PROGETTAZIONE

La rosa del deserto: il museo nazionale del Qatar di Jean Nouvel

Un museo in fibrocemento resistente al clima desertico

Asia Ruffo di Calabria

27 APRILE 2019
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Il Qatar è il paese più ricco del mondo, perché negarsi la costruzione di un museo da 434 milioni di dollari dell’architetto Jean Nouvel? Si tratta del Museo nazionale del Qatar, inaugurato il giorno il 28 marzo scorso, alla presenza del Primo Ministro francese, dell’ex presidente Nicolas Sarkozy e di altri pesonaggi europei di spicco. Non è la prima volta che la penisola del  Qatar  si concede una architettura contemporanea ultra stellata. Ieoh Ming Pei (l’architetto della Piramide del Louvre) ha realizzato il Museo dell’Arte Islamica, mentre Rem Koolhaas il Museo d’arte moderna e la Biblioteca Nazionale.

 Il Museo nazionale del Qatar è di dimensioni più vaste. Si compone di una serie di edifici con altezze multiple disposti ad ovale intorno a un edificio storico, l’antico palazzo dello sceicco Abdullah bin Jassim Al Thani, figlio del fondatore del Qatar moderno. La posizione del museo è strategica, situato sul porto, visibile da tutte le navi che circolano sul Golfo Persico. Il disegno si ispira alle forme capricciose dei cristalli delle rose della sabbia. Il Qatar è una regione brulla e desertica: la rosa del deserto del museo, contenitore delle collezioni, afferma l’identità dell’emirato e della sua millenaria storia.

 La struttura portante di ogni edificio è in metallo ricoperta da “petali” di cemento armato. I petali nel loro insieme formano dei dischi inclinati secondo diversi assi e uniti tra di loro attraverso una struttura secondaria. Dal diametro di 30 metri, i dischi si intrecciano in un disordine apparente, frutto di una progettazione strutturale precisa. Il cemento è di ultima generazione, rinforzato con  fibre sintetiche che riprendono il PVC (FRC Fibre reinforced concrete), che permettono di ridurre gli spessori a 4 cm senza armatura! Il cemento è stato leggermente tinteggiato  color sabbia naturale locale e il cemento scelto ha un basso coefficiente di dilatazione per resistere alla forte umidità proveniente dal Golfo Persico. Per resistere agli sbalzi termici caratteristici della zona (che possono sfiorare i 90 gradi), i giunti di dilatazione in silicone tra i dischi assorbono le conseguenti dilatazioni. In totale, tale cladding (rivestimento) interessa 120.000 mq di superficie. La complessità dell’opera ha richiesto un cantiere di 6 anni (2012-2018).  
Il nuovo museo riflette nelle sue forme non solo la morfologia  desertica del Paese, ma anche la sua storia economica. Il Qatar si è fatto notare per tre evidenti cambiamenti economici che hanno rivoluzionato l’economia marittima delle città costiere, punti di scambio tra i pescatori di pesci e quelli di perle. La prima rivoluzione si è verificata in epoca romana, legata appunto allo sfruttamento delle perle; la seconda durante il secondo conflitto mondiale, con l’incredibile scoperta del petrolio, a cui si aggiunse negli anni 60 quella dei giacimenti di gas.

In poco tempo la penisola si è ritrovata ad accogliere grandi flussi di stranieri.  Jean Nouvel non poteva non trasmettere questi cambiamenti in un edificio così importante per il Qatar. Il percorso museografico illustra queste fasi: la storia della penisola a partire dall’epoca romana, poi gli stili di vita nel deserto e nelle regioni costiere e la tecnologia e la potenza economica dell’ultimo secolo che è costata al Qatar l’embargo da parte degli altri paesi medio-orientali.

 

 

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