RIGENERAZIONE

La Città del sole: progetto funzionale o cattedrale nel deserto?

A Roma il progetto firmato Labics è stato completato, ma mancano gli elementi per farne un progetto di vera rigenerazione urbana

Pierluigi Paolino

12 FEBBRAIO 2019
progettazione, architettura, labics, roma, periferie, rigenerazione, riqualificazione e città

La "Città del Sole” è un complesso di tre edifici, che racchiude al suo interno delle piazze con spazi verdi, costruito da Parsitalia, dell’allora AD Luca Parnasi, per un importo di 35.437.709 euro. Di questi tre edifici, uno è destinato per gli uffici, gli altri due sono residenziali ma di diversa tipologia edilizia, da un lato le “Ville Urbane” e dall’altro gli appartamenti della “Torre Residenziale” distribuiti in nove piani. Il progetto è stato affidato allo Studio Labics, che si è aggiudicato il concorso nel 2007, ed è un noto studio romano che opera anche in ambito internazionale (New York, Londra, Tirana, Tokio, Kuwait ecc.), ma in Italia lo ricordiamo per opere come il “MAST” di Bologna e il restyling di Piazza Fontana a Rozzano.  


La Città del Sole rientra nella definizione di “progetto di rigenerazione urbana”, dato l'obiettivo principale di recuperare un’ex rimessa Atac abbandonata per costruire delle residenze moderne, ma soprattutto per creare uno spazio a disposizione dei cittadini del quartiere tiburtino, attraverso la conversione dell’ex deposito Atac in una biblioteca di quartiere. Nel corso dei lavori sono emersi dei reperti archeologici di grande pregio, tra cui un Mitreo del III d.c, ma anche reperti animali risalenti al Pleistocene (65.0000 anni fa). Alcuni video circolati in rete hanno mostrato l’abbandono di alcuni ritrovamenti protetti da tubi ma lasciati all’aperto in balia delle intemperie in attesa di ricollocazione, mentre l’area archeologica ipogea è rimasta nascosta al pubblico. La stessa biblioteca ancora non viene inaugurata, rendendo il progetto incompiuto e scollegato dal contesto del quartiere che lo circonda. Gli architetti dello Studio Labics, Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, in un’intervista a ElleDecor.com, hanno mostrato le loro preoccupazioni in merito alla mancata apertura di spazi pubblici per la cittadinanza, dopo l’inaugurazione del plesso da loro stessi progettato (https://www.elledecor.com/it/architettura/g21061396/roma-citta-del-sole-parsitalia-labics/).


Se si dovesse fare una valutazione del progetto in quanto “rigenerazione urbana” probabilmente la Città del Sole otterrebbe un voto insufficiente, nonostante abbia ottenuto molti elogi da parte di siti e blog accreditati in materia di architettura. La domanda da porsi è la seguente: l’opera rimarrà incompiuta? Fortunatamente no. L’assestamento di bilancio votato dal Campidoglio in estate ha finanziato per 3.151.600,80 euro la costruzione della biblioteca (precisamente una mediateca) in Via della Lega Lombarda, all’interno della quale sarà presente un percorso per poter visitare i reperti archeologici ritrovati durante gli scavi. Le preoccupazioni e le denunce della cittadinanza erano più che giustificate poiché raramente in Italia si riesce a fare sistema per quanto riguarda gli interventi sul territorio, preferendo agire con operazioni circoscritte che non portano nessun vantaggio. La Città del Sole finalmente potrà soddisfare le aspettative degli abitanti del quartiere Tiburtino, grazie alla creazione di nuovi spazi pubblici che già in realtà più difficili hanno gettato le basi per la riqualificazione e il miglioramento della qualità della vita in quartieri periferici, favorendo la prevenzione di fenomeni di degrado, missione primaria dei progetti di rigenerazione in campo urbanistico.

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