INFRASTRUTTURE

L’impatto rigenerativo della mobilità

Anche Roma può avere il suo “crossrail” come Londra o GDP come Parigi. Basta pianificare ispirandosi alle altre metropoli europee.

Giovanni Bottini, Diego Deponte e Gregorio Olivetti

02 OTTOBRE 2019
mobilità, infrastrutture, servizi, città, roma, connessione, servizisostenibilità e systematica

Se in una visione ecosistemica della città lo spazio pubblico viene sempre più spesso letto nelle sue funzioni metaboliche per il conglomerato insediativo, le infrastrutture viarie possono chiaramente definirsi arterie in grado di irrorare lo sviluppo urbano. Questo pensiero parte dall’assunto che la mobilità rappresenta la dimensione cruciale del vivere contemporaneo, allo stesso tempo punto di forza o criticità tra le più pressanti per le nostre città. È la dimensione che meglio racconta i meccanismi di funzionamento dell’organismo urbano e le relazioni che sottintende.

In termini meno metaforici, le armature infrastrutturali e, in generale, i sistemi di mobilità costituiscono per il territorio - ed in particolare per la città - dei veri e propri strumenti per la modulazione - e rimodulazione - del sistema insediativo e di uso del suolo. Ciò vale certamente per i nuovi sviluppi, ma rappresenta un concetto chiave anche per i processi di rigenerazione urbana.

Una riflessione sull’adozione di una pianificazione della mobilità come strumento per avviare processi di rigenerazione urbana può rappresentare per Roma un approccio utile ad affrontare l’apparente cronicità di alcuni problemi che attanagliano la Capitale, come la stagnazione immobiliare, l’incapacità di valorizzare grandi aree e contenitori urbani, ma anche una disordinata governance dei progetti di investimento, pur presenti. Senza dimenticare le ormai notorie difficoltà nella gestione della mobilità pubblica.

A patto che vengano tenuti a mente tre aspetti fondamentali che legano la pianificazione della mobilità a una programmazione urbanistica strategica:

  • una prospettiva di lungo termine che aspiri a individuare una visione per lo sviluppo urbano in grado di generare effetti duraturi e benefici certi;
  • un approccio integrato, risultato dell’interazione fra più settori, scale e stakeholder per orientare lo sviluppo del territorio garantendone crescita socio-economica e visibilità nel mercato globale;
  • una rosa che contempli molteplici scenari di crescita urbana al fine di garantire maggiore dinamicità, fruibilità e flessibilità dei piani di indirizzo strategico.

Diventa in tal senso imprescindibile un approccio alla pianificazione capace di immaginare nuove polarità urbane ad elevata accessibilità e promuova insediamenti compatti, innervati da sistemi di mobilità lenta e caratterizzati da un’equilibrata mixité di vocazioni dalla valenza metropolitana - grazie all’elevata accessibilità garantita dai nodi di intercambio - e locale - in grado di alimentare la vitalità di quartiere.

Una corretta definizione di “ecologia delle funzioni”, a supporto di uno sviluppo reticolare e multi-centrico, permette l’effettiva riduzione del generale “consumo energetico” che, per la mobilità urbana, si traduce nella riduzione dei livelli di mobilità indotta – tipica dei comparti mixed land use - e nel riequilibrio della distribuzione degli spostamenti indotti in contrapposizione alla mobilità urbana radio-centrica, principale conseguenza del monocentrismo urbano.

 

L’esempio del GPE di Parigi e altri casi

Tra gli esempi più virtuosi e capaci di offrire una prospettiva europea di forte suggestione sul ruolo delle infrastrutture strategiche quali veicolo di riorganizzazione del tessuto urbano, vi è sicuramente il Grand Paris Express (GPE) di Parigi, a cui Systematica ha collaborato tra il 2008 e il 2014.  

Il GPE è il più grande progetto urbano attualmente in costruzione in Europa. Ad esso è affidato l’ambizioso obiettivo di riorganizzazione e rigenerare il territorio metropolitano dell’Ile-de-France, sia dal punto di vista infrastrutturale che da quello economico e sociale.

A lavori conclusi, 200 km di nuove linee di metro automatico, 68 nuove stazioni e 7 centrali tecniche arricchiranno l’offerta di trasporto pubblico della metropoli, aumentando connettività e accessibilità dei tre aeroporti internazionali e di tutte le stazioni TGV di Parigi e riducendo notevolmente i tempi di percorrenza, in particolare da periferia a periferia. Il progetto punta soprattutto ad indicare una traccia sul territorio lungo cui riqualificare quartieri esistenti e realizzare nuove polarità urbane, migliorando accessibilità e favorendo un riequilibrio tra le aree centrali e quelle periferiche più fragili e depresse. In questo un ruolo cruciale lo gioca la stazione, dove la valenza urbana dell’infrastruttura trova massima espressione: atta ad accogliere funzioni multiple e di interesse pubblico, essa è intesa come luogo strategico e strutturante in grado di generare ricadute socio-economiche.

Altre esperienze internazionali si potrebbero qui richiamare, come il Crossrail londinese o l’anello ferroviario MCC di Mosca aperto nel 2016 - altro progetto in cui Systematica ha avuto l’opportunità di collaborare. Mentre in Italia l’esempio degli Scali Ferroviari di Milano è forse quello più emblematico del ruolo riformistico delle infrastrutture di trasporto per le città, soprattutto a scala locale dove vanno ad interagire direttamente con il sistema degli spazi pubblici. Gli Scali sono un grande piano per la rigenerazione di aree dismesse, legato alla proposta di una nuova linea circolare di trasporto pubblico (circle line) finalizzata a ricucire il rapporto tra quartieri e creare nuovi equilibri urbani. È un progetto che bene incarna quell’integrazione lungimirante tra sviluppo urbano e pianificazione della mobilità.

 

La rete ferroviaria suburbana come asset strategico per Roma

Sono brevi cenni ai numerosi casi studio a cui Roma può ispirarsi nella ricerca di una sua peculiare strategia di rigenerazione. Il confronto con altre città europee offre i giusti spunti per decifrare il contesto specifico di Roma e individuarne punti di forza. Le macro-variabili chiave che governano l’uso di città attraverso i sistemi di mobilità permettono di comprendere l’interdipendenza fra i vari aspetti nevralgici: popolazione, superficie e densità, su cui va basata l’efficienza e la copertura del trasporto pubblico, riducendo necessità e lunghezza media degli spostamenti; estensione e numero di stazioni dell’offerta di trasporto dei sistemi di metropolitana; ecc. Ne emerge, ad esempio, come la rete ferroviaria suburbana costituisca un asset strategico per Roma, la cui valorizzazione può diventare importante opportunità per accogliere servizi metropolitani ad alta frequenza.

Sono elementi che, per chi di mestiere pianifica la mobilità, permettono di abbozzare alcuni principi di indirizzo:

  • investire in sistemi di trasporto pubblico di forza – metropolitana, ove possibile, e servizi ferroviario-metropolitani - con interventi di ammodernamento e la creazione di infrastrutture intelligenti in una logica “di rete” e specializzazione che vede linee strategiche di adduzione a supporto delle linee di forza;
  • l’introduzione di una tecnologia telematica per il sistema stradale - sistemi di gestione del traffico intelligenti, dinamici, coordinati, attuati o demand-responsive;
  • la definizione di nuovi corridoi di trasporto pubblico ad elevato livello di servizio (BRT);
  • la sperimentazione di sistemi innovativi (driverless, autonomous shuttle, ecc.)
  • la promozione di una mobilità dolce (walkability) e della qualità del sistema degli spazi pubblici.

Un lungo processo partecipativo della comunità romana sul tema conferma questi assunti, individuando quali macro-esigenze della città il potenziamento delle linee metropolitane e ferroviarie con interventi su offerta e intermodalità e l’incremento di itinerari e percorsi dedicati alla mobilità dolce. Sono le premesse del PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile) di Roma, attualmente in fase di adozione, e che ci auguriamo sappia cogliere il carattere strategico della mobilità per un più vasto progetto di rigenerazione urbana.

 

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