PROGETTAZIONE

Il progetto di Ennead Architects per salvare l’ecosistema dello Shanghai Yangtze River Estuary

Una riserva naturale e un acquario avranno il compito di ripristinare la biodiversità e sensibilizzare l'opinione pubblica

12 LUGLIO 2019
progettazione, architettura, innovazione, paesaggio e ambiente

Su un isola, alla foce del fiume Yangtze, sorgerà un edificio immerso in un paesaggio di 17 ettari. Il progetto, frutto dell’ingegno di Ennead Architects, è stato il vincitore di un importante concorso internazionale per la progettazione di una riserva naturale dello storione cinese alla foce del Fiume Yangtze.

Meglio conosciuto come fiume azzurro, Yangtze rappresenta il fiume più lungo dell’Asia e il terzo per lunghezza nel mondo. Purtroppo la sua fama è proporzionalmente collegata ai gravissimi danni ambientali che il fiume ha subito negli ultimi anni danneggiando e mettendo a rischio anche la vasta gamma di ecosistemi e le specie animali che contiene.

La nuova riserva naturale estuario del fiume Yangtze di Shanghai, in Cina, nasce proprio con lo scopo di salvare le specie in via di estinzione e di ripristinare la biodiversità in un habitat colpito dall’inquinamento e che ha messo a rischio di estinzione lo Storione cinese e la Focena Finless.

Il design, nato dalla collaborazione tra Ennead Architects e il paesaggista Andropogon Landscape Architects, integra perfettamente strategie altamente sostenibili, combinando un sistema strutturale in legno lamellare incrociato, riscaldamento geotermico e circuiti di raffredamento.

Le forme della struttura evocano l’anatomia biomorfa che prende spunto dalla natura circostante.

L’edificio si caratterizza per le sue forme simili a delle onde che si innalzano dal letto del fiume proprio per evocare la sua superficie increspata e del paesaggio iconico dell’alto Yangtze. Costolature strutturali in legno leggermente curve si irradiano attorno a una spina centrale che unisce le tre ali dell'edificio. 

Al fine di massimizzare la luce del giorno e di mantenere gli interni luminosi, i due studi di architettura hanno pensato di avvolgere le piscine interne con un rivestimento in PTFE traslucido, un materiale plastico molto efficiente dal punto di vista termico e che rappresenta un sistema di chiusura leggero.

Parte della struttura sarà dedicata a un centro di ricerca che opererà al reinserimento in natura delle specie a rischio.Gli esperti interni tenteranno di ripopolare i numeri in diminuzione dello storione cinese e della Focena Finless attraverso la conservazione ecologica.

Una serie di piscine interne ed esterne per l’allevamento di entrambe le specie imiterà la loro migrazione naturale in vasche di varie dimensioni e acque di diversa salinità. L’intero lavoro svolto dall'istituzione sarà visibile ai visitatori attraverso un acquario immersivo e una “mostra esperienza” cercando così di sensibilizzare l'opinione pubblica al fine di proteggere la fauna selvatica esistente.

All’interno, le zone umide create con piante della flora locale e piante acquatiche forniranno una bellissima connessione con l’esterno e aiuteranno a una rapida diminuzione del carbonio mentre la biofiltrazione per l’acqua dell’acquario creerà un equilibrio ambientale.

Passerelle sospese e aree di osservazione si intrecceranno per tutto il campus consentendo ai visitatori di immergersi in un ambiente completamente naturale lontano dalla caotica Shanghai.

 

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