DIGITALE

Il museo diventa “Smart”

I musei rispondono all’isolamento domestico da Coronavirus con le visite virtuali

Asia Ruffo di Calabria

13 APRILE 2020
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La Francia da lunedì 16 marzo ha applicato il “confinamento” per affrontare la situazione di emergenza del Coronavirus. Tutti i luoghi pubblici hanno chiuso le loro porte in tutto il paese. A Parigi tutti i musei hanno chiuso e hanno cominciato lo smartworking (qui francesizzato in télétravail). Come responsabile del dipartimento mostre ad interim del musée des Arts et Métiers mi sono ritrovata a riflettere con la Direttrice su come continuare a far vivere il museo anche se chiuso e a mettere in atto una politica di contenuti online che possano accompagnare i nostri visitatori in questo periodo, nell’attesa di un ritorno al museo. I social network sono utilizzati a pieno ritmo e sotto l'hashtag #Culturecheznous lanciato dal Ministero della Cultura, ogni museo elenca i suoi dispositivi digitali, le sue risorse online e le sue iniziative partecipative. I grandi Musei hanno già un'offerta digitale ricca e diversificata, come il Museo del Louvre, Orsay o i musei comunali (Paris Musées), con contenuti evidenziati su tutte le reti. Si stanno organizzando musei più piccoli. L'utente di Internet è quindi invitato a passeggiare per le sale di La Piscine, il museo dell'arte e dell'industria di Roubaix, grazie a una bellissima realtà virtuale creata da una giovane start-up di Tourcoing. Il Louvre-Lens, museo satellite del Louvre a Lens, città nell’Alta Francia, ha già creato nuovi contenuti, usando i suoi mediatori con un blog inventivo per famiglie confinate.

In questo periodo, in cui non si riesce a fare la differenza fra weekend e giorni feriali, può cambiare radicalmente il rapporto Museo/visitatore, con aspetti positivi e negativi. “Recarsi” a vedere un’esposizione temporanea o permanente di un Museo è una scelta di luogo, di tempo, di socialità, di condivisione. Interagire in modo virtuale con un Museo comporta la rinuncia alla liturgia dell’andare e del contatto visivo con l’opera d’arte o con l’oggetto esposto, la rinuncia a percepire la reazione degli altri davanti alla stessa opera, il piacere del bookshop. Esporre online, invece, da parte del Museo, comporta un lavoro raffinato di approfondimento sulla singola opera e sull’insieme dell’esposizione: il Museo, in qualche modo “si presenta” e deve farlo con i suoi abiti migliori e più seducenti, anche grazie alla tecnologia della comunicazione e del digitale.

La pandemia in corso non farà che accelerare una tendenza ormai consolidata, destinata ad allargarsi nel prossimo futuro. Questo lo sanno bene gli insegnanti, che si stanno tutti riciclando come docenti a distanza. Lo “smartwatching” delle esposizioni, come l’ “e-learning”delle lezioni scolastiche e universitarie, trova sicuramente una migliore accoglienza nel pubblico più giovane, nativo digitale, mentre le generazioni precedenti devono fare uno sforzo di adattamento.

Sono diverse le modalità espositive possibili: online live (conferenze, dibattiti, registrazioni, podcast). Il vantaggio delle presentazioni live è la possibilità di partecipazione praticamente illimitata, ma con scarsa possibilità di interazione. Il vantaggio delle registrazioni e podcast è quello di poterne godere in qualsiasi momento, senza orari vincolanti, potendo selezionare le presentazioni migliori.

Un esempio molto brillante è quello del Grand Palais “Pompei chez vous”. L'inaugurazione era originariamente prevista per mercoledì 25 marzo 2020, ma è stata rinviata a causa dell’emergenza sanitaria. Il Prof. Massimo Osanna, sovraintendente al Parco Archeologico di Pompei, ha dichiarato

"In questo periodo difficile per l'Italia e la Francia, sono molto felice che una parte della mostra di Pompei possa essere offerta in anteprima grazie alla collaborazione del Grand Palais, del Parco Archeologico e di Gédéon. Questi contenuti consentiranno ai visitatori, in attesa dell'inaugurazione della mostra, di visualizzare in anteprima le immagini degli scavi più recenti effettuati a Pompei, nonché una selezione dei magnifici media prodotti in occasione del l'esposizione."

Il menu della visita virtuale comprende un video che consente di immergersi nell'universo dei nuovi scavi e nuove scoperte grazie ai contenuti audiovisivi della mostra e un estratto dal catalogo della mostra in una versione ingrandita. Una Realtà Aumentata consente di fare apparire come viva in casa una scultura restaurata, sono visibili fotografie storiche e stampe di Pompei provenienti dalla collezione Beaux-Arts di Parigi. Inoltre è disponibile un’audioguida della mostra accessibile gratuitamente per entrare nel dettaglio su molte delle opere esposte. Per un pubblico giovane e per tutta la famiglia ci sono giochi online, quiz, puzzle. Sul sito Art Panorama del Grand Palais è scaricabile un kit didattico. Su France 5, fino al 25 aprile, viene trasmesso il documentario The last hours of Pompei prodotto da GEDEON Programs.

La mostra è un nuovo tipo di esperienza in cui Pompei è messa in scena in modo drammatico e impressionante. Per produrre questa mostra virtuale, Réunion des musées nationaux - Grand Palais ha collaborato con il Parco archeologico di Pompei e con la società GEDEON Programmi, leader francese nei documentari archeologici, che utilizza tecnologie avanzate implementate sul sito (laser mapping, termografia infrarossi, fotogrammetria, ecc.), e che ha realizzato scatti ad altissima risoluzione offrendo ricostruzioni 3D estremamente precise.

Non ci resta che sperimentare sul campo. il rischio di un affinamento eccessivo del virtuale può essere quello di sottrarre pubblico ai Musei nel prossimo futuro, mentre il beneficio potrebbe essere di portare a casa la bellezza, invogliando i pigri e le giovani generazioni ad andarla a godere direttamente.

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