MERCATO

In Veneto più consumo di suolo a favore dei servizi

Lo studio di Intesa Sanpaolo presenta una fotografia della regione che, grazie anche ad interventi di rigenerazione, sta migliorando e aumentando la presenza di servizi “avanzati” ad alta componente di conoscenza

Emanuele Incanto

25 GENNAIO 2019
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In occasione della scorsa Construction Conference è stato presentato uno studio curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo dal titolo “La progressiva terziarizzazione dell’economia veneta: la trasformazione della struttura economica del territorio e le sue ricadute sull’edilizia non residenziale” da cui è emerso che il Veneto, con il 12,4% del suolo regionale occupato da edifici produttivi e residenziali, rappresenta la seconda regione d’Italia per consumo di territorio dopo la Lombardia (13%). Se si escludono le due province con una minore vocazione industriale (Rovigo e Belluno), le rimanenti hanno percentuali di consumo superiori a quelle lombarde, con valori che variano dal 13,3% di Vicenza al 19% di Padova. Vicenza è anche la provincia con il suolo “consumato” maggiormente occupato da aree produttive (+21,6%), seguita da Verona con il 19,1% (la media regionale è del 18,4%). Tra il 2001 e il 2009 si è realizzato il sorpasso delle province venete sulla Lombardia in fatto di concessioni edilizie e di sviluppo di metri cubi per kmq (Veneto 8.000 m3/Kmq vs media Italia 4.600 m3/Kmq). 

 

Nel 2011, all’indomani della crisi del 2008, il sistema economico veneto mostra di aver aumentato, anche se di poco, il numero delle unità locali rispetto al 2001, con un incremento complessivo di circa l’1%. Questo dato è la sintesi di un aumento del 10,5% delle unità locali nei servizi e di un contemporaneo calo delle unità produttive nel manifatturiero, che hanno subito una riduzione del 20,3%.

Nei capoluoghi di provincia queste dinamiche sono ancora più accentuate, evidenziando più profondamente questa polarizzazione. Se sul lato dei servizi non vi sono differenze rilevanti di crescita tra città capoluogo e resto della provincia, nel manifatturiero il ridimensionamento osservato nei capoluoghi è decisamente maggiore, superando di quasi 10 punti percentuali quello registrato nel territorio rimanente.

 

Non solo più quantità ma più qualità

Emerge dunque una progressiva “terziarizzazione” dell’economia veneta che, nel decennio in esame, ha portato a un crescente accentramento di servizi nei capoluoghi di provincia veneti. Non si è trattato solo di una crescita quantitativa ma anche qualitativa dei servizi che sono nati nei centri urbani maggiori. Secondo le rilevazioni Istat al 2015, le unità locali dei cosiddetti servizi “avanzati” ad alta componente di conoscenza concentrati nei capoluoghi di provincia superano largamente l’incidenza sul resto del territorio: a livello complessivo nei capoluoghi le unità locali di questi servizi sarebbero quasi la metà del totale servizi, mentre nel resto del territorio arriverebbero a poco meno di un terzo. La maggiore facilità di trovare servizi avanzati nei capoluoghi veneti, insieme alla migliore accessibilità ai collegamenti con i principali centri produttivi del Nord Ovest e dell’Emilia Romagna sono i fattori che agevolano anche la nascita di nuove forme di imprenditorialità nei grandi centri urbani. E’ questo il caso ad esempio delle startup innovative: Padova città è in assoluto il territorio dove più alto è il numero delle startup innovative (155), con una incidenza di startup su imprese presenti che è 4 volte quello registrato nei restanti comuni della provincia. 

 

 

 

Nei grandi centri urbani veneti è dunque già in atto una rigenerazione urbana, evidente dalla loro progressiva terziarizzazione e, in particolare, dallo sviluppo di servizi avanzati.

L’ulteriore recupero dei capannoni inutilizzati rappresenta una priorità per il Veneto, per le indubbie ricadute socio-economiche sulla regione. In questo ambito anche il rapido sviluppo dell’e-commerce rappresenta una straordinaria opportunità di riqualificazione urbana.

“A fronte di un calo delle unità produttive nel manifatturiero, stiamo assistendo ad una progressiva “terziarizzazione” dell’economia veneta che ha portato a un crescente accentramento di servizi nei capoluoghi di provincia, dove è già in atto una rigenerazione urbana. – ha commentato Renzo Simonato, direttore regionale Intesa Sanpaolo - La scommessa per lo sviluppo del Veneto, all’interno della ripresa economica che in Europa si gioca nelle grandi aree metropolitane, è quella di poter ottenere un “rango” metropolitano che lo possa far competere nell’offerta di qualità e intensità di servizi, e quindi nella capacità di attrarre nuove competenze e investimenti anche dall’esterno. La nostra missione è quella di essere banca per l’economia reale al servizio della crescita, che crede e investe nelle imprese e nelle famiglie. Nei primi sei mesi di quest’anno Intesa Sanpaolo ha erogato a famiglie e imprese del Triveneto circa 3,7 miliardi di euro.”

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