INFRASTRUTTURE

Il restauro del Ponte dell’Accademia di Venezia: tra continuità e rinnovamento

La realizzazione dell’impresa Salmistrari per un progetto edile e sociale

Redazione CIVILTA' di CANTIERE

31 AGOSTO 2018
progettazione, infrastrutture, restauro, ponte e venezia

Il nuovo Ponte dell’Accademia di Venezia, inaugurato mercoledì 29 agosto e reso agibile anche in vista della Regata storica del Redentore che ogni anno si svolge il 2 settembre, è un’opera in gran parte nuova, ampiamente riqualificata e adeguata sul piano estetico e funzionale. Un restauro che è durato 7 mesi, realizzato dall’Impresa Costruzioni e Restauri G. Salmistrari. Il ponte dell’Accademia costituisce– come ha ricordato il sindaco di Venezia  Luigi Brugnaro – “un simbolo per la città. L’opera si inserisce in un più ampio piano di manutenzione e riqualificazione continua. Il ripristino delle opere pubbliche consente alla città di continuare ad essere funzionale e rispondere alle esigenze dei nostri tempi. Ciò grazie all’impiego di materiali e tecnologie moderne, ma anche grazie alle competenze delle imprese locali.” L’importanza del restauro per Venezia ha avuto una evidente testimonianza nell’ampia partecipazione di cittadini all’inaugurazione. 


Il Ponte dell’Accademia è uno dei quattro ponti principali che attraversano il Canal Grande e collega l’edificio religioso San Vidal all’ex Chiesa di Santa Maria della Carità. La prima progettazione del ponte è avvenuta in un periodo di profonde trasformazioni urbanistiche per la città lagunare finalizzate a rendere Venezia più vitale e aperta alla cultura. Il ponte, in legno, fu iniziato il 10 dicembre 1932, in una logica di provvisorietà e venne collaudato il 15 febbraio 1933 per essere aperto al traffico pedonale  4 giorni dopo. Il suo carattere di provvisorietà e i materiali impiegati richiesero costanti interventi di manutenzione successivi. Un primo radicale miglioramento avvenne nel 1948 con la ricostruzione di due “arconi a cassettone” che ne irrobustirono la struttura senza mutarne l’aspetto esteriore, seguita da un importante intervento di restauro completato nell’agosto del 1986 secondo il principio del “com’era e dov’era”. Più recentemente, nel 1998 prima e nel 2007 poi, l’opera è stata oggetto di interventi di manutenzione ordinaria.

L’intervento di restauro, che ha richiesto la sostituzione di 185 mq della superficie in legno, si è reso necessario per gli effetti degli stessi interventi di ricostruzione e di manutenzione precedenti, durante i quali erano stati inseriti dei tubulari soggetti, nel tempo, a fenomeni di condensazione e al conseguente deterioramento del metallo e del legno presenti. L’operazione recente di restauro è avvenuta, di conseguenza, attraverso la sostituzione di frammenti lignei e metallici degradati e l’inserimento di alcuni elementi volti a preservare le parti difficilmente sostituibili durante la manutenzione. È avvenuta, quindi, la sostituzione completa di tutte le parti lignee e la sabbiatura e verniciatura di quelle metalliche. 


L’impresa realizzatrice, da sempre impegnata in opere di restauro e riqualificazione a Venezia, nonché ricca di referenze rilevanti nell’ambito degli interventi richiesti, ha saputo coniugare al meglio gli obiettivi di ripristino secondo il modello progettuale originario. L’utilizzo di soluzioni costruttive e materiali innovativi hanno, inoltre, assicurato funzionalità, sicurezza e durata nel tempo.

Tra le novità proposte e introdotte a miglioramento del progetto, e al fine di garantire comunque il traffico pedonale anche durante i lavori di ripristino, vi sono l’applicazione di passerelle laterali, chiamate “ali”. La Salmistrari è un’impresa edile a conduzione familiare attiva dal 1905 e specializzata nei restauri monumentali, con una pluriennale esperienza maturata nell’esecuzione di lavori per il Comune di Venezia e nei centri storici limitrofi. Ha il proprio punto di forza nella garanzia di un’elevata qualità delle lavorazioni, ottenuta grazie all’impiego esclusivo della propria manodopera o al ricorso di partner fidelizzati. Nel caso del Ponte dell’Accademia, la Salmistrari ha collaborato proficuamente con la Pasqualucci costruzioni, anch’essa attiva da tempo nel restauro di opere pubbliche e private. 


Il nuovo Ponte ha un valore non solo architettonico ma anche culturale e sociale. Come ha ricordato  l’assessore ai lavori pubblici Simone Agrondi “questo restauro è un grande gesto di affetto per Venezia e i veneziani. Un gesto molto semplice, autentico, pieno di significati. Tutti gli abitanti, comprese le autorità locali, si sono sentite partecipi del progetto e hanno avvertito quel forte senso di rinnovamento di cui la città aveva bisogno.” Gli ha fatto eco il sindaco Brugnaro che ha ricordato come “Venezia è parte di un sistema metropolitano allargato” costituito da risorse fondamentali per il futuro della città, fra cui un tessuto imprenditoriale competente e virtuoso, sottolineando il prezioso supporto di Luxottica che ha finanziato l’intera opera che ha mantenuto un profilo di riservatezza senza richiedere espliciti ritorni promozionali. Per il sindaco è “con i buoni esempi come questo e con persone che operano nell’interesse di Venezia, che possiamo aprire una nuova stagione per Venezia e la sua area metropolitana”. 


Nel caso del Ponte dell’Accademia, l’elevata qualità tecnica e il valore sociale dell’intervento rappresentano un esempio virtuoso di trasformazione che ha permesso di rafforzare il collante tra cittadini, imprese e istituzioni. Tale clima collaborativo è una carica di ottimismo per garantire la realizzazione di ulteriori interventi e le opere di manutenzione: come sottolinea Giovanni Salmistrari “è essenziale prevedere e pianificare una manutenzione continuativa, almeno una volta all’anno, soprattutto per quanto riguarda la parte calpestabile del ponte con una particolare attenzione agli effetti che si determinano nei mesi invernali.”

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