INFRASTRUTTURE

Il Polo Aeroportuale del Nord Est al servizio di un ecosistema metropolitano

Il Gruppo SAVE testimone di iniziative a difesa della mobilità e dell’intermodalità, grazie alla rigenerazione e alla pianificazione strategica.

Enrico Marchi

07 DICEMBRE 2018
aeroporti, opere pubbliche, infrastrutture, mobilità e turismo

Una costante del dibattito politico e istituzionale nel nostro Paese riconosce nell’aggregazione tra sistemi un principio fondamentale per lo sviluppo economico-sociale. Problematiche relative a trasporti, infrastrutture e servizi richiedono particolarmente un approccio progettuale e strategico che superi i particolarismi in un’ottica allargata di sistema. La costituzione delle città metropolitane è un passo amministrativo importante in questa direzione, che dovrebbe comunque rappresentare un preciso indirizzo strategico per gli stessi gestori di servizi. La realtà tuttavia è meno ottimistica ed è costellata di molte occasioni mancate – pensiamo ad esempio al campo delle utilities – a detrimento della competitività dell’intero territorio nazionale. In un panorama generale non sempre lungimirante, il Gruppo SAVE, che gestisce il Polo aeroportuale del Nord Est, comprensivo degli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona e Brescia, ha fondato la sua attività, caratterizzata da una crescita costante, proprio sul principio di aggregazione, con conseguente creazione di valore per gli stakeholder di un bacino d’utenza che nel tempo si è progressivamente ampliato. Anticipando di gran lunga le linee guida dell’attuale Piano Nazionale dei Trasporti che sollecitano la creazione di sistemi aeroportuali, la capogruppo SAVE ha creato il Sistema aeroportuale Venezia-Treviso, facendosi in tal senso interprete delle esigenze di mobilità di un’area interessata da un intenso processo di diffusione insediativa residenziale e imprenditoriale. Quindi, a fine 2014, entrando nell’azionariato di Catullo S.p.A, ha dato vita al Polo aeroportuale del Nord Est, un sistema che nel 2017 ha gestito 16,5 milioni di passeggeri. 
 
La leva del Nord Est 
In un’Italia ancora condizionata da una lenta macchina burocratica e con una scarsa propensione a fare sistema, il Nord Est si distingue per trend di crescita superiori alla media nazionale e per una vivacità imprenditoriale alla ricerca di sempre nuovi mercati. Centrale per l’espressione di questa vocazione internazionale è il ruolo di infrastrutture moderne ed efficienti, riferimenti imprescindibili per un tessuto economico costantemente animato da un’innovatrice forza centrifuga. Gli aeroporti del Gruppo SAVE, ciascuno con le sue specificità, costituiscono snodi logistici fondamentali per la competitività di questo territorio, che, grazie ad essi, può contare su collegamenti aerei capillari con l’Europa e il mondo. Lo sviluppo è stato ed avviene con ritmata gradualità, basato su un’attenta diversificazione del traffico e su rapporti solidi e continuativi con le compagnie aeree, che hanno garantito una crescita costante anche in anni di diffusa crisi economica. Al centro del Sistema, l’aeroporto Marco Polo di Venezia, terzo gateway intercontinentale italiano dopo Roma e Milano, collegato con oltre 100 destinazioni da più di 50 vettori e caratterizzato da infrastrutture che coniugano efficienza e funzionalità con ricercatezza architettonica ed estetica. Tra il 2010 e il 2017 il traffico del Marco Polo è cresciuto con una media del 6,1%, a fronte di una media nazionale del + 3,3%. Lo sviluppo infrastrutturale dello scalo è regolato da un Master Plan che per il periodo 2012 – 2021 prevede investimenti per 850 milioni di euro, 430 dei quali ad oggi già realizzati. L’intermodalità, intrinseca allo stesso Sistema aeroportuale, troverà ulteriore slancio nella realizzazione del collegamento tra l’aeroporto veneziano e il sistema ferroviario il cui progetto, elaborato da RFI, sta procedendo nel suo iter approvativo. L’applicazione di un’economia di scala alla gestione degli aeroporti del Polo del Nord Est continua a dare ottimi risultati.  
Treviso costituisce un riferimento per l’attività low cost, mentre l’aeroporto di Verona, dopo anni di difficoltà, sta finalmente concretizzando potenzialità che nel tempo si erano cristallizzate ed ora si esprimono con volumi di traffico in continua crescita e linee aeree che molto contribuiscono alla valorizzazione dell’attrattività turistica e culturale del ricco bacino veronese. Aeroporti creatori di valore per aziende e industria turistica dunque, ma anche generatori di occupazione, considerando che il Gruppo SAVE occupa direttamente 1.400 persone, a cui sia aggiungono oltre 10.000 lavoratori indiretti. Microcosmi il cui futuro si delinea sempre più in termini di città aeroportuali al cui interno si accentrano e si distribuiscono servizi per operatori, passeggeri e per una comunità allargata.

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