INNOVAZIONE

La nuova città-scuola di Bologna

Il 14 settembre è stata inaugurata a Bologna una scuola tutta nuova, con un concept diverso: efficiente, innovativa e sicura

Paola Savina

14 OTTOBRE 2020
scuole, innovazione, bologna, educazione e progettazione

Lo spazio fieristico di Bologna si reinventa e diventa una scuola. E così, dal 14 settembre gli studenti, dopo lunghi e complessi mesi di lezioni in video dalle proprie case, ritornano in una scuola con un format totalmente rivoluzionario. Ricavata dagli spazi di un ex padiglione fieristico, la città-scuola è un complesso di “vie” che conducono ad aule per una didattica sicura, nel rispetto delle normative Covid.

Perché trasformare il Padiglione 34 della Fiera di Bologna nella nuova struttura dedicata ai licei Minghetti e Sabin e all’istituto di istruzione Superiore Pier Crescenzi Pacinotti Sirani? Perché è comoda, grande e sicura.

Il progetto a cura dell’architetto Cucinella e realizzato grazie al supporto della Città metropolitana di Bologna, ha pensato proprio a tutto: la zona è perfettamente collegata e servita da mezzi pubblici e gli spazi, come proprio degli ambienti fieristici, sono voluminosi e attrezzati, proprio ciò che occorre per rispondere norme Covid di sicurezza.

È stato inoltre possibile adibire l’area a scuola in tempi brevi, riadattando semplicemente una struttura preesistente, che ora ospita ben 75 aule dedicate a 1.600 studenti.

Il format innovativo della nuova scuola

L’idea del progetto, trasferita poi nella realtà, prevedeva di realizzare un ambiente di scuola come fosse una città da vivere e da esplorare, con spazi dedicati a diverse attività didattiche. Tre assi principali che si diramano dall’esterno, conducono verso i tre diversi accessi per le tre scuole. Intorno agli assi principali ruota una trama di assi secondari sui quali si distribuiscono le aule. Delle 75 aule predisposte, 3 sono le aule Covid.

Come se si passeggiasse per le strade di una città, si alternano veri e propri spazi pubblici, generalmente situati nelle aree intermedie, dove si tengono laboratori, workshop e dove si svolgono attività di gruppo.

La scuola-città all’interno del padiglione fieristico ha permesso di riutilizzare e recuperare quindi le attrezzature e la disposizione interna della struttura: la pavimentazione, le pareti, i rivestimenti colorati e gli arredi si sono trasformati in mezzi didattici di apprendimento attraverso infografiche dinamiche e interattive, per affrontare anche temi attuali, come per esempio lezioni su economia circolare.

Alla realizzazione della scuola hanno contribuito gli stessi alunni, che hanno avuto modo di selezionare i nomi delle vie della loro futura città – scuola. I nomi sono ispirati a personaggi che hanno avuto una certa rilevanza o che si sono contraddistinti in questo momento storico pandemico e post-pandemico: è stata per esempio dedicata una via al medico cinese che ha dato l’allarme del virus (Li Wenliang), altre dedicate ai migranti del Mediterraneo, ai medici e agli infermieri, un’altra in memoria di George Floyd e tante altre ancora.

Un progetto che piace per aver risposto in così poco tempo alle esigenze di distanziamento imposte dalla pandemia, così come afferma l’assessore regionale alla scuola Paola Salomoni: “Un progetto straordinario per caratteristiche innovative, bellezza e l’idea che porta con sé: quella di una scuola-città comunità non solo sicura, moderna e confortevole, ma legata alla capacità di fare dei suoi abitanti, i ragazzi e le ragazze che qui passeranno molto del proprio tempo.”

t

o

p