INFRASTRUTTURE

Il nuovo Ponte Morandi come simbolo di collaborazione, unione e memoria

La ricostruzione dell’infrastruttura genovese realizzata dalla società Per Genova sulla base del progetto di Renzo Piano

Beatrice Casella

08 FEBBRAIO 2019
progettazione, architettura, genova, ponte, sicurezzza, renzo piano e infrastrutture

A dicembre scorso è stata approvata definitivamente dal Tribunale di Genova la demolizione dei tronconi del Ponte Morandi, costruito fra il 1963 e il 1967 e crollato il 14 agosto scorso causando 43 vittime e 600 sfollati. Le imprese che si stanno occupando della ricostruzione del ponte sono Salini - Impregilo, Fincantieri e ItalFerr.

In particolare, la ricostruzione verrà realizzata dalla neocostituita società PerGenova, sulla base del progetto di Renzo Piano che sottolinea “dovrà durare mille anni e ricucire una città divisa e conservare perenne memoria delle vittime”. L’architetto è molto legato al capoluogo ligure, essendo lui originario di Pegli, un quartiere del ponente genovese. Piano definisce Genova come una città semplice, con un carattere quasi puro e il nuovo ponte dovrà rispecchiare la sua città mantenendo caratteristiche di semplicità, diventando comunque un esempio di solidità, sicurezza, longevità. “Il ponte dovrà essere d’acciaio, una lega ferrosa dalle caratteristiche eccellenti, e sobrio, semplice, parsimonioso”, evidenzia Piano aggiungendo che “la semplicità non va intesa nel senso della banalità”.

La ricostruzione del ponte è destinata a diventare il simbolo della rinascita di una grande città come Genova, ma anche il simbolo di una nuova fase di sviluppo di tutta l’Italia, dimostrando che anche nel nostro Paese è possibile realizzare infrastrutture solide in breve tempo. Inoltre, il progetto di Genova rappresenta un modello di grande collaborazione tra imprese altamente competenti e ciò consente di mettere a disposizione della singola città, e non solo, un know how unico di eccellenti aziende italiane.

Il completamento dell'opera è previsto entro dodici mesi, dal momento in cui l'area sarà resa disponibile, dopo il completamento delle attività di demolizione. La nuova infrastruttura sarà costituita da un impalcato metallico con pile in cemento armato che permettono di unire l’elevata qualità dei materiali con l’essenziale durabilità dell’infrastruttura. Si prevede la realizzazione di 1.100 metri di travata continua che andrà a costituire l'impalcato in acciaio del nuovo ponte. L'impianto sarà composto da 19 pile in cemento armato di sezione ellittica posizionate con un passo costante di 50 metri, ad eccezione della campata sul torrente Polcevera e di quella sulle linee ferroviarie, dove l'interasse passa da 50 a 100 metri. La produzione dell'impalcato metallico sarà realizzata, nel dettaglio, attraverso macro elementi strutturali che verranno poi assemblati e saldati, completando a terra le lavorazioni di ogni singola campata. Il sollevamento, invece, verrà effettuato utilizzando prevalentemente speciali apparati, denominati "strand jacks", che permetteranno di allineare l'impalcato all'elemento principale in acciaio collocato preventivamente in sommità alle pile, con l'utilizzo di autogru.

In collaborazione con Cetena, la società di ricerca del gruppo Fincantieri basata a Genova, verrà fornito e installato anche un sistema integrato di monitoraggio, controllo e ispezione di questo ponte che “deve aiutare l’elaborazione del lutto, deve avere una magia fatta di qualità ed eccellenza”, come ha riferito lo stesso Renzo Piano.

 

t

o

p