PROGETTAZIONE

Il nuovo Centro di riabilitazione di Shenzhen

Stefano Boeri Architetti vince il concorso internazionale per la progettazione del più grande centro di riabilitazione della Cina

Asia Ruffo di Calabria

26 AGOSTO 2020
boeri, cina, architettura, progettazione e salute

Stefano Boeri Architetti ha vinto il concorso internazionale per la costruzione del più grande e innovativo centro di riabilitazione a Shenzhen, in Cina. L’ ufficio cinese di  SBA è stato selezionato da una giuria composta da personalità locali e internazionali come Peter Cook e Sou Fujimoto. Il progetto, la cui realizzazione è prevista nei prossimi tre anni, si tradurrà in "un insieme di terrazze verdi e spazi sovrapposti in un sistema sostenibile che unisce natura, architettura e biodiversità, includendo giardini interni dedicati alla riabilitazione".

Situato nel sud-est della Cina, in un'area attualmente in forte sviluppo ed espansione, il Centro di riabilitazione Shenzhen progettato dalla SBA è completamente accessibile e integrato nel tessuto urbano del distretto di Longhua. In una sua nota, Xu Yibo, partner di Stefano Boeri Architects China, afferma che il "centro di riabilitazione sarà in grado di fondere natura e paesaggio nel rispetto del carattere maturo, rassicurante  e accogliente della città".

Adiacente a un parco urbano e direttamente collegato al sistema di mobilità leggera della città, l’edificio è interamente dedicato alle persone con disabilità dai 16 ai 60 anni. La base concettuale della progettazione risiede nella ricerca della inclusione sociale e solidarietà nei confronti del disabile, con un approccio fortemente innovativo rispetto alle problematiche della disabilità. Questo risultato viene perseguito attraverso l'integrazione di spazi verdi in continuità con tutte le diverse funzioni e ad ogni livello, aprendo la struttura verso la città attraverso la creazione di un edificio accogliente e permeabile.

 “Il nostro progetto apre una nuova prospettiva sull'architettura dei grandi centri di riabilitazione. Questo in primo luogo perché percepisce il concetto di disabilità motoria e / o cognitiva non come un esempio di fragilità sofferto da una minoranza di persone, ma come una condizione comune a tutti noi, anche se solo durante una fase della nostra vita. In secondo luogo, offre un'idea di totale accessibilità agli spazi e ai servizi di riabilitazione e in terzo luogo perché nel riconoscere la straordinaria qualità terapeutica del verde e della natura, offre una quantità sorprendente di spazi verdi e aperti accessibili dedicati a tutti i diversi stili di riabilitazione”, afferma Stefano Boeri, fondatore di SBA.

Il progetto prevede l’inclusione di una vasta gamma di funzioni: riabilitazione, formazione, attività ricreative e artistiche, alloggio, istruzione, aree di lavoro e un museo, nonché un centro sportivo. L'obiettivo è quello di fornire supporto ai pazienti nella  vita quotidiana, di cui facciano parte competizioni, training individuale e di gruppo, con numerose strutture e corsi di preparazione differenziati per varie disabilità.

Nel giardino pensile terapeutico è prevista un’ampia area vegetale, integrata con sistemi avanzati di produzione di energia rinnovabile. La continuità con il parco pubblico adiacente è ottenuta ospitando specie vegetali autoctone, rafforzando così il rapporto tra interno ed esterno. Elementi fondamentali del design, alberi e piante "rispecchiano i mutevoli percorsi e volumi architettonici". Al centro, un cortile pubblico aperto collega diverse aree funzionali.

“Il progetto combina aspetti per un centro di riabilitazione in Cina che finora non sono stati esplorati. L’architettura è innovativa e rassicurante, gli spazi verdi sono integrati con tutte le diverse funzioni e ad ogni livello, la struttura è aperta verso la città e l’edificio è accogliente e permeabile, non una recinzione o una barriera. C'è bisogno di una rottura con il passato e il desiderio, condiviso con le stesse autorità locali, è quello di creare un nuovo modello. Per fare ciò, utilizzeremo anche l'eccellenza italiana”. afferma Pietro Chiodi, direttore del design dell'architettura di Stefano Boeri Architetti China.

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