PROGETTAZIONE

La rigenerazione del paesaggio firmata da Tadao Ando

Una retrospettiva dedicata al grande architetto giapponese al Centre Pompidou di Parigi ha rinnovato l’attenzione sull’importanza dell’architettura nella riqualificazione di spazi compromessi

Asia Ruffo di Calabria

04 FEBBRAIO 2019
rigenerazione, progettazione, green, terremoto, opere pubbliche, giappone, tadao ando e archistar

Pochi architetti riescono a guadagnarsi in vita un posto nell’Olimpo degli artisti. L’architetto giapponese Tadao Ando è uno fra questi. La sua architettura immediatamente identificabile, semplice, ma frutto di anni di ricerca e di lavoro, è stata oggetto di una mostra a Parigi che il Centre Pompidou  ha dedicato all’architetto dal 10 ottobre al 31 dicembre 2018.

Nella sezione La genesi del paesaggio erano esposti i progetti urbani più significativi di Ando, attraverso i quali l’architetto ha riabilitato la tipografia di siti paesaggisticamente compromessi, restituendo un nuovo ambiente urbano.

Tra questi spicca la realizzazione del centro polifunzionale Awaji Yumebutai sulla baia di Osaka, a est dell’isola di Awaji. Negli anni 90 l’architetto riuscì a convincere la prefettura di Hyogo ad impegnarsi in un grande progetto di urbanizzazione e riqualificazione di un’area affacciata sul mare della baia. Sviluppata su una collina, la zona era stata utilizzata negli anni come approvvigionamento di terra per la costruzione di un’isola artificiale come piattaforma del Kansai International Airport.

E’ per Tadao Ando l’opportunità di applicarsi a un “restauro” su vasta scala, sublimando il forte potenziale paesaggistico attraverso un’architettura semplice e dalla firma inequivocabile. Il progetto utilizza cemento e nuove sistemazioni a verde non solo per restituire l’impronta naturale dell’area ma anche per creare un nuovo punto di attrazione economica. Ando crede infatti fortemente in un’architettura attiva nella vita della società, che prenda l’iniziativa e suggerisca alla propria comunità nuove attività. Nei 28 ettari della Awaji Yumebutai rigenerati, l’architetto inserisce un centro alberghiero, un teatro all’aperto e un Centro Congressi. Tra questi aggiunge un memoriale per le vittime del terremoto del 1995 (costato la vita di 6 000 persone e la distruzione di gran parte della regione di Kobe). Tadao Ando ha creato questo paesaggio artificiale come vetrina dei fiori della regione.  Il sito è facilmente raggiungibile da Kobe e Osaka attraverso il ponte Akashi Kaikyo.

Il Centro Congressi garantisce la buona riuscita di qualsiasi evento internazionale e accademico, come pure corsi di formazione, seminari e cerimonie.  L’ambiente naturale che era stato distrutto  dall’ uomo è stato restituito al suo aspetto originario ed è stato realizzato un luogo dove coesiste una varietà di piante e animali.

Si tratta di una serie di terrazzamenti quadrati (4,5 mq ciascuno) in cemento  che racchiudono una ricca varietà di essenze e collegati da rampe di scalini, da cui il nome “il giardino dai 100 riquadri”. Il giardino è posizionato nel punto più alto del complesso ed è coronato da una piattaforma panoramica. È un luogo particolarmente suggestivo non solo per il suo forte valore simbolico, ma anche per la magnifica vista sulla baia di Osaka.  

Come in tutte le architetture di Ando, il costruito entra in dialogo con gli altri elementi naturali, come l’acqua e la luce, attraverso dei percorsi d’acqua o semplici feritoie che tagliano le pareti. Il dato naturale è reso parte integrante di un’architettura totalmente in cemento, materiale da Ando trattato come materia naturale, organica. Completato nel 2000, si articola in una serie di spazi all’aperto e edifici dalle geometrie lineari, con i colori freddi del cemento e della pietra in una armoniosa alternanza con la natura.

Il progetto raffinato di Yumebutai ad opera dell’architetto giapponese più famoso al mondo è diventato un simbolo di rinascita dallo sfruttamento incontrollato del suolo da parte dell’uomo e dalla tragedia del terremoto.

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