CERTIFICAZIONE

La rigenerazione delle città passa dalle infrastrutture

Esempi di riconversione che, grazie alla sostenibilità, restituiscono servizi e funzionalità alle città, tramite una progettazione partecipata

28 DICEMBRE 2018
certificazione, rigenerazione, sostenibilità, infrastrutture, progettazione e edilizia

Il Protocollo Envision si sta diffondendo negli Stati Uniti e in altre parti del mondo. A dimostrarlo ci sono i tanti progetti che negli ultimi anni hanno scelto di utilizzare i requisiti del protocollo per realizzare infrastrutture sostenibili e di usufruire del percorso dell’awarding, che fornisce maggiore risalto e trasparenza agli alti livelli raggiunti.

Molti dei progetti realizzati riguardano operazioni di rigenerazione urbana, riconversione di aree industriali dismesse o infrastrutture fatiscenti in veri e propri centri funzionali sostenibili.Alcune di esse sono un esempio di come si possa coinvolgere la cittadinanza in operazioni complesse di riconversione, restituendo nuovo slancio all'economia e all'efficienza di un territorio. Due sono i casi più emblematici che desidero mettere in evidenza.

 

La Low level Road a Vancouver, prima infrastruttura di trasporto certificata Envision

La Low Level Road è stata la prima infrastruttura di trasporto a raggiungere l’awarding secondo il sistema di rating Envision, con il livello platinum.

L’opera è stata realizzata nella zona nord del Port Metro a Vancouver, sede originariamente di tratti stradali e ferroviari. L’area è stata oggetto di riqualificazione al fine di garantire l’accesso diretto a uno dei maggiori terminal portuali e il potenziamento dei percorsi ciclopedonali. Il progetto è consistito in un riallineamento e sopraelevazione di un tratto di circa 2,6 km della strada denominata Low Level Road.

Questo ha permesso di ricavare lo spazio per un doppio sistema di binari, potenziando in tal modo la rete ferroviaria esistente, e di eliminare tre incroci stradali, aumentando la sicurezza della viabilità.

Gli aspetti che il team di progetto e le figure chiave coinvolte hanno affrontato utilizzando gli strumenti del protocollo sono stati molteplici: da un lato un miglioramento delle operazioni portuali che favorisse lo sviluppo del commercio internazionale, dall’altro una maggiore attenzione verso la sicurezza della comunità e la diminuzione della congestione del traffico.

 

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Figura 1.  Low Level Road, North Vancouver, British Columbia

 

Il progetto ha integrato diversi aspetti legati alla sostenibilità come la mobilità, i trasporti alternativi, la sinergia tra i diversi stakeholder, la minimizzazione dell’inquinamento acustico e dei rischi legati alla situazione geomorfologica del suolo. È stato così possibile creare un sistema infrastrutturale integrato con il contesto esistente e che tiene in considerazione le necessità dei residenti, degli investitori locali, dei gestori delle attività portuali e di trasporto ferroviario e viario, ottenendo un punteggio elevato nelle categorie Leadership e Quality of Life. Tutti i soggetti interessati sono stati infatti coinvolti sin dalle prime fasi progettuali, permettendo in questo modo che l’intervento rispecchiasse le esigenze dell’intera comunità.

L’integrazione e l’ampliamento dei sistemi infrastrutturali esistenti inoltre hanno stimolato sia la crescita economica e lo sviluppo sostenibile, con un previsto aumento progressivo dei posti di lavoro e del Pil, sia il miglioramento dei trasporti alternativi, grazie al potenziamento della rete ciclopedonale esistente. Trovandosi all’interno di un’area ad alto valore ambientale, il progetto ha anche messo in atto misure volte alla salvaguardia degli habitat preesistenti e delle biodiversità. Ad esempio durante le attività di costruzione sono stati previsti sistemi di schermatura e siti di nidificazione artificiale per minimizzare gli impatti negativi e tutelare le specie protette, oltre che per ridurre l’inquinamento da rumore dovuto al fischio dei treni.

Grazie all’allineamento del progetto con quanto definito dai piani di adeguamento della città è stato infine possibile creare un’infrastruttura caratterizzata da flessibilità e adattamento a lungo termine soprattutto nei confronti dei cambiamenti climatici e di assetto infrastrutturale.

 

Canada: livello platinum per un impianto di trattamento delle acque reflue

Il progetto del nuovo impianto di trattamento delle acque di scarico nella zona del Grand Bend è il primo progetto canadese ad aver ricevuto l’awarding secondo il sistema di rating promosso dal protocollo Envision. L’impianto si trova sulle rive del lago Huron in Ontario, un’area conosciuta per la pulizia delle spiagge e la limpidezza dell’acqua.

 

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 Figure 2. Grand Bend Area Wastewater Treatment Facility, South Huron, Ontario

  

La realizzazione dell’opera, voluta dalle municipalità interessate a causa del malfunzionamento della struttura esistente, ha previsto la riconversione di 4 lagune presenti nel sito in un nuovo impianto di trattamento delle acque di scarico (che impedisca emissioni di effluenti e impatti sulla qualità dell’acqua di falda) e di una zona umida in riserva naturale.

Il team di progetto ha adottato da subito il protocollo Envision per consentire l’introduzione di pratiche sostenibili coinvolgendo la committenza pubblica e i principali stakeholder interessati. Riadattando la struttura esistente, il team di progetto ha cercato di estendere la vita utile dell’impianto migliorandone le prestazioni, la durabilità e la resilienza in funzione dei bisogni delle comunità limitrofe e della salvaguardia dell’ambiente, grazie soprattutto alla collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti.

La ricostruzione delle zone umide ha poi permesso il ripristino delle condizioni naturali preesistenti, mentre l’adozione di misure di controllo degli odori e dell’inquinamento hanno garantito la riduzione degli impatti negativi sul turismo delle spiagge e la qualità dell’acqua, migliorando la qualità di vita degli utenti.

Nell’ottica della conservazione delle risorse, il nuovo progetto ha previsto la possibilità di riutilizzare sul sito il terreno scavato, riducendo la necessità di reperirlo esternamente all’area di intervento e quindi limitando gli impatti ambientali ed economici legati al trasporto. A questi aspetti si aggiunge anche l’installazione di sistemi energetici e idrici altamente efficienti che hanno eliminato l’utilizzo di acqua potabile nei processi. Grazie all’adozione del protocollo Envision è quindi stato possibile indirizzare le scelte progettuali verso la sostenibilità, ripristinando le condizioni ambientali prima danneggiate e realizzando un progetto flessibile e adattabile alle future configurazioni e funzionalità.

 

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