PROGETTAZIONE

L’importanza delle infrastrutture

Lo sviluppo economico e sociale di Roma passa da un Piano di integrazione con il litorale

Fausto Testaguzza

07 OTTOBRE 2019
roma, ostia, litorale, rigenerazione, città e progettazione

Sul Litorale Romano abbiamo dal 1996 la più grande Riserva Naturale Statale italiana, il cui Piano di Gestione e il relativo Regolamento, elementi fondamentali per l’attuazione dell’economia sostenibile sui territori, non sono ancora stati definitivamente approvati dal Ministero dell’Ambiente dopo 23 anni dalla sua istituzione. Un ritardo grave che si nota, soprattutto, nelle condizioni del Tevere e del mare, come nel caso di Ostia, dove sopravvive una balneazione fondata sulla privatizzazione delle spiagge e che ha impedito di affermare a Ostia un’economia del mare, simile a quella che da decenni esiste sull’Adriatico. Siamo in un Municipio e un territorio tra i più giovani di Roma, con un tasso d’istruzione medio alto e dove si colloca il più grande Aeroporto d’Italia, che dal 1960 ha contribuito ad incrementare la popolazione dai circa 30.000 abitanti fino agli attuali 300.000, di cui circa 40.000 nell’area di Isola Sacra del Comune di Fiumicino. Una struttura aeroportuale che nel 2018 ha gestito un transito di 49 milioni di passeggeri e che per funzionare dà lavoro ogni giorno a 45.000 addetti, di cui 36.000 abitano nel X Municipio. Ma le infrastrutture di collegamento dell’Aeroporto con il territorio sono rimaste, sostanzialmente, le stesse dal 1960, e si riducono al Ponte della Scafa, unico transito  esistente tra il GRA e il mare.

Altra potenzialità trascurata e non valorizzata riguarda la nautica da diporto, un settore che da oltre 40 anni aspetta la nascita del nuovo Porto commerciale a Fiumicino e il completamento di quelli turistici, così da offrire un molo al turismo crocieristico del Mediterraneo, oggi in continua espansione, spostandolo da Civitavecchia a Roma, creando così con l’Aeroporto un unico e integrato polo di scambio,

Da questo scenario emerge soprattutto una forte carenza di pianificazione, così come una capacità di individuare alcuni ambiti di intervento da privilegiare per sostenere un processo di crescita economica e sociale. 

 

Una nuova rete intermodale

Al primo posto diventa urgente un nuovo Piano di “mobilità pubblica sostenibile” a dimensione metropolitana che realizzi quella rete intermodale, specialmente lungo l’asse Nord-Sud, creando una connessione con le infrastrutture tradizionali. Per quanto riguarda il litorale e il suo legame con l’hinterland verso Roma si potrebbero adottare soluzioni originali e innovative sperimentate con successo in altre parti del mondo, come i sistemi People Mover su monorotaia, necessari, per superare agevolmente con un pilone ogni 30 metri e una trave di un metro, le difficoltà di un territorio compromesso dall’abusivismo e dall’elevato rischio idrogeologico (R3 e R4). Un progetto (vedi mappa) con un respiro almeno decennale, che potrebbe iniziare, collegando l’Aeroporto di Fiumicino con Infernetto (linea azzurra) di circa 10 Km; Ostia Lido, i porti turistici, l’Aeroporto, la Fiera, fino a EUR Fermi (linea rossa) di circa 26 Km. Una soluzione che consentirebbe altresì di aprire tra i piloni una pista ciclabile (linea arancione) che in 25 Km permetterebbe di raggiungere dall’EUR il mare, in totale sicurezza. Il sistema di collegamento su monorotaia si completerebbe attraverso un’ulteriore linea (linea verde) che dal centro di Ostia raggiungerebbe Pomezia, attraversando, con un impatto minimale, a lato e lungo la Litoranea, il lungomare di Ostia e poi la macchia mediterranea di Castelporziano e Capocotta, giustamente tutelate come aree protette, e aprendo una finestra su uno dei più bei paesaggi mediterranei.

Per rilanciare l’economia del litorale, contribuendo in maniera rilevate a ridefinire una visione futura di Roma come città metropolitana, e alla priorità di un potenziamento infrastrutturale di mobilità, andrebbero poi affiancati un “piano di sviluppo della risorsa mare” collegato anche alla nautica da diporto che valorizzi il Tevere, navigabile fino a Ripa Grande - Porta Portese; un Piano per realizzare nell’Area Industriale di Dragona, un centro di smaltimento dei rifiuti in una logica di “economia circolare” utilizzando nuove tecnologie.

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