PROGETTAZIONE

Un'utopia possibile con la smart city di Google a Toronto

Un salto nel futuro, nella città innovativa di Google che risponderà ai bisogni dei cittadini, senza dimenticare l'urgenza di preservare il territorio.

Paola Savina

11 OTTOBRE 2019
città, google, innovazione, smart, architettura e progettazione

 

Metropolis, Minority Report, Matrix: di città futuristiche ne abbiamo già viste in tutte le salse sugli schermi. Alle porte del 2020 è arrivato forse il momento della verità, quello in cui la fantascienza dovrebbe finalmente iniziare a trasformarsi gradualmente in qualcosa di reale.

Bisognerà volare fino in Canada, per ammirare un pezzo di futuro che diventa presente, di una finzione cinematografica che si concretizza.

Lo scorso 24 giugno è stato presentato il rivoluzionario progetto di Google, che ambisce ad una ristrutturazione radicale di una parte di Toronto nei prossimi anni. Il progetto è ancora in fase iniziale e la realizzazione è prevista entro il 2021.

La notizia arriva direttamente da Sidewalk Labs, il dipartimento di Alphabet, la holding di Google, responsabile di innovazione urbanaL'operazione è iniziata con l'acquisizione da parte della consociata di Google di un'area industriale dismessa sulla riva del lago Ontario a Toronto, che si estende per circa 800 acri.

Su questa superficie saranno costruiti due nuovi quartieri, Quayside e Villiers West, che formeranno il così detto “IDEA district” (Innovative Development and Economic Acceleration)

Il progetto di innovazione smart non si limita a un singolo edificio, ma riguarda un intero centro urbano.

 

La rivoluzione tecnologica va a braccetto con la sostenibilità ambientale

 

E se fosse possibile vivere in una bolla residenziale, guidata da un costante monitoraggio automatico della mobilità degli abitanti, delle loro preferenze, dei loro consumi energetici e del tasso di inquinamento prodotto? La potenza di fuoco di Google è tale da poter permettere uno scenario come questo, con l'obiettivo di rendere la vita più comoda e più semplice alle persone. Informazioni relative alle abitudini dei cittadini, raccolte tramite sensori appositi, serviranno per esempio a migliorare le condizioni del traffico urbano, ottimizzando il funzionamento dei semafori.

I marciapiedi saranno in grado di adattare le loro dimensioni a seconda della situazione del traffico stradale, aumentando o riducendo la loro larghezza in base allo spazio necessario in carreggiata per un miglior deflusso dei mezzi di trasporto. Il suolo percorso dai pedoni verrà riscaldato nelle stagioni più rigide, per far fronte alle fredde temperature invernali canadesi.

Le reti di dati ultra veloci e le tecnologie più all'avanguardia renderanno possibili tante altre operazioni di progresso e sviluppo urbano: controlli in remoto di bus, auto, illuminazioni stradali, manutenzioni, controllo e gestione rifiuti, servizi di delivery tramite robot autonomi che si sposteranno in tunnel sotterranei. Nasceranno addirittura costruzioni in grado di controllare l'andamento meteorologico tramite sistemi capaci di contenere la pioggia o controllare i'irraggiamento nel periodo estivo.

É naturale sospettare che, per conquistare un'abbondante dose di comodità, sia necessario rinunciare in parte alle buone norme di rispetto verso l'ambiente.

La Sidewalk Labs, invece, ha pensato proprio a tutto. La sostenibilità ambientale non è stata affatto messa in secondo piano, ma gioca un ruolo fondamentale nella realizzazione del progetto.

Il vero valore distintivo dei due nuovi quartieri di Quayside e Villiers West sarà il materiale utilizzato per le costruzioni, che saranno al 100% di legno.

L'ingegnere Franco Piva dello studio trentino Ergodomus, società di progettazione italiana coinvolta nel progetto, afferma infatti che “una delle grandi differenze rispetto ad altri progetti è che il legno impiegato nel multipiano sopra certe dimensioni fino ad oggi ha sempre visto anche l'uso di strutture miste in cemento o acciaio.”

Un'edilizia non solo attenta all'ecosostenibilità, ma che sposa il chilometro zero.

Si farà uso infatti del legno canadese, materiale locale che cresce con maggiore rapidità rispetto alle varietà impiegate in Europa e perciò con impatto ecologico ridotto.

La smart city di Google è davvero un progetto pieno di fascino, che mette d'accordo il desiderio di evoluzione e l'esigenza di preservare il territorio.

 

 

 

 

 

 

 

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