SCUOLA

L’assenza costante di sicurezza negli edifici scolastici italiani

Nuovi fondi finanziati dal MIUR per interventi antisismici

Beatrice Casella

18 APRILE 2019
edizilia, scuola, sisma, infrastruttura, norme e riqualificazione

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha pubblicato un Avviso pubblico che mette a disposizione di Comuni e Province 50 milioni di euro per finanziare la progettazione di interventi di messa in sicurezza e di adeguamento sismico delle scuole.

Risulta essere un’importante dimostrazione da parte del Governo italiano di volersi impegnare efficacemente per assicurare la sicurezza di tutti gli studenti e di chi lavora nelle scuole.

La legge di bilancio 2019 ha prorogato al 31 dicembre 2019 il termine per i pagamenti da parte degli enti locali dei lavori relativi alla riqualificazione e messa in sicurezza degli istituti scolastici statali.

Inoltre, ha previsto l'attribuzione alle province delle regioni a statuto ordinario di un contributo per gli anni dal 2019 al 2033 per il finanziamento di piani di sicurezza finalizzati, tra l'altro, alla manutenzione delle scuole.

Sebbene nell'articolo 117 della Costituzione l'edilizia scolastica non è menzionata, la Corte costituzionale ha chiarito che nella relativa disciplina “si intersecano più materie, quali il governo del territorio, l'energia e la protezione civile, tutte rientranti nella competenza concorrente”.

Il MIUR ha istituito l’Osservatorio per l’edilizia scolastica con compiti di indirizzo, programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica e diffusione della cultura della sicurezza.

A partire dal 2014, l'Agenzia per la coesione territoriale ha avviato un'attività di presidio ed affiancamento agli enti locali beneficiari di risorse destinate all'edilizia scolastica ed ha a tal fine realizzato una specifica Task Force Edilizia Scolastica (TFES) con l’obiettivo principale di accelerare l'attuazione degli interventi in ambito di sicurezza e sviluppo.

Rispetto agli anni passati, il MIUR ha aumentato le risorse mettendo a disposizione degli Enti Locali 50 milioni di euro per progettare interventi di riqualificazione e messa in sicurezza delle istituzioni scolastiche statali, con particolare riferimento a quelle in cui fosse stata censita la presenza di amianto, un materiale utilizzato come isolante e molto diffuso fino agli anni novanta quando poi ne è stato vietato l’utilizzo perché dannoso per la salute. Un individuo che sta a contatto prolungato con materiali in amianto, infatti, può facilmente ammalarsi di cancro ai polmoni e asbestosi, una malattia polmonare cronica molto grave.

Attraverso uno studio recente messo in atto dal Centro Regionale Amianto, sono state individuate solamente nel Lazio 275 scuole nelle quali è stata rilevata la presenza di amianto. Di queste, le situazioni che potrebbero presentare dei rischi per la salute dei ragazzi e del personale scolastico sono 44, e riguardano essenzialmente la presenza di amianto nei pavimenti per un totale di 5mila metri quadri.

L’elevata presenza di amianto è una delle conseguenze che si sono verificate a seguito delle numerose scosse sismiche del Centro Italia. L’Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA) e l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) sottolineano il rischio dovuto non solo allo sbriciolamento dei materiali di costruzione, ma anche allo sfibramento causato dalle vibrazioni. In particolare, le due istituzioni allertano un forte pericolo di contaminazione da amianto nelle costruzioni edili, comprese le scuole.

Data l’assenza di obbligo giuridico di bonifica, in occasione di ogni terremoto si perpetua la stessa situazione. Questo perché si sgretolano e disperdono nell’aria materiali contenenti minerali cancerogeni, aumentando, di conseguenza, il pericolo di contaminazione.

Le problematiche si presentano anche con lo sfibramento del materiale dovuto solo alle vibrazioni, senza il crollo, visto che il movimento ondulatorio favorisce la dispersione di polveri e fibre cancerogene. Gli stessi acquedotti, se dotati di materiale di amianto, con il movimento ondulatorio che un terremoto del genere provoca, possono rilasciare fibre cancerogene che contaminano l’acqua.

 

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