PROGETTAZIONE

La casa di Carla

Un edificio nZEB costruito in BIM con progettazione partecipata e ad alta tecnologia

02 GENNAIO 2020
sostenibilità, edilizia, nzeb, innovazione e bim

Tutti possono avere una casa confortevole, sostenibile e progettata esattamente come si è immaginato grazie al BIM e a modelli di condivisione innovativi che coinvolgono tutti i soggetti che partecipano al progetto e garantiscono efficienza e costi più bassi. Il progetto “La Casa di Carla” ne è un esempio lampante. L’intervento è stato presentato da Giampaolo Pilloni, CEO & Project Manager di GP Project Srl, in occasione del One Team Tour come case study di eccellenza sul BIM. GP Project e One Team lavorano in maniera sinergica sul BIM da alcuni anni per ottenere il massimo da ogni progetto in termini di strumentazione, competenze, processi.

 

La Casa di Carla è un intervento di demolizione e ricostruzione in sagoma di un edificio residenziale a Noceto, in provincia di Parma effettuato dallo studio GP Project. GP PROJECT SRL è una AEC Company (Architecture Engineering e Construction Management) che si occupa di progettazione e consulenza nel settore delle costruzioni civili e industriali su tutto il territorio nazionale. Il team è sensibile alle tematiche energetiche ed ambientali e affronta i suoi progetti di bioarchitettura con procedure BIM (Building Information Modeling).

Il terreno di 15 ettari aveva all’origine anche un rudere con destinazione funzionale-residenziale. L’edificio, pur avendo un fascino d’altri tempi, era strutturalmente insicuro e fortemente energivoro. Per questo la scelta di intervento poteva essere di due tipi: recupero dell’esistente per cercare di soddisfare le esigenze della committente, dovendo però spendere molti soldi in adeguamento sismico e in efficientamento energetico, oppure optare per una demolizione e ricostruzione in sagoma. La scelta migliore sarebbe stata quella di ricostruire interamente l’edificio: e così è avvenuto.

L’edificio originale, su pianta rettangolare, era strutturato a due livelli, con scala in pietra ed essendo un vecchio casale ad uso agricolo/allevamento animali, aveva anche una stalla e un vecchio fienile al piano superiore. Per adibirlo a funzione completamente residenziale il progetto ha previsto modifiche consistenti, anche riguardo alla sagoma, in modo tale da ottimizzare tutti gli spazi e ottenere anche uno spazio esterno vivibile e una cantina su piano seminterrato.

Il nuovo fabbricato è stato interamente realizzato con tecnologia Pablok, un sistema costruttivo strutturale prefabbricato a telaio leggero in legno lamellare, pre-coibentato con paglia compressa (ideato e brevetto dagli stessi progettisti) che ha permesso tempi di esecuzione estremamente rapidi, consentendo al contempo di raggiungere un’elevata classe energetica (A4) e abbattendo in modo significativo il fabbisogno energetico, caratterizzando l’edificio finale come nZEB.

 

L’utilizzo del BIM e delle nuove tecnologie per una progettazione veloce, precisa e condivisa

 

GP Project ha progettato l’intervento, dal concept al progetto costruttivo, con metodologia BIM fino al LOD F (As Built), ha diretto i lavori e ha operato come General Contractor. Si è interfacciata con soggetti (piccole imprese fornitrici, artigiani, la stessa committente) che non avevano idea di cosa fosse e di come funzionasse il BIM, ma, nonostante ciò, i lavori si sono svolti rapidamente e senza intoppi. Tutti gli step sono stati condivisi dai diversi soggetti coinvolti attraverso alcuni strumenti di condivisione dati. I modellatori hanno lavorato esclusivamente in un ambiente interno di Gp Project, mentre per dialogare con la committente e con i vari artigiani e le varie imprese utilizzavano semplicemente dropbox. Ogni volta che la committente approvava la scelta progettuale si passava allo step successivo, secondo cui gli artigiani e gli interlocutori del cantiere potevano effettivamente realizzare il progetto.

In quanto committente privato, Carla non possedeva un capitolato informativo, è stata quindi la GP Project a stabilire un regolamento di processo, attraverso un BIM execution plan che fosse rispettato dai vari soggetti. In pratica una matrice della responsabilità in cui assegnare le attività, le modalità di esecuzione e le scadenze comprensivo dei vari livelli di sviluppo. Ogni passaggio veniva visualizzato e approvato dalla committente. Con le nuove tecnologie si è riusciti a dimezzare i tempi di lavoro sia in fase progettuale che in corso d’opera, ad esempio utilizzando i visori per la realtà virtuale per esplorare gli spazi e capire da dove passano gli impianti o mostrando direttamente su smartphone o tablet, a tutti i soggetti interessati anche in contemporanea, il capitolato informativo e le schede tecniche di prodotto con l’utilizzo dei QR code.

L’operazione è durata in tutto sei mesi, al netto delle opere esterne quindi in questo caso del giardino che è stato ultimato nei due mesi successivi. Parliamo quindi di 400 mq di SLP per un importo di 600 mila euro ossia 1500 euro al mq. Le prestazioni raggiunte sono quelle di un edificio ad energia quasi zero (nZEB), in classe energetica A4 (la migliore raggiungibile), sismo resistente col sistema costruttivo Pablok. La novità interessante è che Carla non spenderà 600 mila euro ma risparmierà complessivamente 192 mila euro di bonus fiscali, con 96 mila come sisma bonus nei prossimi 5 anni e altri 96 mila nei prossimi dieci anni.

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