INNOVAZIONE

Il progetto Dare

un nuovo volto alla Darsena di Ravenna, grazie al digitale

Paola Savina

19 GIUGNO 2020
ravenna, digitale, rigenerazione urbana, innovazione, tecnologia e progettazione

Digitalizzazione” è un termine che popola il nostro vocabolario sempre di più. Negli ultimi anni si è affermato gradualmente come un obiettivo “nice to have” in vari ambiti, soprattutto per le aziende che, per innovare e soddisfare capillarmente i bisogni di clienti che fanno ormai uso costante del digitale nella propria quotidianità, devono diventare digitali.

L’emergenza Covid-19 ha trasformato un processo ancora in fase di sviluppo in un’urgenza: la digitalizzazione è diventata una necessità, una condizione di sopravvivvenza per la società e l’economia. Sul podio degli obiettivi chiave della task force guidata da Vittorio Colao, ex capo di Vodafone, ci sono due parole: tecnologia e digitalizzazione. Digitalizzazione per “sburocratizzare” la pubblica amministrazione e accorciarne la distanza con i cittadini, per l’abolizione del contante per i pagamenti e per il commercio, per permettere allo stato attraverso nuovi strumenti tecnologici e innovativi di raccogliere informazioni e tutelare i propri cittadini e per rivoluzionare il mondo energetico a favore della tutela dell’ambiente.

Insomma, la digitalizzazione come terapia che farebbe un gran bene alla società, in una fase di crisi come quella che stiamo fronteggiando.

Certo per le nuove generazioni l’approccio digitale è naturale e innato, ma per la Generation X e i Baby Boomers va affrontato un percorso di avvicinamento, educazione e transizione al digitale. Un importante esempio italiano, portavoce della causa e dell’obiettivo di digitalizzazione è il progetto Dare, del comune di Ravenna, partito a fine 2019 e che durerà circa 3 anni.

 

La rigenerazione urbana per la Darsena di Ravenna

Vincitore del 4° bando europeo Urban Innovative Actions – che sostiene i progetti d’innovazione di frontiera delle città europee - il progetto Dare si è aggiudicato un finanziamento di quasi 5 milioni, che saranno destinati alla promozione della cultura digitale tra i cittadini.

Il traguardo del progetto consisterà nella rigenerazione urbana della Darsena di Ravenna, ma non solo. Il bello dell’iniziativa sta soprattutto nel mezzo, cioè lungo il percorso di definizione della nuova Darsena che i suoi stessi cittadini, attraverso strumenti digitali a disposizione, delineeranno rilasciando informazioni importanti.

Il cittadino sarà di fatto la chiave risolutiva del progetto, l’attore principale. Il coinvolgimento diretto degli abitanti tramite il portale, l’app, totem informativi, panchine interattive, laboratori ed eventi permetterà di raccogliere informazioni, dati, idee e aspettative per creare la Darsena dei loro sogni. Insomma, fatta su misura per lìuomo, ma realizzata grazie all’utilizzo del digitale.

Sempre nel perimetro della rigenerazione urbana, il finanziamento a disposizione servirà inoltre per ultimare “Dalia”, ossia l’archivio storico digitale della Darsena. Saper raccontare la storia della zona, di come questo spazio si è evoluto nel tempo è fondamentale per dare valore al luogo, vestendolo di fascino e rendendolo quindi un’attrazione non solo per i residenti, ma anche per turistiInfine, la Darsena sarà dotata di una piattaforma ict necessaria per la gestione urbana, che ne favorirà un’infrastrutturazione digitale più rapida.

Dare significa “digital environment for collaborative alliances to regenerate urban ecosystems in middle-sized cities”, proprio perché vuole essere il primo esempio, un modello replicabile per tante altre città italiane ed europee piccole-medie, come Ravenna. Con il progetto Dare l’innovazione digitale si lega a quelli che ormai sono i bisogni e le priorità delle città e dei cittadini di tutto il mondo: l’attrattività e quindi il lavoro, la salute e la salubrità, la sicurezza e la vivibilità. Si tratta dei temi al centro dell’Agenda Urbana, sui quali Ravenna è al lavoro da tempo e che auspichiamo diventino priorità del nuovo governo.” Il sindaco Michele De Pascale chiude con queste parole una conferenza stampa sul tema, con ambizione e speranza che l’iniziativa sia davvero da guida per futuri simili progetti.

 

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