Centocelle, attraverso la verifica delle condizioni di salute di affreschi ed elementi architettonici, del Palazzo Vescovile e di Villa Mondragone a Frascati e di Palazzo Chigi ad Ariccia, attraverso lo studio dei particolari arredi, delle decorazioni in cuoio da parete, delle tele e dei busti marmorei.

“Questi luoghi, sui quali verrà effettuata anche un’analisi di tipo storico e socio-economico, rappresenteranno un banco di prova per le nostre tecnologie ma anche un’opportunità di incontro e di collaborazione con le aziende e i professionisti del settore, come archeologi e restauratori”, spiega Roberta Fantoni, responsabile della Divisione Enea Tecnologie fisiche per la sicurezza e la salute.

Fluorescenza indotta da laser nell’ultravioletto e spettroscopia Raman, rispettivamente basate sui fenomeni di fluorescenza e diffusione, sono solamente alcune delle tecnologie, messe a servizio dell’arte, per l’ottenimento di preziose informazioni sui materiali, sullo stato di conservazione, su eventuali tracce di restauro passato, senza rischiare di compromettere l’opera.

Una forte collaborazione tra arte ed ingegneria ben riuscita, quella di ADAMO, che sta a cuore a ricercatori, ingegneri, finanziatori, o semplici appassionati di storia e cultura. Tutte le attività di ENEA, in particolare quelle relative ai beni storici, si basano sul concetto di prendere coscienza dell’importanza della valorizzazione, della tutela e della conservazione dei beni affinché possano essere tramandati al mondo e alle generazioni future.

ENEA parteciperà, infatti, anche ai progetti SISMI, con l’obiettivo principale di sviluppare la sicurezza sismica nei centri storici, ed ECODIGIT, ovvero un ecosistema digitale per la gestione dei beni artistici e culturali.

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