PROGETTAZIONE

La scuola materna dei sogni è a Yorkville North, in Cina

Un mix di verde, colori, materiali e aule dedicate alle più svariate attività didattiche e ricreative è il segreto che rende speciale e di “altri tempi” l’asilo nel bel mezzo di Chongqing, una delle metropoli più industrializzate della Cina.

Paola Savina

28 AGOSTO 2019
architettura, progettazione, scuola, cina, educazione, ambiente, città e urbanizzazione

Quest’anno la Cina non è al primo posto della classifica dei paesi più inquinati del mondo. Non è comunque una buona notizia, perché è slittata solo in seconda posizione, dopo l’India. In Cina, dove la metropolizzazione non si ferma mai, Chongqing è tra le principali megalopoli in espansioneSi estende per circa 900 chilometri quadrati di cemento, grattacieli e costruzioni che stanno esaurendo progressivamente ogni spiazzo di suolo rimasto e che stanno portando il tasso di inquinamento a livelli intollerabili. Ci si deve rassegnare al fatto che non è possibile cambiare un ambiente così contaminato e lontano dal contatto con la natura, ma ci si può rimboccare le maniche per ricreare all’interno di un contesto ostile un habitat più sano, vivibile e adatto soprattutto a chi ha più bisogno di protezione: i bambini. 

Se la montagna non va da MaomettoMaometto va alla montagna. Il gruppo di investimento Hongkong Land ha rappresentato al meglio questa massima di buon senso, sviluppando il progetto della scuola materna di Yorkville North, a Chongqing.

Lo spazio è modesto, ma i suoi 3300 metri quadrati di pace tra palazzoni e vette da capogiro sono sufficienti per assicurare una vera e propria oasi sicura, dedicata all’educazione e allo svagoIl progetto è stato lanciato nel 2016 e guidato da un team di architetti estremamente motivato a garantirne la massima qualità: dalla struttura al disegno fino alla cura della forma estetica, sia in termini di interior che exterior design. La meticolosa selezione dei materiali, le numerose ispezioni sul luogo lungo tutte le fasi di costruzione e i continui interventi di ottimizzazione dei lavori in corso daranno alla luce un piccolo capolavoro, ad oggi non ancora terminato. Ideato per ospitare 9 classi, l’asilo di Yorkville sarà un’isola felice per i bambini nati in mezzo al grigio urbano e regalerà loro l’esperienza di vivere il verde, la natura e la tranquillità che la metropoli ha distrutto.

 

Tra le mura della “scuola che non c’è”

La scarsità di spazio ha reso necessario trovare soluzioni mirate per ottimizzare la superficie disponibile: il villaggio è costruito secondo un “layout verticale”, che dona ai bambini la possibilità di osservare l’area circostante da blocchi ed edifici di altezze diverse. In sostanza, non c’è una classe uguale all’altra: ciascuna possiede una sua anima, fatta di forme tutte diverse, per materiali e dimensioni, poichè devono recepire attività differenti. Dalle classiche aree interne, in cui avranno luogo tutte le attività didattiche, alle aule per educazione musicale e per lo sport a spazi ricreativi e formativi outdoor, per sfruttare tutto l’ambiente disponibile. Anche gli spazi vuoti tra le classi sono adibiti a luoghi per il gioco e il tempo libero, così come il cortile centrale dove ci sono, accanto a una grande gradinata, una casa sull’albero, uno scivolo e una piccola parete da arrampicata.

Il risultato estetico si traduce in un’armoniosa alternanza di materia e colore che compone le facciate esterne: terracotta, mattoni rossi e grigi, finto legno, pannelli in fibra di cemento e camaleontiche lastre di policarbonato colorato, che adattano la tonalità in base all’intensità e direzione dei raggi solari. Le caratteristiche dell’asilo sono studiate per permettere ai bambini di vivere in un ambiente in cui si respira “amore e divertimento” allo stesso tempo, che possa stimolare lo sviluppo della loro personalità, lo spirito di esplorazione e di scoperta di un luogo insolito. Da oggi esiste davvero una bolla di paradiso per pochi fortunati, in mezzo alla frenesia urbana.

 

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